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Cronaca

I Dello Russo-Ficco rifornivano di droga il Salento

Quattro i terlizzesi coinvolti: Michela De Ruvo, Giambattista De Sario, Roberto Dello Russo e Paolo Ficco

Terlizzi centrale di rifornimento di cocaina, eroina, marijuana e hashish in parte del Salento, un vero e proprio "hub" commerciale di sostanze stupefacenti tra l'Italia e l'Albania.

Dietro l'acquisto di imponenti partite di cocaina, eroina, marijuana e hashish c'erano le famiglie Dello Russo-Ficco, come emerso dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Tricase, concluse con l'operazione "Short message", nell'ambito della quale sono state eseguite 41 ordinanze di custodia cautelare, 30 in carcere e 11 ai domiciliari, firmate dalla giudice per le indagini preliminari Cinzia Vergine.

Tra i fermati anche 4 esponenti del clan Dello Russo-Ficco. Si tratta di Michela De Ruvo, nata a Terlizzi nel 1988, Giambattista De Sario, nato a Terlizzi nel 1975, alias "Rocky", Roberto Dello Russo, nato a Terlizzi nel 1980, alias "Malandrino", e Paolo Ficco, nato a Ruvo di Puglia nel 1979 (gli ultimi tre noti esponenti della mala della cittadina di Terlizzi, ndr) che smerciavano lo stupefacente sulle piazze di Tricase e Tiggiano.

Nel corso delle indagini è stato individuato un fiorente canale di approvvigionamento riconducibile anche a esponenti dell'agguerrito clan malavitoso Dello Russo-Ficco che, a sua volta, si riforniva da persone di nazionalità albanese. Nello specifico, l'operazione "Short message", nell'ambito della quale risultano indagate 55 persone, è stata condotta dalla Carabinieri della Stazione di Specchia e della Compagnia di Tricase dall'ottobre 2015 al dicembre 2017.

Le attività hanno consentito di documentare le attività delinquenziali di due distinte associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti, di cui la prima attiva sui territori di Tricase e Tiggiano, con ramificazioni a Brindisi e nella città di Terlizzi, dedita alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana e hashish), sulle piazze di spaccio di numerosi comuni della provincia di Lecce.

I fiorenti canali di approvvigionamento erano riconducibili a esponenti del clan malavitoso Dello Russo-Ficco (il filo rosso che legava Tricase a Terlizzi sarebbe stato il legame tra Michela De Ruvo e Sergio Panarese, salentino, che aveva allestito una rete di smercio nel Capo di Leuca, ndr) che, a loro volta, si rifornivano anche da persone di nazionalità albanese.

La seconda, invece, operava su Taurisano e Corsano, volta principalmente al traffico e allo spaccio di eroina nei paesi del basso Salento, gestito da esponenti della criminalità del quartiere 167 della del capoluogo leccese.
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