Legambiente Terlizzi
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Attualità

Stop del TAR al biogas: la nota di Legambiente

L’impianto si sarebbe dovuto realizzare in contrada Monte Serino

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Legambiente Terlizzi "Amici di Vito e Clara", rispetto ad una delle vicende più discusse degli ultimi anni in città, e che come voluto da moltissimi, ha portato allo stop del TAR alla realizzazione dell'impianto di biogas previsto in contrada Monte Serino.
La sentenza è risalente ai giorni scorsi, con il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia che ha annullato l'autorizzazione unica regionale per la realizzazione dell'impianto.

La nota di Legambiente Terlizzi

Era il mese di ottobre 2019 quando la nostra associazione veniva informata dall'Amministrazione comunale pro tempore della proposta progettuale di Sorgenia Bio Power: realizzare, in agro terlizzese, un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biometano liquefatto a partire da sansa bifase, pollina e altri scarti organici.
L'obiettivo appariva, sulla carta, condivisibile — trasformare rifiuti in risorsa — ma, come di consueto, abbiamo approfondito ogni aspetto, raccogliendo quante più informazioni possibili, studiando la normativa di riferimento e analizzando gli iter autorizzativi in corso.
Il 30 dicembre 2019 siamo venuti a conoscenza dell'avvio, presso il Comune di Terlizzi, di una Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) che avrebbe consentito a Sorgenia di ottenere l'autorizzazione alla realizzazione dell'impianto tramite il meccanismo del silenzio-assenso.
Abbiamo quindi effettuato accesso agli atti presso gli uffici comunali e analizzato nel dettaglio il progetto, rilevando come un impianto di tale natura non potesse in alcun modo essere autorizzato mediante PAS, per diverse ragioni fondamentali: incompatibilità urbanistica, presenza di vincoli archeologici, potenzialità superiori a quelle dichiarate.
Abbiamo pertanto diffidato tempestivamente l'Ufficio Tecnico comunale a rigettare la PAS, illustrando le nostre preoccupazioni anche durante l'incontro pubblico "Dalla sansa al biometano" del 13 gennaio 2020.

Grazie al nostro intervento il Comune ha respinto la procedura PAS.
Questo ha permesso una maggiore informazione e partecipazione della cittadinanza, e il coinvolgimento di altre associazioni.
A febbraio 2021, nel silenzio generale delle istituzioni, abbiamo appreso che già nel giugno 2020 Sorgenia aveva avviato in Regione il procedimento per ottenere l'Autorizzazione Unica.
Siamo quindi intervenuti scrivendo alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio evidenziando le criticità urbanistiche e archeologiche che rendevano inadeguato il sito individuato. Abbiamo sottolineato che l'area interessata ricade in area annessa alla Via Traiana, per la quale le Norme Tecniche del PRG vietano nuovi insediamenti che possano alterare la morfologia e i caratteri del suolo. Abbiamo inoltre ribadito che gli impianti a biomasse devono essere prioritariamente collocati in aree industriali già esistenti e che è imprescindibile garantire la tutela della biodiversità, del paesaggio rurale e del patrimonio culturale.
Dal punto di vista archeologico, abbiamo evidenziato come la relazione progettuale ignorasse studi e ricognizioni più recenti sul territorio terlizzese, ampiamente documentati in letteratura scientifica.

Abbiamo quindi chiesto e ottenuto di partecipare alla Conferenza di Servizi regionale in qualità di portatori di interessi diffusi, depositando relazioni tecniche e formulando osservazioni puntuali su criticità impiantistiche, impatti ambientali, paesaggistici e viari, nonché sulla presenza di vincoli culturali e archeologici.
Nonostante i pareri negativi del Comune, dell'Ufficio Paesaggio della Regione Puglia e, soprattutto, il doppio parere negativo della Soprintendenza — che indicava come unica soluzione la delocalizzazione dell'impianto in un'area idonea — l'ufficio regionale competente nell'aprile 2023, dopo quasi tre anni, ha rilasciato l'Autorizzazione Unica per la realizzazione e l'esercizio dell'impianto.
Di fronte a questa decisione, non potevamo restare inerti e assistere alla compromissione irreversibile del nostro patrimonio storico, rurale, culturale e paesaggistico.
Abbiamo quindi affiancato l'Amministrazione comunale nel ricorso, costituendoci in giudizio dinanzi al TAR insieme all'Associazione Via Francigena Appia Traiana, con l'obiettivo di ottenere l'annullamento degli atti autorizzativi.

"Nel nostro intervento ad adiuvandum, tramite i legali Giovanna De De Leo e Rossella Chieffi, abbiamo ripreso e approfondito le criticità già evidenziate in Conferenza di Servizi — motivazioni che il Giudice ha poi richiamato nella sentenza.
La legalità è stata ristabilita.
L'identità storica e rurale della comunità è stata tutelata.
Il patrimonio culturale, paesaggistico e agricolo è stato salvaguardato." - così Michelangelo Guastamacchia, presidente di Legambiente Terlizzi "Amici di Vito e Clara".
"Costituirsi in giudizio, soprattutto quando si affrontano grandi gruppi industriali, non è mai una scelta semplice. Tuttavia, insieme all'Associazione Via Francigena Appia Traiana, abbiamo sentito il dovere di agire per non vanificare il lavoro svolto e per difendere la nostra città e l'intera comunità terlizzese", chiosa Guastamacchia.

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