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Terlizzi al buio, ora c'è la denuncia: la consigliera Galliani scrive a Carabinieri e Procura

Il sospetto è che possa esserci che i black-out non siano casuali

Ancora un black-out, ancora un quartiere a luci spente, ancora una serata passata al buio pesto. A Terlizzi si ripetono ormai in serie gli episodi di spegnimento dell'illuminazione pubblica il cui impianto è gestito in proroga dalla ditta Somprogest. Un vero incubo per i cittadini che capita proprio mentre il Comune di Terlizzi ha indetto un bando pubblico per individuare la ditta che dovrà gestire il sistema della pubblica e proprio la Somprogest ha fatto ricorso perché ritiene che i criteri possano discriminarla. Ma al di là di questo succede che ogni sera un quartiere diverso si spegne. Ogni sera la stessa storia con le ormai consuete lamentele dei cittadini e le polemiche delle opposizioni all'indirizzo di sindaco, assessori e amministrazione comunale.

Al punto che si fa sempre più insistente il sospetto che dietro questi episodi possa esserci una «manina dispettosa» che per ragioni non ancora chiare metta in «off» l'interruzione dell'alimentazione elettrica. La pazienza, fanno sapere fonti vicine ai palazzi della politica, è colma. E ora c'è chi vuole vederci chiaro: la consigliera comunale Mariangela Galliani (Fratelli d'Italia) ieri mattina ha depositato denuncia ai Carabinieri di Terlizzi e alla Procura della Repubblica per «interruzione illegittima del servizio pubblico essenziale di illuminazione della pubblica via nel centro abitato di Terlizzi», si legge nell'esposto.

«Tale interruzione - scrive Galliani - che si ripete ormai quotidianamente e interessa, inspiegabilmente, zone dell'abitato ogni volta differenti, con il risultato che, a turno, ovunque, per le vie cittadine, si percepisce il senso di pericolo dovuto alla minaccia del buio oltre a chiari ed evidenti i pregiudizi per la collettività in termini di incolumità e sicurezza stradale».
Insomma, la consigliera comunale ritiene che i black-out non siano tutti figli di incidenti casuali o di guasti improvvisi, «i tempi e la ricorrenza degli eventi di buio ormai appaiono del tutto incompatibili con quelli eccezionali e perciò considerati tollerabili», e chiede dunque alla Procura di disporre «un'indagine sui fatti che avrebbero determinato tale illegittima interruzione».
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