Ninni Gemmato
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Politica

Uffici comunali in viale Pacecco: la verità di Ninni Gemmato

L'ex sindaco: «Questa è la storia vera»

Da diverse settimane, l'argomento del trasferimento in viale Pacecco degli uffici comunali è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico cittadino.
Sul punto, nelle scorse ore, è intervenuto anche l'ex sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato, che più di altri aveva pensato ad un'unica sede degli stessi uffici. Gemmato ci ha chiesto spazio sulla nostra testata per raccontare la sua versione dei fatti e noi gliel'abbiamo concessa.
Restiamo a disposizione per eventuali precisazioni o repliche. Buona lettura.


«Sin da quando sono stato eletto Sindaco di Terlizzi ho lavorato per far tornare in centro città gli uffici comunali, tutti in un'unica sede come non è mai stato a Terlizzi. L'obiettivo era l'accentramento e la centralizzazione degli uffici: così scrivevo nel programma elettorale del 2012.
Ero ben conscio che la scelta del luogo di destinazione degli uffici sarebbe stata difficilmente reversibile nel breve e medio periodo, inoltre avrebbe protratto i suoi effetti per molti anni dopo la mia Amministrazione. Per questo motivo ho ritenuto di ponderare attentamente ogni possibile ipotesi, prendendo tutto il tempo necessario affinché la decisone presa fosse poi la migliore possibile.
Abbiamo constatato che Palazzo di Città (in piazza IV Novembre per intenderci) non poteva essere sede idonea: gli ambienti sono decisamente poco capienti rispetto alle superfici necessarie per allocarvi tutti gli uffici. Piuttosto andava pensata una riqualificazione che ne valorizzasse la dimensione storica ed istituzionale.
Abbiamo rivolto la nostra attenzione all'immobile dell'Immacolata Concezione in corso Vittorio Emanuele, all'epoca appena ristrutturato. Dopo ampi e articolati approfondimenti abbiamo dovuto scartare anche questa ipotesi: gli spazi erano comunque limitati e inoltre la struttura non sarebbe stata disponibile nel breve periodo in quanto la sua ristrutturazione era stata da poco tempo oggetto di un finanziamento comunitario e - conseguentemente - per un certo numero di anni non poteva essere utilizzata per scopi diversi rispetto alle finalità del finanziamento, pena la perdita dello stesso.
Nel 2015 la Città Metropolitana ha rimesso nella disponibilità del Comune gli immobili che fino a dicembre 2014 avevano ospitato le sedi del Liceo Socio-Psico-Pedagogico (ex Istituto Magistrale) in viale Pacecco e del Liceo Classico in via Poerio, entrambi confluiti nell'edificio scolastico appena costruito in viale Gramsci.
Abbiamo preso in considerazione entrambe le strutture.
La sede in via Poerio é una struttura antica con più superfici e quindi meno facilmente accessibile, inoltre necessitava di una ristrutturazione decisamente impegnativa per la quale si poteva aspettare l'opportunità di un finanziamento pubblico.
I fatti ci avrebbero poi dato ragione, per quel che riguarda gli edifici comunali sia di largo Poerio sia di piazza IV Novembre: un anno fa la mia Amministrazione ha ottenuto un mega finanziamento di 5 milioni di euro da fondi PNRR con il quale si realizzeranno la ristrutturazione e la riqualificazione sia dell'ex sede del Liceo Classico sia di Palazzo di Città nonché il completamento del Teatro Millico.
Abbiamo ritenuto che l'edificio di viale Pacecco fosse in quel momento la migliore sede possibile di tutti gli uffici comunali: aveva un'estensione interna notevole ma anche spazio esterno per parcheggiare tutti gli automezzi di proprietà del Comune (ad iniziare da quelli della Polizia Locale), si estendeva su una sola superficie quindi era più facilmente accessibile e frequentabile dai cittadini con capacità motorie ridotte, non era centralissimo ma era comunque facilmente raggiungibile a piedi dal centro, l'area alle sue spalle era (ed é ancora) destinata ad ospitare circa 500 appartamenti per effetto di un piano di lottizzazione approvato nei primissimi anni della mia Amministrazione, quindi circa 1500 persone si sarebbero trasferite nelle vicinanze di quell'area che in futuro diventerà tutt'altro che periferica.
Eravamo nella seconda metà del 2015, abbiamo condiviso di buon grado il suggerimento dell'Ufficio Tecnico di un appalto integrato che ci avrebbe permesso di ristrutturare, riqualificare e adeguare alla nuova destinazione i locali di viale Pacecco, ma anche di risanare ed urbanizzare l'area (per metà comunale) di largo Torino accanto al Palafiori allora in costruzione e di portare a compimento il Piano Integrato di Rigenerazione Urbana di quell'area: tutto questo senza esborsi finanziari da parte del Comune che avrebbe ceduto l'area di sua proprietà in via Torino, fino ad allora utilizzata esclusivamente per i bisogni fisiologici dei nostri cani e - qualche giorno l'anno - per ospitare luna park o circhi equestri.
In tempi brevi, considerati tutti i vincoli burocratici, è stata indetta e svolta la gara, aggiudicati i lavori, affidata l'opera, sottoscritto il contratto (il 1 giugno 2016) e - alla fine - sono iniziati i lavori: il 5 agosto 2016 c'è stata la consegna del cantiere.
Il tempo contrattuale per la realizzazione dell'opera era di 300 giorni, dieci mesi. Vista la complessità dell'appalto nella sua interezza, andava contemplata l'ipotesi che i tempi potessero legittimamente allungarsi e così è stato: al momento delle Elezioni Comunali del 2017, la conclusione dei lavori era prevista per gennaio 2018. Da qui i miei post su Facebook ed i miei manifesti elettorali i quali preannunciavano che a gennaio 2018 ci sarebbe stata la consegna alla Città della struttura in viale Pacecco.
Diversi motivi - alcuni legati alla nostra volontà di migliorare l'opera, altri del tutto indipendenti dalla nostra volontà - hanno comportato una serie di slittamenti e sospensioni dei lavori, proroghe del termine per la loro ultimazione e conseguentemente un drastico rallentamento.
A gennaio 2020 c'è stata la conclusione parziale dei lavori con la consegna di una parte del cantiere ed il trasferimento in viale Pacecco della sede della Polizia Locale, dell'area parcheggio per i mezzi comunali e degli uffici Anagrafe, Elettorale e Stato Civile. I lavori sono poi continuati fino alla chiusura per Legge di tutti i cantieri da marzo a maggio 2020 a causa dell'epidemia da Covid: in quel momento mancava davvero poco alla conclusione dell'opera.
A maggio 2020, al termine del fermo lavori per Covid, l'impresa appaltatrice non si è più presentata sul cantiere. A nulla sono serviti tutti i tentativi dell'Ufficio Tecnico, bonari e non, di far ritornare al suo lavoro la ditta appaltatrice. Nel bel mezzo di questi tentativi arriva un atto di citazione dalla ditta appaltatrice al Comune con richiesta di risarcimento danni.
L'Amministrazione Comunale, che in questa vicenda si sente parte lesa, si costituisce nel contenzioso nominando un avvocato particolarmente esperto in materia. Insieme all'avvocato ed all'Ufficio Tecnico ponderiamo bene tutte le possibili scelte. Alla fine decidiamo che, pur avendo ragioni da vendere, la cosa più saggia è tentare la strada del componimento bonario della vicenda mediante una transazione. Accompagnati dall'avvocato ci affidiamo ad un'Organismo di Mediazione ed iniziamo nel 2021 una lunga trattativa che si conclude il 17 maggio del 2022 con l'approvazione di un preliminare di transazione, subito dopo sottoscritto dalle parti in causa, che impegna la ditta a riprendere senza indugio i lavori per concluderli entro tre mesi. Per effetto di questo preliminare di transazione, a maggio 2022 ritorna immediatamente nella piena disponibilità del Comune una parte dell'edificio, dove i lavori erano già terminati da tempo: sono sedici stanze nelle quali possono aver sede altrettanti uffici per ospitare da subito tra i 40 e i 50 dipendenti comunali.
Con la sottoscrizione di questo preliminare gli uffici più lontani avrebbero potuto trasferirsi subito in viale Pacecco, tutto avrebbe dovuto concludersi entro novembre 2022 e gli uffici avrebbero potuto completare definitivamente il trasferimento a dicembre: a dettare i tempi in maniera perentoria un preciso cronoprogramma che elencava tutti gli adempimenti a carico delle parti.
Addirittura, ho avuto la possibilità - entro la fine del mio mandato - di trasferire gli uffici che sono al Mercato dei Fiori: ho scelto di non farlo per evitare tappe forzate e per non generare il dubbio che si trattasse solo di una mossa elettorale.
Comunque, sin da maggio l'Ufficio Tecnico stava lavorando per il trasferimento degli uffici.
Poi, a giugno le elezioni e l'insediamento della nuova Amministrazione.
Giorni fa, a distanza di oltre otto mesi dalla firma di quel preliminare di transazione, vedo che il Consiglio Comunale si occupa dell'argomento - pur essendo quest'ultimo di competenza della Giunta per Legge - e scopro che tutto è rimasto fermo a maggio 2022 o poco oltre. I lavori non sono neanche iniziati e l'Amministrazione, forse inadempiente, è stata addirittura diffidata due volte dalla ditta appaltatrice a dare seguito al preliminare di transazione.
Qualche consigliere comunale, invece di chiedere spiegazioni al proprio sindaco (in questa fase anche assessore ai Lavori Pubblici) per questa imbarazzante situazione, attacca la precedente Amministrazione, non conoscendo (o facendo finta di non conoscere) tutto il lavoro fatto in precedenza e dimenticando (o facendo finta di dimenticare) che ora sono loro a dover dare risposte ai cittadini, e risposte serie. Un consigliere dice che, dipendesse da lui, gli uffici si sarebbero spostati a Palazzo di Città: se questo signore avesse solo contato le stanze di Palazzo di Città, si sarebbe subito reso conto che tale ipotesi è irrealizzabile.
Almeno per il momento, non entro nel merito del comportamento né della ditta appaltatrice né dell'attuale Amministrazione, i fatti parlano da soli. Non cito neanche le amenità di qualche consigliere comunale di maggioranza che forse ignora i fatti. Continuo a ragionare con l'ottica del buon padre di famiglia e penso che la cosa più importante é che questa situazione si risolva e finalmente gli uffici comunali tornino in centro in viale Pacecco che rimane tutt'oggi la sede migliore.
Dopo tanti atti inutili - una delibera di Giunta a settembre, un ordine del giorno in Consiglio ed un'altra delibera di Giunta quasi a mezzanotte del 31 gennaio - l'Amministrazione Comunale deve passare ai fatti concreti, tutti scritti dettagliatamente nel preliminare da me firmato a maggio 2022.
Maggioranza e opposizione, tutti sostengono che gli uffici comunali vanno trasferiti in centro quanto prima: sono d'accordo, sono stato il primo ad agire concretamente in questa direzione.
Se davvero l'Amministrazione ha questa volontà, trasferisse subito in viale Pacecco gli uffici che sono attualmente al Mercato dei Fiori: c'è tanto spazio in quella parte di edificio (costituita da sedici ampie stanze) completata e già consegnata all'Amministrazione da maggio 2022. Ciò che ho appena scritto è tecnicamente realizzabile in qualche settimana.
Dopo il completamento dei lavori, potranno trasferirsi successivamente gli ultimi uffici e si potranno allocare i settori come stabilito a suo tempo dal progetto. Anche nella malaugurata ipotesi che il preliminare di transazione non fosse rispettato e la transazione non andasse a buon fine, rimarrebbe il risultato di aver fatto tornare in centro gli uffici più lontani dal centro città.
Ora, tutti al lavoro. Ognuno nel proprio ruolo, ognuno nelle proprie competenze».


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