
Eventi e cultura
"I panni sporchi si lavano insieme": le Spregiudicate raccontano Prime Minister alla città
Nella serata di sabato 9 maggio la consegna dei diplomi per le alunne di della scuola di politica di Terlizzi
Terlizzi - martedì 12 maggio 2026
Un punto di arrivo non una conclusione: ecco il significato più profondo del Graduation Day per le alunne della scuola di politica per giovani donne Prime MInister Terlizzi che nella giornata di sabato 9 maggio al MAT Laboratorio Urbano hanno incontrato la cittadinanza per raccontare il loro percorso di formazione e per celebrare assieme la consegna dei diplomi. Otto i mesi di formazione che hanno permesso loro di interfacciarsi con realtà associative o personalità di livello di qualsiasi ambito, sempre seguite e supportate dalle formatrici e dalle organizzatrici dell'iniziativa.
A partecipare alla serata di consegna dei diplomi, anche il Sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico ed il vicesindaco di Ruvo Antonio Mazzone.
«Prime Minister è un corso di empowerment per le donne, in particolare per le ragazze. Questo progetto ci ha formate in tutto dandoci tutti gli strumenti necessari per realizzare i nostri sogni e riuscire ad esprimerci al meglio», ha raccontato una delle partecipanti.
«Abbiamo avuto la possibilità di incontrare diversi esperti tra cui giudici e avvocati psicologi, ginecologi, molto spesso ci siamo trovate a discutere di ciò che ci fa stare male con degli esperti che ci hanno dato delle soluzioni - ha poi aggiunto un'altra studentessa -. Molto spesso non ci sono dei progetti, dei percorsi di formazioni adeguati perché vengono rese superficiali delle questioni che soltanto noi donne possiamo capire».
Durante l'evento anche la possibilità di accedere alla performance artistica organizzata dalle alunne, "Le Spregiudicate" con il supporto dell'artista Nicoletta De Santoli, sul tema della violenza di genere, dal titolo "I panni sporchi si lavano (in casa) INSIEME": «L'esito di questo percorso che abbiamo fatto insieme è stata quella di provare a tradurre con un linguaggio che non fosse quello delle parole, ma fosse quello della visività un messaggio che non saremo mai stanche di ripetere, ovvero la lotta contro la violenza di genere. Dal racconto di una delle responsabili del Centro Antiviolenza di Terlizzi, con cui abbiamo avuto il piacere di fare un incontro, è venuto fuori come la maggior parte delle violenze che avviene soprattutto in contesti familiari spesso e volentieri non viene denunciato proprio perché si pensa che debba essere parte di qualcosa di privato da risolvere e quindi che appunto i panni sporchi debbano lavarsi in casa - ha spiegato l'artista -. Noi abbiamo deciso di ribaltare questa frase che in realtà è idiomatica e sostituirla con "I panni sporchi si lavano insieme e non in casa". La violenza di genere non è una faccenda privata ma è importantissimo che resti e noi ci impegniamo a renderla una faccenda collettiva» ha poi concluso De santoli.
A partecipare alla serata di consegna dei diplomi, anche il Sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico ed il vicesindaco di Ruvo Antonio Mazzone.
«Prime Minister è un corso di empowerment per le donne, in particolare per le ragazze. Questo progetto ci ha formate in tutto dandoci tutti gli strumenti necessari per realizzare i nostri sogni e riuscire ad esprimerci al meglio», ha raccontato una delle partecipanti.
«Abbiamo avuto la possibilità di incontrare diversi esperti tra cui giudici e avvocati psicologi, ginecologi, molto spesso ci siamo trovate a discutere di ciò che ci fa stare male con degli esperti che ci hanno dato delle soluzioni - ha poi aggiunto un'altra studentessa -. Molto spesso non ci sono dei progetti, dei percorsi di formazioni adeguati perché vengono rese superficiali delle questioni che soltanto noi donne possiamo capire».
Durante l'evento anche la possibilità di accedere alla performance artistica organizzata dalle alunne, "Le Spregiudicate" con il supporto dell'artista Nicoletta De Santoli, sul tema della violenza di genere, dal titolo "I panni sporchi si lavano (in casa) INSIEME": «L'esito di questo percorso che abbiamo fatto insieme è stata quella di provare a tradurre con un linguaggio che non fosse quello delle parole, ma fosse quello della visività un messaggio che non saremo mai stanche di ripetere, ovvero la lotta contro la violenza di genere. Dal racconto di una delle responsabili del Centro Antiviolenza di Terlizzi, con cui abbiamo avuto il piacere di fare un incontro, è venuto fuori come la maggior parte delle violenze che avviene soprattutto in contesti familiari spesso e volentieri non viene denunciato proprio perché si pensa che debba essere parte di qualcosa di privato da risolvere e quindi che appunto i panni sporchi debbano lavarsi in casa - ha spiegato l'artista -. Noi abbiamo deciso di ribaltare questa frase che in realtà è idiomatica e sostituirla con "I panni sporchi si lavano insieme e non in casa". La violenza di genere non è una faccenda privata ma è importantissimo che resti e noi ci impegniamo a renderla una faccenda collettiva» ha poi concluso De santoli.










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