
Musica
Apulia Art Ensemble, pubblicato il secondo singolo "Luna di Gaza"
Il terlizzese Nicolò Marziale è impegnato nella produzione e nel coordinamento
Terlizzi - domenica 8 novembre 2026
Comunicato Stampa
È stato pubblicato venerdì scorso, 6 novembre, in occasione della Giornata internazionale ONU per la prevenzione dello sfruttamento dell'ambiente in guerra e nei conflitti armati, "Luna di Gaza", il secondo singolo dell'Apulia Art Ensemble dopo "Rakija", che anticipa l'album d'esordio Sulfureo in uscita il 4 dicembre 2026 per Incipit Records con distribuzione Egea Music. Il brano, composto dal M° Livio Minafra, è il momento emotivamente più delicato dell'intero progetto.
"Luna di Gaza" nasce dall'esigenza di trasformare in musica il senso di impotenza e smarrimento generato dalle immagini della guerra e della sofferenza civile contemporanea. La composizione non assume una posizione ideologica o politica, ma cerca di restituire umanità al dolore. La luna diventa simbolo di una luce fragile ma persistente, mentre la musica costruisce uno spazio di sensibilità, ascolto e memoria. Il riferimento alla guerra resta sul piano umano, senza trasformarsi in una dichiarazione politica.
Musicalmente il brano parte come una lamentazione sospesa, influenzata paradossalmente dalla tradizione klezmer e dalle scale mediorientali, per trasformarsi lentamente in una danza. Questa evoluzione è parte del significato della composizione: dalla sofferenza emerge la capacità umana di continuare a vivere, danzare e resistere. L'ensemble lavora sul controllo timbrico e dinamico, privilegiando un suono intimo e cinematografico e lasciando spazio a sezioni improvvisate nate dall'ascolto reciproco. Se "Rakija" apriva l'album con la dimensione collettiva della festa, con "Luna di Gaza" il disco cambia profondamente prospettiva: la musica si fa intima e racconta il presente senza rinunciare alla complessità, alla poesia e alla possibilità di una futura fraternità tra i popoli. È la dimensione più umana di Sulfureo.
«Non è un brano politico e non volevo che lo fosse. Nasce dall'impotenza davanti alle immagini della sofferenza dei civili. La luna è una luce fragile che resta nonostante tutto. Il brano comincia come un lamento e finisce come una danza, perché è questo che gli esseri umani sanno fare: continuare a vivere» chiosa Livio Minafra.
«Per anni, con la Municipale Balcanica, abbiamo suonato una composizione di Livio intitolata "Dio è zingaro". Questa volta abbiamo voluto immaginare una riflessione sulla situazione di Gaza e di portarla in musica. È un po' il ruolo della musica: raccontare e far riflettere» precisa Nicolò Marziale, impegnato nella produzione e nel coordinamento.
"Luna di Gaza" nasce dall'esigenza di trasformare in musica il senso di impotenza e smarrimento generato dalle immagini della guerra e della sofferenza civile contemporanea. La composizione non assume una posizione ideologica o politica, ma cerca di restituire umanità al dolore. La luna diventa simbolo di una luce fragile ma persistente, mentre la musica costruisce uno spazio di sensibilità, ascolto e memoria. Il riferimento alla guerra resta sul piano umano, senza trasformarsi in una dichiarazione politica.
Musicalmente il brano parte come una lamentazione sospesa, influenzata paradossalmente dalla tradizione klezmer e dalle scale mediorientali, per trasformarsi lentamente in una danza. Questa evoluzione è parte del significato della composizione: dalla sofferenza emerge la capacità umana di continuare a vivere, danzare e resistere. L'ensemble lavora sul controllo timbrico e dinamico, privilegiando un suono intimo e cinematografico e lasciando spazio a sezioni improvvisate nate dall'ascolto reciproco. Se "Rakija" apriva l'album con la dimensione collettiva della festa, con "Luna di Gaza" il disco cambia profondamente prospettiva: la musica si fa intima e racconta il presente senza rinunciare alla complessità, alla poesia e alla possibilità di una futura fraternità tra i popoli. È la dimensione più umana di Sulfureo.
«Non è un brano politico e non volevo che lo fosse. Nasce dall'impotenza davanti alle immagini della sofferenza dei civili. La luna è una luce fragile che resta nonostante tutto. Il brano comincia come un lamento e finisce come una danza, perché è questo che gli esseri umani sanno fare: continuare a vivere» chiosa Livio Minafra.
«Per anni, con la Municipale Balcanica, abbiamo suonato una composizione di Livio intitolata "Dio è zingaro". Questa volta abbiamo voluto immaginare una riflessione sulla situazione di Gaza e di portarla in musica. È un po' il ruolo della musica: raccontare e far riflettere» precisa Nicolò Marziale, impegnato nella produzione e nel coordinamento.
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