La musica come identità e memoria: il giovane artista Gabriele Daloiso pronto a lanciare il suo album
“Il sole è rosso” il titolo
mercoledì 6 maggio 2026
7.21
La musica, per alcuni, è una passione che accompagna la crescita; per altri diventa un linguaggio profondo, capace di custodire emozioni, ricordi e visioni del mondo. È il caso di Gabriele Daloiso, giovane artista terlizzese classe 2005, che ha trasformato questa sensibilità in un percorso autentico e personale, costruendo passo dopo passo la propria identità artistica.
Nato il 7 giugno 2005, Gabriele ha frequentato il liceo linguistico Tedone, ma il suo legame con la musica nasce molto prima, già all'età di sei anni, quando inizia a studiare violino a Terlizzi. Un percorso che lo porterà successivamente anche al conservatorio di Bari, dove approfondirà lo studio per quattro anni.
Dopo aver lasciato il violino, tra il 2020 e il 2021 – negli anni complessi della pandemia – prende forma una nuova fase del suo cammino artistico: la scoperta della produzione musicale. È lì che nasce una nuova identità sonora, fatta di pop sperimentale, hyperpop ed elettronica, attraversata da influenze diverse e dalla ricerca di un linguaggio contemporaneo e sincero.
Ad ottobre è uscito il suo primo EP, "Pensieri miei", lavoro che ha segnato il debutto ufficiale sulle piattaforme di streaming e che ha attirato l'attenzione della scena underground italiana, aprendo nuove prospettive e confermando la forza di una proposta artistica originale.
Ora Gabriele si prepara a un nuovo importante traguardo: nelle prossime settimane uscirà il suo album "Il sole è rosso", un progetto che rappresenta una naturale evoluzione personale e musicale.
Con questo nuovo lavoro, l'elettronica sperimentale dialoga con la tradizione popolare italiana, dando vita a un album che parla di crescita, cambiamento e memoria. Scritto nei nove mesi successivi al debutto del suo primo EP, "Il sole è rosso" si sviluppa come un racconto alla rovescia: il sole che inghiotte il mondo diventa immagine simbolica del tempo che passa e dell'urgenza di conservare ciò che davvero resta.
Non è un racconto triste, ma profondamente vero: la memoria della nonna si trasforma in musica viva, l'amore viene attraversato nelle sue luci e nelle sue ombre, tra gioie e tradimenti, mentre la famiglia continua a essere il porto sicuro da cui ripartire.
Un progetto che cerca di dare una nuova identità sonora all'elettronica prodotta in Italia, dimostrando come anche da una realtà come Terlizzi possano nascere percorsi artistici capaci di parlare a un pubblico più ampio.
La storia di Gabriele racconta proprio questo: che il talento, quando incontra dedizione e coraggio, può diventare visione. E che l'arte, soprattutto nei giovani, resta uno degli strumenti più forti per custodire la memoria e immaginare il futuro.
Nato il 7 giugno 2005, Gabriele ha frequentato il liceo linguistico Tedone, ma il suo legame con la musica nasce molto prima, già all'età di sei anni, quando inizia a studiare violino a Terlizzi. Un percorso che lo porterà successivamente anche al conservatorio di Bari, dove approfondirà lo studio per quattro anni.
Dopo aver lasciato il violino, tra il 2020 e il 2021 – negli anni complessi della pandemia – prende forma una nuova fase del suo cammino artistico: la scoperta della produzione musicale. È lì che nasce una nuova identità sonora, fatta di pop sperimentale, hyperpop ed elettronica, attraversata da influenze diverse e dalla ricerca di un linguaggio contemporaneo e sincero.
Ad ottobre è uscito il suo primo EP, "Pensieri miei", lavoro che ha segnato il debutto ufficiale sulle piattaforme di streaming e che ha attirato l'attenzione della scena underground italiana, aprendo nuove prospettive e confermando la forza di una proposta artistica originale.
Ora Gabriele si prepara a un nuovo importante traguardo: nelle prossime settimane uscirà il suo album "Il sole è rosso", un progetto che rappresenta una naturale evoluzione personale e musicale.
Con questo nuovo lavoro, l'elettronica sperimentale dialoga con la tradizione popolare italiana, dando vita a un album che parla di crescita, cambiamento e memoria. Scritto nei nove mesi successivi al debutto del suo primo EP, "Il sole è rosso" si sviluppa come un racconto alla rovescia: il sole che inghiotte il mondo diventa immagine simbolica del tempo che passa e dell'urgenza di conservare ciò che davvero resta.
Non è un racconto triste, ma profondamente vero: la memoria della nonna si trasforma in musica viva, l'amore viene attraversato nelle sue luci e nelle sue ombre, tra gioie e tradimenti, mentre la famiglia continua a essere il porto sicuro da cui ripartire.
Un progetto che cerca di dare una nuova identità sonora all'elettronica prodotta in Italia, dimostrando come anche da una realtà come Terlizzi possano nascere percorsi artistici capaci di parlare a un pubblico più ampio.
La storia di Gabriele racconta proprio questo: che il talento, quando incontra dedizione e coraggio, può diventare visione. E che l'arte, soprattutto nei giovani, resta uno degli strumenti più forti per custodire la memoria e immaginare il futuro.