Lucia Pennuzzi
Lucia Pennuzzi
Vita di città

La storia di Lucia, l'imprenditrice che guida il trattore

La nostra intervista ad una giovane donna simbolo del riscatto di una intera terra

Lucia Pennuzzi ha trent'anni, è nata nel 1989, è terlizzese ed è diventata suo malgrado simbolo di emancipazione della donna da tanti stereotipi, dopo aver raccontato la sua storia sui social network. Noi l'abbiamo intervistata per capire perché anche Coldiretti e la stampa regionale si siano interessati a lei e perché una ragazza scelga scientemente di restare nella propria città d'origine, sfidando anche il pregiudizio di un mondo prettamente maschile. Ecco cosa ci ha raccontato.

Partiamo subito con una domanda facile facile: "contadini" non si nasce, si diventa?
Beh, potrei dire di sì, ma potrebbe anche esser vero il contrario. Ho studiato, conseguendo la maturità scientifica al liceo "O.Tedone" a Ruvo di Puglia. Inizialmente ho fatto domanda per entrare nell'esercito, poi ho rinunciato, lavorando in un Bar al centro di Terlizzi. Nel contempo ho voluto intraprendere la carriera universitaria iscrivendomi alla Facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie all'Università di Bari, carriera che non ho mai potuto concludere in quanto nel 2013 ho concepito la mia splendida figlia che adesso compirà 6 anni a dicembre.
Mentre frequentavo l'università nel 2010 ho fatto domanda per il PSR per l'insediamento all'agricoltura dei giovani imprenditori e dopo un periodo di formazione ho aperto la mia azienda.

Da cosa nasce la passione per la terra e che tipo di azienda è la tua?
Certamente è un'azienda a conduzione esclusivamente famigliare che vede partecipe me ed i miei genitori. Sono stati loro a spingermi a salire sul trattore e a specializzarmi nell' uso di quest'ultimo. La passione l'ho ereditata da loro, dai loro sacrifici e dalle soddisfazioni che solo la terra è capace di donarti.
Passione che ho sempre più valorizzato dopo aver fatto esperienza in altre attività lavorative. Pian piano, con tutta la caparbietà e la forza di volontà che mi contraddistingue sono riuscita ad impormi in questo mondo prettamente maschile.

Va bene l'azienda di famiglia, ma tu ci par di capire sai fare davvero tante cose...
Diciamo che la mia attività lavorativa è principalmente di tipo amministrativo e burocratico, ma la mia mano sostanziosa la do quando salgo sul mio bel trattore e faccio tutti i lavori di cui la mia terra necessita. So usare l'aratro, la macinaerba, la macinapietra e anche la pinza piccola per la raccolta delle olive. Ma quello che mi piace di più è l'uso della botte per irrorare. Mi diverte tanto.

Beh, senza dubbio un modo originale per divertirsi... Tuttavia sappiamo che tu hai incontrato diverse difficoltà in questo settore. Sbagliamo?
No, non sbagliate affatto. Ho incontrato tante difficoltà ed anche una forte discriminazione da parte del mondo maschile, che per lo più, soprattutto in contesti rurali, ti guarda con quella mentalità retrograda e vecchia che purtroppo contraddistingue la nostra Terlizzi. Sono una donna e soprattutto una mamma e imporsi in un mondo lavorativo come questo significa non dare importanza ai giudizi degli altri. A volte sono stata anche derisa e criticata pesantemente, ma sono cresciuta ed ora andrò dritta per la mia strada.

Ci avevi accennato che ci sono state anche altri tipi di difficoltà: quali?
Altra difficoltà importante l'ho riscontrata nell'aprirmi la partita IVA. Troppe tasse e pochi diritti riconosciuti,soprattutto per lavoratrici mamme come me.

Torniamo alle note liete: ti stai togliendo qualche soddisfazione?
Certamente. Soddisfazioni ce ne sono: sono infatti orgogliosa di mostrare al mondo intero quella che sono, una donna trattorista, amante nel suo lavoro. Non fuggo più dagli occhi indiscreti di qualche vecchietto o di qualche maschietto invidioso che arriccia il naso al mio passaggio. Quasi tutti quelli del mio settore mi conoscono oggi per il mio valore e non si scandalizzano più per cosa faccio. Anzi, ora le persone mi trovano per strada, mi fermano e mi fanno tanti complimenti. Mi chiamano anche per qualche lavoretto extra con il trattore, quindi ora non posso piu nascondermi (sorride, ndr).

Potresti divenire fonte d'ispirazione per qualche ragazza e quindi in chiusura ti chiediamo di dare qualche consiglio ai giovani terlizzesi e non, figli di un sud a volte ingrato. Cosa consiglieresti loro?
Ai giovani consiglio di rimanere qui, nella nostra terra. Di non fuggire da qui solo perché si pensa che la nostra terra non ci ripaghi. Anzi con sacrificio e tanta volontà, rimboccandosi le maniche bisogna andare avanti verso un futuro migliore. Non è semplice andarsene, ma non è altrettanto semplice rimanere qui, attaccati alle proprie tradizioni e valori, non lo metto indubbio, ma non sarà mai una Puglia giovane se dovessimo continuare a perdere menti e braccia giovani.
L'italia diverrà sempre più un Paese per vecchi se tutti decidessimo di varcare i confini cercando fortuna altrove.
Il mio messaggio è dunque questo: abbiate la forza di rischiare, di lottare con i denti, di valorizzare quello che si ha e non cercare la fortuna altrove. I soldi vanno e vengono, mentre gli affetti, i valori e tutto il bagaglio esperienziale che porta la nostra terra resteranno sempre come parte di noi.
  • Lucia Pennuzzi
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