L'olio d'oliva
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Turismo

Oleoturismo: Puglia seconda in Italia con il 28% delle preferenze

Il 71% dei turisti è interessato alle cene tra gli ulivi, il 70% alle degustazioni con prodotti tipici e il 65% vuole conoscere i benefici dell’extravergine per la salute

La Puglia si conferma tra le destinazioni più attrattive per l'oleoturismo in Italia, conquistando il secondo posto nazionale con il 28% delle preferenze espresse dai turisti italiani, subito dopo la Toscana (29%), una vocazione pugliese legata ad un patrimonio produttivo e paesaggistico di straordinaria rilevanza, con oltre 370mila ettari coltivati a olivo, circa 60 milioni di piante e 148.127 aziende olivicole, pari al 43% delle imprese agricole regionali. È quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del secondo rapporto sul turismo dell'olio 2026, curato da Roberta Garibaldi e promosso dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio, Coldiretti e Unaprol, in occasione della presentazione, da parte dell'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Paolicelli, della legge sull'oleoturismo e del ruolo dei Comuni nella valorizzazione del settore.

Il rapporto evidenzia il crescente interesse dei consumatori per le esperienze legate all'olio extravergine di oliva, alla cultura alimentare e ai benefici per la salute, con il 71% degli italiani – spiega Coldiretti Puglia - interessato a vivere l'esperienza di una cena tra gli ulivi, il 70% a partecipare a degustazioni di olio extravergine abbinate ai prodotti tipici locali e il 65% a visitare frantoi storici, ipogei e dimore circondate da uliveti.

Particolarmente significativo è il legame tra oleoturismo, alimentazione e benessere, con il 65% degli intervistati – aggiunge Coldiretti Puglia - interessato a conoscere i benefici dell'olio extravergine di oliva per la salute e il 60% desideroso di approfondire la conoscenza delle diverse cultivar, delle loro caratteristiche e delle qualità degli oli prodotti. Un quadro che, secondo Coldiretti Puglia, rafforza le potenzialità della regione, dove il patrimonio olivicolo, gli ulivi secolari, i frantoi, le produzioni di qualità e la tradizione della Dieta Mediterranea rappresentano una straordinaria opportunità per sviluppare un turismo esperienziale capace di coniugare agricoltura, cultura, paesaggio, alimentazione sana e valorizzazione delle economie rurali.

La Puglia concentra il 40% della superficie olivicola del Mezzogiorno, quasi il 32% di quella italiana e l'8% di quella comunitaria, con una produzione che esprime un valore di circa un miliardo di euro di produzione lorda vendibile – dice Coldiretti Puglia – dove a rendere ancora più riconoscibile l'identità dell'olio pugliese contribuiscono cinque denominazioni di origine protetta e l'IGP Olio di Puglia, espressione della ricchezza varietale e delle tradizioni olivicole del territorio.

L'oleoturismo rappresenta anche una concreta opportunità di diversificazione del reddito per le imprese agricole, grazie alla possibilità di trasformare il patrimonio produttivo in un'esperienza da vivere direttamente nei luoghi di origine. Riconosciuto dalla normativa nazionale come attività agricola connessa – ricorda Coldiretti Puglia - quando esercitato dall'imprenditore agricolo, singolo o associato, comprende visite guidate negli oliveti e nei frantoi, percorsi dedicati alla conoscenza delle cultivar e delle produzioni DOP e IGP, iniziative culturali, attività didattiche, degustazioni e vendita diretta dei prodotti aziendali, un insieme di opportunità che consente di avvicinare cittadini e visitatori al lavoro degli olivicoltori, raccontando la storia, la qualità e il valore delle produzioni locali, fermo restando che la disciplina dell'oleoturismo non comprende il servizio di ristorazione, soggetto a specifiche regole.

Il crescente interesse per queste esperienze si accompagna a una maggiore attenzione dei consumatori verso l'origine e la qualità dell'olio extravergine, con oltre l'82% delle famiglie italiane che ricerca sugli scaffali olio italiano – insiste Coldiretti Puglia - anche per sostenere il lavoro degli agricoltori e l'economia dei territori. Una sensibilità che apre nuove prospettive alle aziende pugliesi, sempre più impegnate a valorizzare le proprie produzioni attraverso spazi dedicati alle degustazioni, vendita diretta, confezioni capaci di raccontare l'identità territoriale e iniziative che avvicinano il consumatore alla conoscenza dell'olio, dalla pianta alla bottiglia.

In questo percorso assume un ruolo centrale anche l'educazione alimentare, perché conoscere un olio extravergine significa imparare a riconoscerne le caratteristiche, comprenderne l'origine, apprezzarne le qualità sensoriali e il ruolo nell'ambito di una dieta equilibrata. L'attenzione per i benefici dell'olio EVO sulla salute, rilevata dal Rapporto, offre dunque nuove possibilità – rileva Coldiretti Puglia - per costruire percorsi che uniscano degustazioni guidate, informazioni nutrizionali e scoperta delle tradizioni della Dieta Mediterranea, di cui l'extravergine rappresenta uno degli alimenti simbolo.

Dalle masserie storiche ai frantoi ipogei, dai paesaggi segnati dagli ulivi monumentali alle aziende che custodiscono le cultivar autoctone, la Puglia dispone di un patrimonio capace di attrarre visitatori durante tutto l'anno, favorendo anche la destagionalizzazione dei flussi turistici e nuove occasioni di sviluppo per le aree rurali. Diffondere la cultura dell'olio, far conoscere la biodiversità olivicola pugliese e sensibilizzare i cittadini sull'importanza di scegliere un extravergine di qualità e di origine trasparente - conclude Coldiretti Puglia - significa sostenere il reddito delle imprese agricole, difendere un patrimonio paesaggistico e produttivo unico e promuovere la salute attraverso una corretta alimentazione. Un percorso nel quale l'olio non è soltanto un prodotto da acquistare, ma diventa il filo conduttore di un'esperienza che racconta l'identità, il lavoro e la storia della Puglia.
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