Arcagelo Fumarola
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L'orto sociale urbano di R8 in Viale dei Giardini

Il prossimo 29 giugno la presentazione all'intera città

Una chicca di orto sociale urbano all'ingresso del paese, in viale dei Giardini, nei pressi del parco comunale, sta catturando l'attenzione dei terlizzesi da marzo a questa parte. Circa mille metri quadrati di terra incolta sono stati concessi per quattro anni dal Comune di Terlizzi al collettivo R8 (Erre Otto), un gruppo apartitico di una ventina di cittadini, bramosi di opporsi al modello di società consumistica, ispirandosi ai valori della decrescita, della permacultura e dell'economia solidale e circolare.

Il progetto "Terrapeutico", promosso da R8, punta a realizzare degli insediamenti umani rigenerativi che superino il concetto di sostenibilità, rinnovando ciò che è stato distrutto dall'agire dell'uomo. «Il nostro obiettivo è quello di fare qualcosa di concreto partendo dalla terra», spiega a Terlizziviva Arcangelo Fumarola, referente del gruppo coordinamento e logistica di Terrapeutico.

Ponendosi come una matrice di alternative, il progetto in questione è volto a convertire l'appezzamento di terra assegnato in un giardino edibile che sia anche un luogo di dialogo e di pensiero per le persone che lo coltivano. Il modello di agricoltura impiegato è alternativo a quello convenzionale della monocultura, preservando, al contrario, la biodiversità delle specie orticole che interagiscono su uno stesso bancale.

Peperoni, melanzane, zucchine, basilico, caroselli sono solo alcuni degli esempi dei prodotti agricoli presenti. «Vogliamo riprodurre l'ecosistema assecondando la natura», afferma Fumarola, il quale precisa come si stia mettendo in pratica il modello di ingegneria naturalistica di orto sinergico in cui, cioè, «l'uomo diventa socio della natura».

Il collettivo si regge sulle donazioni non pecuniarie, effettuate da chi ha preso a cuore il progetto. Gli aderenti non ricevono denaro, ma hanno accettato volentieri la recinzione in legno, alcune piante, un supporto nell'impianto di irrigazione. L'area di terra è stata divisa in tredici lotti, a mo' di cerchi concentrici, e la produzione torna nelle mani di chi ci lavora. Alla base, dunque, l'autosostentamento, sebbene il surplus che si ricava viene distribuito tra le associazioni che salvaguardano le fasce deboli.

Nemmeno l'amministrazione ha versato alcun tipo di finanziamento, limitandosi ad accogliere il progetto Terrapeutico, a condizione che non siano utilizzati prodotti chimici e il raccolto non diventi oggetto di business.

«Stiamo dimostrando a noi stessi che siamo capaci di produrci da mangiare», conclude Arcangelo, «Tra l'altro, non sta toccando niente nessuno. Nessun furto è finora avvenuto, segno che questo progetto piace alla città».

Dal carattere inclusivo, il prossimo 29 giugno, R8 presenterà all'intera comunità l'orto sociale urbano, al fine di illustrare i benefici tratti da una produzione agricola a chilometro zero.
  • Orto sociale Terlizzi
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