
Religioni
Rinvenuta ed allestita edicola votiva di Maria SS di Sovereto
La nicchia è riemersa durante i lavori di ristrutturazione delle facciate della chiesa Santa Maria la Nova
Terlizzi - venerdì 30 gennaio 2026
Per i devoti e per tutti i cittadini terlizzesi è un'emozione unica ritrovarsi una nicchia con un'edicola votiva in onore di Maria SS di Sovereto patrona della Città dei fiori. Edicola allestita in una delle facciate della chiesa Santa Maria la Nova, uno dei marciapiedi più frequentati della città, siamo in corso Vittorio Emanuele II.
La stessa è stata rinvenuta durante i lavori di ristrutturazione delle facciate della chiesa avvenuti nel corso del 2025. «Si è voluto ripristinare l'edicola con un' attenzione particolare alla devozione mariana della nostra città», racconta don Michele Amorosini parroco di Santa Maria la Nova già Santa Maria di Sovereto.
L'immagine riproduce un dipinto di Raffaele De Lucia (1844-1882), l'"Inventio della sacra icona", che si trova in chiesa, sull'altare del Santissimo sacramento.
«La frase posta sul vetro protettivo, desunta da antiche edicole votive, è un'esortazione alla preghiera e ad invocare Maria SS. di Sovereto, protettrice della nostra Città e "compagna di viaggio", così come amava invocarla il Venerabile don Tonino Bello», aggiunge ancora don Michele.
La stessa è stata rinvenuta durante i lavori di ristrutturazione delle facciate della chiesa avvenuti nel corso del 2025. «Si è voluto ripristinare l'edicola con un' attenzione particolare alla devozione mariana della nostra città», racconta don Michele Amorosini parroco di Santa Maria la Nova già Santa Maria di Sovereto.
L'immagine riproduce un dipinto di Raffaele De Lucia (1844-1882), l'"Inventio della sacra icona", che si trova in chiesa, sull'altare del Santissimo sacramento.
«La frase posta sul vetro protettivo, desunta da antiche edicole votive, è un'esortazione alla preghiera e ad invocare Maria SS. di Sovereto, protettrice della nostra Città e "compagna di viaggio", così come amava invocarla il Venerabile don Tonino Bello», aggiunge ancora don Michele.


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