Il lavoro che ci fa vivere. <span>Foto Paolo Alberto Malerba</span>
Il lavoro che ci fa vivere. Foto Paolo Alberto Malerba
Eventi e cultura

“Il lavoro che ci fa vivere - Poi Vediamo: Giovani e Lavoro”, il resoconto della serata

Il dibattito si è tenuto presso la Sala Teatro G. Albanese della parrocchia Santa Maria della Stella

Una partecipazione attesa e gratificante ha accompagnato la conversazione sul tema "Poi Vediamo: Giovani e Lavoro" presso la Sala Teatro "G. Albanese" della parrocchia Santa Maria della Stella nella serata di martedì, 25 febbraio. L'evento, realizzato in collaborazione tra Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, Parrocchia Santa Maria della Stella, Fidapa, Università della Terza Età e OSVE, si è pregiato dell'intervento di illustri relatori che hanno sviscerato una tematica delicata quanto cruciale per la crescita economica del nostro Paese.

Il dibattito moderato da Giuseppe Canarozzo, fondatore e amministratore di OSVE, ha sviluppato in modo critico le capacità del territorio di intercettare i bisogni occupazionali dei giovani e di canalizzare le loro aspettative per un inserimento significativo nel modo del lavoro.
Nella sua introduzione Canarozzo sottolinea l'importanza di un mercato del lavoro che sia equo ed accessibile e che garantisca, in particolare alle giovani donne, equità salariale e capacità di conciliare l'attività professionale con le esigenze di cura in seno alla famiglia. Centrale il ruolo della scuola che deve dialogare con il mondo del lavoro per orientare gli studenti efficacemente. Plaude agli ITS, Istituti Tecnologici Superiori che, integrati con le aziende del territorio, rispondono alla domanda di tecnici specializzati.

L'assessore alle attività produttive, Michelangelo De Palma, nel porgere i saluti dell'Amministrazione, dichiara che per favorire l'accesso al lavoro bisogna rendere organici tutti gli attori della filiera del lavoro. «La domanda di lavoro delle numerose piccole e medie aziende locali non manca, purtroppo non è abbastanza dinamico il bilanciamento tra domanda ed offerta», le sue parole. Segnala in loco uno spazio, denominato "Galattica", attivo presso il MAT- Laboratorio urbano, quale strumento per accompagnare i giovani e le giovani verso nuove esperienze e opportunità in ambito sociale e professionale. Una sfida irrinunciabile -sottolinea l'assessore - è rendere attrattivo il nostro territorio per contrastare la "fuga dei cervelli" e la scuola svolge in tal senso un ruolo fondamentale, mirando ad offrire tenacemente occasioni dirette di incontro con il mondo del lavoro.

Il dott. Gianluca Budano, Direttore Generale dell'ARPAL, Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro, evidenzia che decine di migliaia di offerte di lavoro non vengono intercettate e che, per colmare questo gap, di grande utilità è l'app lavoroperte della Regione Puglia, forse poco nota, ma molto innovativa. Sottolinea efficacemente che oggi il lavoro deve essere recepito come una esperienza di senso e che attiene al benessere della persona. Incoraggia pertanto i giovani ad intraprendere percorsi lavorativi - e in Puglia il lavoro non manca- per affinare la ricerca di quel lavoro che ciascuno immagina verso un futuro professionale gradito.

Il dott. Alfredo Lobello, esperto di creazione di imprese e valorizzazione della ricerca, evidenzia il preoccupante flusso di giovani in cerca di lavoro verso il Nord Italia e verso l'estero e, mutuando un'espressione del dott. A. Rosina, demografo, "l'Italia non è un paese per giovani" e per poterlo diventare deve cambiare le sue politiche, se si intende frenare il processo di "degiovanimento" che investe il nostro Paese. Il dott. Lobello segnala, altresì, la necessità di favorire il ricambio generazionale per dare spazio ai giovani che per visione e competenze multiple possono davvero cambiare il volto del mondo del lavoro.

La serata si avvia alla conclusione con l'efficace intervento del Segretario della CISL di Bari, dott. Boccuzzi, che sottolinea l'importanza di Istituzioni estremamente rilevanti e funzionali come i Centri per l'impiego o Porta Futuro della città metropolitana a cui dovrebbero con maggiore continuità interfacciarsi le imprese per segnalare le nuove offerte di lavoro. Nel suo intervento rivaluta il contratto di apprendistato, perchè capace di soddisfare efficacemente la domanda di professionalità specifiche da parte delle imprese, rinunciando alle formule di tirocinio lavorativo per nulla gratificanti.
Insomma il pubblico si congeda con una maggiore consapevolezza delle dinamiche del mondo del lavoro e i giovani presenti con un più chiaro orientamento nell'approccio al proprio futuro professionale, certi che il lavoro rappresenta l'esperienza prioritaria di vita all'interno della comunità.

Don Nino Prisciandaro ringrazia gli ospiti intervenuti e annuncia il prossimo ed ultimo appuntamento, martedì 25 marzo sul tema: "Donne e lavoro: come cambiare il futuro del lavoro".
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