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Politica

Crisi olivicola, agricoltura in ginocchio per le gelate dello scorso inverno

Grossi rischi anche per l'arrivo della xylella

Campagne desolate, frantoi chiusi. È questo il triste scenario delineato ieri sera all'incontro pubblico organizzato dal Partito Democratico, presso il Chiostro delle Clarisse, per fare il punto sull'agricoltura terlizzese, colpita dai postumi della gelata dello scorso inverno, nei mesi di febbraio e marzo. La crisi olivicola crea disoccupazione. Molti lavoratori si ritrovano in piazza senza lavoro, pensando addirittura ad anticipare la potatura o, nel peggiore dei casi, a «rottamare il frantoio».

La condizione del nostro paese è comune a quella di tutta la Puglia, piegata dalle conseguenze nefaste degli eventi atmosferici. Eppure, nonostante la situazione stia mettendo in ginocchio numerosissimi agricoltori della regione, il governo nazionale ha tagliato fuori la Puglia dalla ricezione dei finanziamenti destinati a fornire sostegno economico alle imprese colpite da calamità naturali, utili per garantire la stabilità economica e produttiva.

Ben quindici milioni di euro messi a disposizione dal Fondo di solidarietà nazionale e nulla sarà destinato ai pugliesi e, dunque, ai terlizzesi per far fronte alle difficoltà che vivono quotidianamente. Si stima, fra tutti gli agricoltori corregionali, circa un milione di ore di lavoro andato completamente perso: le organizzazioni sindacali rivendicano maggiori tutele affinché i lavoratori agricoli siano penalizzati il meno possibile dalle giornate lavorative non svolte o che non potranno effettuare in futuro.

La riforma della gestione del rischio in agricoltura, prevista dal D. lgs. n. 32/2018 che innova la precedente disciplina del 2004, viene considerata a dir poco «scandalosa», dal momento che rispetto al passato prevede una copertura assicurativa meno estesa, con polizze, tra le altre cose, riferite a brevi periodi di tempo. Vi è comunque la concreta possibilità che, in vista dell'approvazione della legge di bilancio di fine anno, sia valutato favorevolmente un emendamento volto a risarcire i danni provocati dalle gelate.

Si rimarrà, quindi, col fiato sospeso fino al 31 dicembre, sperando che il legislatore adotti dei provvedimenti che possano venire incontro alle esigenze dei cittadini. «I comuni non hanno alcun tipo di potere per incidere sulla problematica in esame, se non quello di farsi carico delle istanze della comunità», commenta Domenico Nisi, sindaco di Noci e referente Anci Puglia Agricoltura, il quale sottolinea l'importanza di «far fronte comune», poiché la crisi olivicola intercetta l'intera regione.

Ma ad aggravare la già precaria condizione agricola è pure la xylella che, nonostante le fasce di contenimento, rischia altamente di giungere anche dalle nostre parti. «Manca uno scarso approccio scientifico alla questione», continua Nisi che evidenzia le incertezze nell'agire e i tentennamenti rovinosi, «Talvolta per salvare un solo albero di ulivo si sacrifica l'intero patrimonio».

Quali soluzioni allora? Cerca di dare risposta Ruggero Mennea, consigliere regionale della Puglia appartenente alla Commissione Agricoltura, il quale auspica che si crei una mobilitazione civile forte e compatta per sollecitare gli organi di competenza a provvedere. Sul fronte xylella, «bisognerebbe innanzitutto coinvolgere le associazioni di categoria; poi occorrerebbe pensare a una diversificazione delle colture». Per le calamità naturali, invece, «sarebbe necessario un fondo appositamente destinato alle emergenze da impiegare quando serve».

Il cambiamento climatico è un fenomeno planetario che ricade sulle specificità dei territori e proprio per questo richiede uno studio preventivo per arginare gli innumerevoli pericoli per l'agricoltura. La senatrice Assuntela Messina, appartenente alla Commissione Ambiente ma con contributi anche nella Commissione Agricoltura, sta lavorando per incentivare la promozione dell'olio d'oliva. «Studi recenti hanno ritenuto l'olio d'oliva un farmaco in grado di apportare benefici a chi lo consuma. Inoltre, è nota in tutto il mondo l'efficacia della dieta mediterranea nello sviluppo di una persona», spiega la parlamentare del PD, «per non parlare della necessità di creare il cosiddetto olio-turismo, affinché l'olio di oliva sia inserito in un circuito ben più ampio. E non dimentichiamo di educare i cittadini al consumo del prodotto locale per valorizzare le risorse del nostro territorio».
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