Il presidente Guastamacchia
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Da Legambiente il Vademecum per una strategia Plastic Free

Centrale dovrebbe essere il ruolo dell'Ente comunale

Il "plastic free" non è una chiamata all'eliminazione totale delle materie plastiche, ma una sollecitazione per ridurne il consumo, sostituirla laddove oggi esistono alternative valide e più sostenibili, e attuare una corretta gestione del fine vita attraverso la raccolta differenziata, il riciclo e il reimpiego della materia prima seconda che ne deriva.

I punti chiave del Plastic Free sono: ridurre la produzione e l'utilizzo dei prodotti monouso in plastica; sostituire i prodotti monouso in plastica con altri compostabili smaltibili con l'umido, laddove sia proprio inevitabile l'utilizzo di prodotti usa e getta; sensibilizzare cittadini attraverso campagne che coinvolgano scuole, esercenti e fornitori di prodotti monouso sia in plastica che in alternativi materiali compostabili.

A tal proposito, Legambiente e l'Associazione Chimica Verde Bionet hanno creato un vademecum (liberamente scaricabile al link ) per aiutare le amministrazioni comunali a intraprendere un efficace percorso di riduzione, sostituzione e corretta gestione dei materiali plastici, attraverso tre diversi momenti temporali: azioni da intraprendere nell'immediato; azioni da intraprendere nel breve periodo; azioni da intraprendere nel lungo periodo.

Riteniamo assolutamente imprescindibile che il Comune di Terlizzi debba avere un ruolo centrale nel percorso "Plastic Free" e che, prima di una qualsiasi ordinanza comunale che imponga divieti sull'utilizzo di materiale plastico monouso, si avvii un adeguato percorso partecipativo con le associazioni cittadine e tutti i soggetti che dovranno attuare inevitabili drastici cambiamenti delle proprie abitudini.

Il percorso partecipativo non consiste solo negli incontri con la cittadinanza che, da soli, potrebbero risultare sterili o poco efficaci, ma dovrà essere strutturato in fasi. È essenziale partire da una analisi tecnica sulla tipologia dei rifiuti plastici che vengono smaltiti in città ed una indagine socio-economica volta a conoscere i comportamenti e le abitudini specie dei cittadini e dei commercianti. Poi occorre definire il percorso partecipativo con obbiettivi chiari e tempi ben definiti. Occorre, quindi, informare adeguatamente i cittadini fornendo loro indicazioni precise e monitorare l'efficacia del percorso di partecipazione.

A seguito della fase di consultazione con le associazioni, con la cittadinanza e con gli esercenti, e dunque con la presa di coscienza della importanza di evitare l'utilizzo dei prodotti monouso in plastica, il Comune può dunque intervenire con Ordinanze o altri provvedimenti che regolamentino la messa al bando dei monouso di plastica, anticipando così i tempi stabiliti dalla Direttiva europea sulle plastiche monouso (1 gennaio 2021).

«Tale Vademecum, di ausilio per le amministrazioni pubbliche e dunque anche per il Comune di Terlizzi, è stato ideato e sviluppato sulla base delle seppur brevi esperienze in altri Comuni, per evitare che ci si affretti ad emettere provvedimenti che, sulla carta sono indice di virtuosità del Comune, ma che poi nella realtà risulterebbero scarsamente efficaci e poco compresi da cittadini e commercianti» è stato l'intervento del presidente del Circolo Legambiente di Terlizzi "Amici di Vito e Clara", Michelangelo Guastamacchia.

«Bene l'adesione unanime nella seduta di Consiglio Comunale di ieri al progetto "Plastic Free", ma solo un percorso graduale guidato dall'amministrazione comunale, adeguatamente strutturato e calato nella realtà territoriale, coinvolgendo tutti i cittadini, può condurre, già nel breve periodo, a risultati apprezzabili. A breve trasmetteremo al Sindaco il "Vademecum per una strategia Plastic Free" affinché si possa avviare un serio e partecipato percorso che riesca davvero a liberare la nostra città dalla plastica monouso» conclude Guastamacchia.
  • legambiente
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