Michelangelo De Chirico. <span>Foto Staff sindaco </span>
Michelangelo De Chirico. Foto Staff sindaco
Attualità

L'omaggio all'Italia unita ed alle Forze Armate del sindaco di Terlizzi

Il discorso integrale del primo cittadino per il 4 Novembre

Terlizzi ha celebrato la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Noi ve la racconteremo con una fotogallery e con la cronaca completa nelle prossime ore.
Questo invece il discorso del sindaco Michelangelo De Chirico al termine della cerimonia:

Carissimi concittadini e concittadine, autorità civili e militari, forze dell'ordine, associazioni di volontariato, rappresentanti e componenti delle associazioni combattentistiche, partigiane e d'arma, rappresentanze delle scuole cittadine, siamo qui riuniti per celebrare il 4 novembre: Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.

La "Grande Guerra" fu un conflitto di una durezza inaudita e contribuì ad accelerare quel processo di creazione di Identità Nazionale non più patrimonio di pochi, ma sentimento popolare.

Con l'Unità d'Italia la costruzione di monumenti ai Caduti in Guerra divenne un fenomeno sociale diffuso. I monumenti trasformarono piazze e parchi in luoghi di memoria collettiva e celebrazione dell'identità nazionale.

Anche Terlizzi si mosse in questa direzione, la genesi del nostro Monumento ai Caduti è documentata negli archivi storici attraverso carteggi e sottoscrizioni promosse da un apposito comitato cittadino tra il 1921 e il 1923.
L'opera fu commissionata e realizzata dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli artista di rilievo del primo Novecento.

Rappresenta un fante che, dopo aver piantato su uno sperone di roccia la bandiera italiana, cade ferito mortalmente, avvinghiandosi, con il residuo delle forze, al tricolore, emblema dell'ideale di un'Italia unita e libera dalla dominazione austriaca. La cerimonia di inaugurazione avvenne il 25 settembre 1923.

Le lapidi situate ai lati del monumento e l'iscrizione alla sua base sono il risultato di una scomposizione attuata nel 2009. In origine erano parte di un'unica opera commemorativa in onore dei 328 soldati terlizzesi caduti durante il primo conflitto mondiale. Era collocata sulla parete principale della Torre delle Clarisse. A seguito di un intervento di restauro che ha interessato la Torre, la lapide fu rimossa e divisa in tre parti.

La parte contenente l'iscrizione "1915 1918 / DEI SUOI FIGLI EROICI / TERLIZZI RICONOSCENTE E FIERA / SCOLPISCE I NOMI GLORIOSI" è stata collocata alla base del monumento sul prospetto principale.
Le due lapidi contenenti gli elenchi dei caduti sono state poste a terra, ai lati del monumento.

Fra il 1915 e la fine del 1918 morirono 26.811 soldati pugliesi. Altri 1.324 persero la vita negli anni seguenti per cause o circostanze riconducibili alla guerra, circa il 4,5% dei caduti italiani.

Siamo qui riuniti per fare memoria con la consapevolezza di quanto sia terribile ogni guerra. Noi siamo costruttori di pace, consapevoli che il cammino europeo è stato in questi decenni l'antidoto più forte a egoismi e nazionalismi.

La guerra, da qualunque parte la si guardi è una sconfitta.
Non è ammissibile la logica secondo la quale bisogna decidere da che parte stare.
Noi stiamo dalla parte della Pace, l'unica parte che ha senso e che può costruire un futuro.

Oggi ci raduniamo in questa piazza non solo per celebrare una ricorrenza solenne, ma per rinnovare il sentimento di gratitudine che lega la nostra comunità a coloro che ogni giorno ne difendono i valori fondanti. Un pensiero riconoscente va a tutte le donne e a tutti gli uomini delle Forze Armate e delle Forze dell'Ordine.
A voi che indossate la divisa con disciplina, onore e spirito di sacrificio, va il nostro grazie sincero. Il vostro impegno quotidiano si svela sotto i nostri occhi nelle strade, nei presidi delle stazioni, nei quartieri cittadini, siete il volto rassicurante dello Stato per le famiglie, per i giovani e per i più fragili.
A questo si aggiunge la straordinaria dedizione con cui garantite l'ordine pubblico e la sicurezza, affrontando spesso situazioni di grande complessità con un equilibrio e un'umanità che ci rendono fieri.
In questo giorno di memoria, il nostro pensiero si stringe attorno a una ferita recentissima e dolorosa, che tocca da vicino la nostra terra. Rivolgiamo lo sguardo ad Andria, alla memoria della giovane Laura Procacci, sergente della Croce Rossa Italiana, e a tutti i militari caduti nell'adempimento del proprio dovere.
Laura rappresentava il volto migliore del nostro Paese: la dedizione silenziosa, la scelta di mettersi al servizio degli ultimi e la professionalità offerta nelle missioni internazionali di pace. La sua giovane vita, spezzata in Bosnia mentre svolgeva con generosità la sua missione, ci ricorda che la pace e la sicurezza di cui godiamo ogni giorno non sono conquiste astratte, ma il frutto dell'impegno quotidiano, e talvolta del sacrificio estremo, di donne e uomini straordinari.
A Laura, ai suoi familiari, alla sua comunità e a tutti i servitori dello Stato che indossano l'uniforme con spirito di abnegazione va il nostro abbraccio più profondo.
L'Italia è storicamente e orgogliosamente costruttrice di pace, e oggi lo dimostra attraverso la presenza di circa 7.500 militari impegnati in decine di missioni internazionali sotto l'egida delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della NATO.
Pensiamo alle terre martoriate del Medio Oriente e alla drammatica crisi che avvolge la striscia di Gaza e le aree circostanti. In contesti così complessi e segnati da sofferenze inaudite, dove la popolazione civile paga il prezzo più alto, l'Italia non ha mai fatto mancare la propria voce diplomatica per il cessate il fuoco, la tutela dei diritti umani e l'impegno umanitario concreto.

I caschi blu e i nostri contingenti all'estero sono ambasciatori di pace, non portano strumenti di offesa, ma portano il dialogo, il rispetto dei diritti umani e la speranza.
Essere Sindaco significa anche avere la responsabilità di indicare ai giovani esempi positivi da seguire e sentirsi responsabili del destino della propria comunità.
Ed è proprio da questo sentimento di appartenenza che voglio richiamare l'attenzione su una questione che riguarda da vicino il nostro territorio: la crisi del comparto olivicolo e le difficoltà che stanno attraversando tanti agricoltori.
La nostra olivicoltura è storia, cultura, paesaggio, tradizione familiare. È il lavoro di generazioni che hanno custodito e trasformato questa terra, contribuendo a costruire l'identità di Terlizzi e di un'intera comunità.
L'Unità nazionale si dimostra anche nella capacità di non lasciare sole le comunità, di sostenere chi lavora e produce, di difendere le eccellenze dei nostri territori e di garantire dignità a chi, ogni giorno, contribuisce alla ricchezza del Paese.
Stringiamoci attorno ai valori della nostra Costituzione. Riscopriamo il valore profondo della solidarietà, che trasforma un insieme di individui in una vera comunità.
Restiamo uniti. Camminiamo insieme. Perché solo se sapremo essere una comunità coesa, aperta e solidale, orientata alla pace, potremo onorare davvero il sacrificio di chi ha dato la vita per la nostra libertà e guardare al domani con autentica speranza.
Viva l'Italia Unita. Viva Terlizzi. Viva le Forze Armate che lavorano per la Pace.
Michelangelo De Chirico

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