Concerto gennaio
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Restaurato il monumentale organo Ruffatti della Concattedrale

A raccontarci la storia di questo straordinario strumento musicale il Maestro Fabio D'Amato

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Domenica scorsa, 5 gennaio, una gremita Concattedrale di Terlizzi ha accolto il nuovo anno con il concerto per soli, coro e organo, "Pacem in Terris", in occasione del quale è stato riconsegnato alla città, restaurato, il monumentale organo a canne Ruffatti.

È dal 1957 che l'organo Ruffatti arricchisce le liturgie della Concattedrale. Dopo più di sessant'anni di attività, ad eccezione di una parentesi di manutenzione straordinaria nel 2004, si sono resi necessari lavori di restauro commissionati dall'attuale parroco Don Franco Vitagliano ed eseguiti dall'organaro Gianni Rega.

A raccontare a TerlizziViva la storia di questo imponente strumento musicale è Fabio D'Amato, attuale organista presso la nostra Concattedrale. D'Amato ha ereditato tale ruolo da suo zio, il Maestro Alfredo Caldarola, il quale sin dall'età di otto anni gli fece apprezzare le potenzialità immense dell'organo e la bellezza del canto corale. «Ricordo che dal primo momento in cui suonai l'organo Ruffatti della Concattedrale, fu amore a prima vista. Seguivo quasi tutte le prove corali che mio zio faceva con la Schola Cantorum che ha diretto per circa trentacinque anni e mi appassionavo progressivamente al mondo della musica sacra che rimane uno dei repertori più alti della musica stessa», afferma D'Amato, rendendoci partecipi dei suoi ricordi.

Negli anni ha frequentato i Conservatori musicali di Bari, Foggia e Benevento, dove ha conseguito il Diploma accademico in Organo e Composizione Organistica e ha approfondito gli studi di Composizione con maestri provenienti dalla formazione del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Successivamente ha intrapreso gli studi della direzione corale che lo hanno portato a dirigere diversi cori, tra cui, da circa dieci anni, la Schola Cantorum della Concattedrale e, da circa quattro anni, il Coro Jubilaeum che rappresenta una sintesi delle realtà corali esistenti nella nostra città. Da alcuni mesi, ha fondato e dirige anche un coro di fanciulli, I Pueri Cantores Terlicium, idea nata con il consigliere comunale Giuseppe Volpe, in qualità di insegnante presso la scuola primaria "Don Pietro Pappagallo".

LA STORIA DELL'ORGANO RUFFATTI
L'organo a canne della Concattedrale fu realizzato nel 1957 dalla ditta organaria "Ruffatti" di Padova, per donazione e ultime volontà di una fedele devota della parrocchia, andando a sostituire l'organo preesistente della ditta organaria leccese Giovannelli, costruito nel 1745, originariamente posizionato sulla cantoria sovrastante l'altare maggiore, oggetto di recente restauro da parte della ditta organaria Pagliarulo di Castellana Grotte.
Dalla sua costruzione, l'organo monumentale Ruffatti ha funzionato ininterrottamente fino ai giorni nostri, sostenendo le spinte tematiche del Concilio Vaticano II che propendeva per la partecipazione dell'assemblea durante le liturgie.
I suoi registri sonori, la consolle con due tastiere e la pedaliera completa, lo rendevano sicuramente più adatto a sostenere la Schola Cantorum che in quegli anni si andava creando, con lo scopo di incoraggiare e guidare i fedeli nel canto della liturgia.
Una curiosità: l'attuale cantoria non era presente nel progetto originario della Concattedrale realizzata nel XIX secolo, ma fu ideata successivamente per accogliere il nuovo organo, con al centro delle canne un pregevole dipinto raffigurante la liberazione di San Pietro del pittore napoletano Tommaso De Vivo (1790-1884), donato da Vittorio Emanuele II nel 1865, durante le fasi di ultimazione dei lavori di quella che i nostri avi chiamarono "Chiesa Nuova".

IL RESTAURO DELL'ORGANO RUFFATTI
L'organo è uno strumento costituito da una macchina eccezionale, formata da mantici che generano aria attraverso ventole alimentate da energia elettrica, la quale finisce nei somieri (contenitori di aria a pressione costante), per poi propagarsi nelle canne. Ma il suono ancora non arriva fino a quando non si azionano i tasti della consolle, con due tastiere (manuali) e una pedaliera, caratteristica che lo fa diventare uno strumento assolutamente unico, eclettico e completo per le esigenze liturgiche e concertistiche. Per tutto questo ha bisogno di una costante manutenzione ordinaria.
Tuttavia, già nel 2004, si è resa necessaria una manutenzione straordinaria, con l'allora parroco don Michele Cipriani. I lavori furono svolti dall'organaro Gianni Rega di Bari, il quale lo preservò dai danni del tarlo, ne curò la pulizia e l'accordatura generale, operando un intervento per il ripristino delle componenti elettriche che curavano la trasmissione dal tasto alla canna.
Ma tali contatti elettrici, usurati col tempo e divenuti ormai obsoleti, hanno reso necessario il recente intervento, col quale, da una trasmissione elettrica si è passati ad una trasmissione elettronica del segnale che aziona il suono nelle canne, attraverso l'uso di centraline elettroniche. Tutto ciò permette di comandare la fuoriuscita del suono dalle canne anche a distanza, con l'utilizzo di una consolle, posizionata anche in prossimità dell'altare maggiore, come è avvenuto nel corso del concerto di inaugurazione.

IL CONCERTO "PACEM IN TERRIS" DEL 5 GENNAIO
Il concerto del 5 gennaio è stato ideato dall'Associazione AUSER di Terlizzi e promosso dalla Parrocchia S. Michele Arcangelo di Terlizzi per sensibilizzare tutta l'opinione pubblica sull'inaugurazione dell'organo che, non solo ha ripristinato tutte le originarie potenzialità, ma ne ha ampliato gli orizzonti musicali applicativi.
Il concerto si è aperto con la celeberrima Toccata e Fuga in Re Minore di J. S. Bach, seguita da un corale e dal Te Deum di Charpentier eseguiti in duo con Giacomo Angarano al trombone, concludendo la prima parte organistica con la Toccata sinfonica di Widor.
Dopo aver apprezzato tutte le sonorità dello strumenti si è passati ad una seconda parte per soli, coro e organo. Nella fattispecie, hanno cantato circa ottanta coristi tra coro Jubilaeum e Pueri Cantores che non sarebbero mai stati contenuti dalla cantoria. Invero, posizionandosi in prossimità dell'ingresso dell'altare maggiore, è stato possibile sostenerli, grazie anche a un ensemble orchestrale da camera formato da Giacomo Angarano (trombone), Pietro Chiapperini (tromba), Elena D'Amato (violino), Miriam Delvino (flauto), e contando pure sulle sonorità organistiche comandate a distanza dal direttore Fabio D'Amato, attraverso l'uso di una tastiera collegata al corpo sonoro delle canne con una centralina elettronica.
Al concerto ha partecipato anche il soprano terlizzese Carola Ricciotti, che ha coinvolto emotivamente tutti nella celebre melodia tradizionale della "pastorella terlizzese", proposta in rivisitati trascrizione e arrangiamento.

«È stato interessante notare il parallelismo delle nostre melodie tradizionali con quelle similari di altri omologhi brani delle regioni limitrofe alla Puglia e con altre ancora che hanno avuto forse più popolarità, ma che rimangono fortemente ancorate alle note della nostra terra. Il tutto nella partecipazione corale dell'assemblea coinvolta a più riprese nei ritornelli, in una splendida cornice di una cattedrale piena di spettatori», conclude soddisfatto D'Amato.
Consolle OrganoCoro JubilaeumFabio DAmatoSoprano Carola Ricciotti
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