
Attualità
La denuncia di don Michele: «Nel campo Chicoli esistono ancora esseri umani definiti illegali»
Il sacerdote torna a scuotere le coscienze con l’invito a non rimanere indifferenti
Terlizzi - martedì 6 gennaio 2026
Aveva fatto discutere ma anche molto riflettere, la scelta simbolica di don Michele Stragapede, parroco della chiesa di San Gioacchino di Terlizzi, di lasciare vuota la culla che si trova all'esterno della sua parrocchia (in piazza Cavour), coperta da un lenzuolo bianco e circondata da balle di fieno; ma senza il bambinello.
Don Michele, col contributo dell'artista locale Paolo De Santoli e della sua intera comunità parrocchiale, aveva voluto lanciare un segnale alla città e non solo, di non indifferenza alle guerre e alla povertà. Ed un modo per sensibilizzare ed invitare i giovani (anche attraverso la nostra video intervista), che spesso attraversano il centro città in maniera distratta rispetto alle tematiche dei nostri tempi, alla riflessione e all'altruismo.
Un ammonimento alla non curanza e al disinteresse che don Michele ha voluto riprendere in queste giornate, con un riferimento che riguarda in questo caso le condizioni di vita sopportate da diversi immigrati, che vivono da mesi in una sorta di tendopoli allestita appena fuori dal centro abitato, in un campo in via Cappella dei Chicoli, non distante dal Palachicoli.
Don Michele riprende l'episodio evangelico della nascita di Gesù (Luca 2,7) attraverso la frase «non c'era posto nel loro alloggio», quando Maria e Giuseppe arrivati a Betlemme per il censimento, non trovarono alloggio in albergo, costringendo Gesù a nascere in una stalla, in una mangiatoia.
«L'episodio evangelico sottolinea l'accoglienza mancata verso i più umili come i poveri e gli esclusi – sono le parole di don Michele alla nostra redazione, che prosegue nella spiegazione- I custodi della dottrina della vera fede sono chiari: Gesù nasce sempre…ma a Terlizzi non c'è posto per lui nell'alloggio. Gesù nasce e chiede di essere accolto facendosi pane per gli esclusi, per gli impoveriti, per quelli che vivono fuori. Con l'annuncio degli Angeli essi sono inclusi e viene loro restituita piena dignità.
Ma nel campo Chicoli esistono ancora esseri umani definiti 'illegali'. Anche per loro non c'è posto nell'alloggio. E' certo che hanno una resistenza formidabile al freddo e al gelo pronti a raccogliere le nostre olive 'da illegali'!»…è stata la sua amara conclusione.
Le parole di don Michele non vogliono minimamente prestarsi a speculazioni politiche. Il parroco vuole invece interrogare la coscienza di tutta la comunità rispetto ad una realtà, spesso invisibile, di uomini, di donne che restano ai margini della società. Il suo è un richiamo profondamente evangelico, con un chiaro riferimento alla nostra quotidianità. L'invito del sacerdote è quello a riscoprire il valore dell'altro, non lasciando nessuno da solo e ai margini.
Don Michele, col contributo dell'artista locale Paolo De Santoli e della sua intera comunità parrocchiale, aveva voluto lanciare un segnale alla città e non solo, di non indifferenza alle guerre e alla povertà. Ed un modo per sensibilizzare ed invitare i giovani (anche attraverso la nostra video intervista), che spesso attraversano il centro città in maniera distratta rispetto alle tematiche dei nostri tempi, alla riflessione e all'altruismo.
Un ammonimento alla non curanza e al disinteresse che don Michele ha voluto riprendere in queste giornate, con un riferimento che riguarda in questo caso le condizioni di vita sopportate da diversi immigrati, che vivono da mesi in una sorta di tendopoli allestita appena fuori dal centro abitato, in un campo in via Cappella dei Chicoli, non distante dal Palachicoli.
Don Michele riprende l'episodio evangelico della nascita di Gesù (Luca 2,7) attraverso la frase «non c'era posto nel loro alloggio», quando Maria e Giuseppe arrivati a Betlemme per il censimento, non trovarono alloggio in albergo, costringendo Gesù a nascere in una stalla, in una mangiatoia.
«L'episodio evangelico sottolinea l'accoglienza mancata verso i più umili come i poveri e gli esclusi – sono le parole di don Michele alla nostra redazione, che prosegue nella spiegazione- I custodi della dottrina della vera fede sono chiari: Gesù nasce sempre…ma a Terlizzi non c'è posto per lui nell'alloggio. Gesù nasce e chiede di essere accolto facendosi pane per gli esclusi, per gli impoveriti, per quelli che vivono fuori. Con l'annuncio degli Angeli essi sono inclusi e viene loro restituita piena dignità.
Ma nel campo Chicoli esistono ancora esseri umani definiti 'illegali'. Anche per loro non c'è posto nell'alloggio. E' certo che hanno una resistenza formidabile al freddo e al gelo pronti a raccogliere le nostre olive 'da illegali'!»…è stata la sua amara conclusione.
Le parole di don Michele non vogliono minimamente prestarsi a speculazioni politiche. Il parroco vuole invece interrogare la coscienza di tutta la comunità rispetto ad una realtà, spesso invisibile, di uomini, di donne che restano ai margini della società. Il suo è un richiamo profondamente evangelico, con un chiaro riferimento alla nostra quotidianità. L'invito del sacerdote è quello a riscoprire il valore dell'altro, non lasciando nessuno da solo e ai margini.



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