Scuola Gesmundo
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Attualità

Scuola "Gemsundo-Moro-Fiore": per i genitori riapertura in assenza di sicurezza

Inviata una lettera al dirigente scolastico Cosmai e al sindaco Gemmato

In vista della riapertura delle scuole il prossimo 28 settembre, sono fortemente preoccupati i genitori degli studenti della scuola secondaria di primo grado "Gesmundo Moro Fiore" di Terlizzi per le misure organizzative di contrasto al Covid che sarebbero state delineate sulla carta.

Tant'è che il malcontento si è tradotto in una lettera formale sottoscritta da un centinaio di genitori e inviata principalmente al dirigente scolastico Domenico Cosmai e al sindaco Ninni Gemmato. Tra i rischi annunciati quelli di «una importante complessificazione» e di «un notevole depotenziamento dell'azione educativa e formativa nel suo complesso».

Tre, in particolare, i punti che suscitano non poche perplessità. Innanzitutto, ogni lezione avrà una durata di soli quaranta minuti: meno, dunque, dei tempi in vigore in pre-pandemia. In secondo luogo, il sabato sarà adottata la didattica a distanza e non l'ingresso a scuola in presenza.

Infine, ogni classe sarà suddivisa in due gruppi: uno è dato dal "gruppo base" che svolgerà le lezioni con i docenti del consiglio di classe assegnato; l'altro è il c.d. "gruppo modulo" costituito da alunni appartenenti a sezioni differenti che si interfacceranno con insegnanti diversi da quelli cui sarebbero stati destinati in condizioni di precedente normalità. A una situazione già così confusa si aggiungono due aspetti che potrebbero aggravare il disagio: il gruppo modulo del plesso della Gesmundo sarà allocato presso altra sede; inoltre, al termine di un periodo stabilito, presumibilmente un mese, si procederà con una rotazione che, di fatto, comporterà per i ragazzi una duplicazione dei docenti per ogni materia.

Numerosi i quesiti rivolti alle Istituzioni scolastiche e amministrative, i quali riguardano specialmente l'assenza di una interlocuzione preliminare con il Consiglio di Istituto con cui si sarebbe potuta valutare la ripresa dell'attività scolastica in maggiore serenità.

Le criticità, infatti, sembrano essere molte e difficili da arginare. Le classi modulo, ad esempio, risulterebbero di gran lunga più affollate rispetto a quelle base tradizionali. Per non parlare della circostanza che ci saranno più docenti per la stessa materia: sicché potrebbero crearsi incomprensioni sulla titolarità della disciplina con conseguente caos sul programma da adottare. Non mancano nemmeno i dubbi sulla ridotta unità oraria di ciascuna lezione che potrebbe inficiare il percorso scolastico.

Viene contestata, dunque, la mancata ricerca di spazi adeguati a favorire una modalità di insegnamento più distesa che avrebbe potuto concretizzarsi finanche nel sacrificare laboratori e aule magne così da garantire il distanziamento in maniera consona.

Di non poco conto la proposta avanzata di prendere in disamina «l'anonimato di un prefabbricato» come area dedicata alle lezioni.

Una «sfida educativa», quindi, che vede scendere in campo gli adulti come portavoce dei più piccoli. «Le chiediamo uno sforzo ulteriore e corale per intervenire affinché anche per i nostri figli tale diritto all'istruzione e alla formazione sia tutelato, a cominciare dall'individuazione di spazi che tutelino il più possibile l'integrità delle classi», è l'appello finale messo per iscritto in maniera congiunta.
  • Scuola "Gesmundo Moro Fiore"
  • Domenico Cosmai
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