
"No" all'impianto di biogas: tutta la soddisfazione di Puliamo Terlizzi
La nota del gruppo ambientalista sulla sentenza del TAR Puglia
Esprimiamo grande soddisfazione per l'esito positivo di una vicenda iniziata ad ottobre 2019 con la "scoperta" di una richiesta pendente di PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) presso il Comune di Terlizzi per la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biometano liquefatto a partire da sansa bifase, pollina e altri scarti organici.
Acquisite le informazioni, ci siamo opposti con fermezza ad un progetto che avrebbe compromesso irreversibilmente l'unica area ancora spiccatamente rurale e naturale del territorio di Terlizzi.
Lo abbiamo detto subito, senza se e senza ma, che far sorgere un vero e proprio impianto industriale nel mezzo di uliveti di pregio, in un'area di interesse archeologico ed a pochi passi dalla via Appia-Traiana, e per di più senza la dovuta pubblicità e il coinvolgimento della popolazione nascondeva un impatto enorme per il territorio, l'agricoltura e la collettività.
La nostra Associazione assieme ad altre ha sollevato la questione, promosso manifestazioni, partecipato alle Conferenza dei Servizi regionale, collaborato alle istanze in adiuvandum delle associazioni Via Francigena Appia-Traiana e Legambiente.
LA SENTENZA
Con la sentenza N. 00496/2026, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Seconda) ha accolto il ricorso del Comune di Terlizzi e le istanze ad adiuvandum delle associazioni operanti sul territorio, tra le quali Circolo Legambiente di Terlizzi "AMICI DI VITO E CLARA" APS e Associazione via Francigena Appia Traiana_Terlizzi per l'annullamento della determinazione dirigenziale con cui la Regione Puglia rilasciava a Sorgenia Bio Power s.r.l. l'autorizzazione per la costruzione e I'esercizio dell'impianto di digestione anaerobica per la produzione di gas naturale liquefatto di origine biologica (bio GNL) da ubicarsi nel Comune di Terlizzi (BA) in località "Strada comunale Monte Serino" nonché delle opere e infrastrutture connesse.
L'impianto destinato ad essere ospitato in una zona agricola di elevato pregio paesaggistico, archeologico e "rurale", in "area contermine" a quella direttamente impegnata da vincolo archeologico e culturale (tratturello n.94 via Traiana), nonché di riconosciuto e consolidato valore identitario per le comunità del territorio, ha ricevuto altresì parere negativo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, che ha richiesto una delocalizzazione alternativa alla via Traiana, atteso che il traffico veicolare nella zona, collide con le strade "rurali di sezioni ridotte caratterizzate dalla delimitazione con muretti a secco e testimonianze dell'architettura locale".
A ciò si aggiunga la mancata richiesta di un "provvedimento autorizzativo", da acquisire in forma espressa, all'espianto/eradicazione di circa 400 alberi di ulivo presenti nella zona di interesse del competente Ufficio della sezione agricoltura.
L'IMPEGNO RIPAGA SEMPRE
Questa lunga e difficile battaglia premia tutti coloro i quali hanno creduto di poter tutelare l'interesse dei cittadini al cospetto di interessi legittimi ma meramente privati e lesivi di un patrimonio naturale e storico che appartiene all'intera collettività.
Sia chiaro, non cassiamo del tutto la tecnologia (sebbene vada vista in un'ottica di transizione, dato che i processi per ottenere il GNL e la combustione stessa del combustibile producono emissioni climalteranti e altre problematiche ambientali) ma riteniamo che questa tipologia di impianti debba avere dimensioni limitate e sorgere in aree idonee, senza consumare suoli e territori "vergini" come quello di Monserino, in un contesto rurale e archeologico da preservare a tutti i costi.
Rivolgiamo un particolare ringraziamento alla tenace e preparata Avv. Rossella Chieffi che ha seguito dal punto di vista legale per noi la vicenda, assieme alle colleghe Enrica Morgese e Giovanna De Leo.


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