
Eventi e cultura
"Libri nel Borgo Antico", la politica di Nichi Vendola: «Nessun passo indietro. Decaro candidato ideale»
Le dichiarazioni dell'esponente di AVS sulle prossime elezioni regionali
Terlizzi - venerdì 29 agosto 2025
10.39
Nella compagine del centrosinistra non mancano i colpi di scena nella corsa alle elezioni per le prossime regionali. Il veto posto dall'europarlamentare Antonio Decaro sulla candidatura di Michele Emiliano - attuale Governatore pugliese - e Nichi Vendola - già Presidente della nostra Regione e attuale esponente di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) - non intimidisce affatto quest'ultimo che, anzi, mostra palesemente la sua ambizione, sebbene si ponga in un'ottica collaborativa e di supporto.
Ai microfoni del Viva Network e delle altre testate, nel corso della presentazione del suo "Sacro Queer" durante la rassegna biscegliese "Libri nel Borgo Antico" di ieri, giovedì 28 agosto, Nichi Vendola rimarca nettamente la sua posizione. «Difficile che ci sia un passo indietro. Si tratta di un veto immotivato. Però, non lo considero un veto, ma una discussione che impropriamente tira in ballo me. Riguarda i problemi interni al Partito Democratico: che ne discuta e sciolga i nodi».
Vendola si dice abituato a «fare passi in avanti» e proprio per questo si mette a disposizione per un «progetto politico di rinnovamento e di "rifondazione"» di un centrosinistra all'altezza dei problemi drammatici di questa epoca. Poi la dichiarazione di favore che spiazza e che lascia intendere a delle aperture, contrariamente a quanto proferito dall'ex primo cittadino di Bari: «Credo che il candidato ideale per esperienza e per ragioni anagrafiche sia Antonio Decaro. Non abbiamo mai smesso di parlarci».
Sembrerebbe che ad aver fomentato un potenziale scompiglio sia stato, dunque, lo stesso Decaro, inficiando le trattative per la creazione del campo largo. La nuova scesa in campo di Vendola, ben sostenuta da AVS, apre scenari che dovranno essere attentamente valutati. «Ringrazio chi mi ha rimesso al centro della scena» chiosa Vendola con senso di gratitudine.
«Come si esce dall'impasse? I problemi politici si risolvono con una buona politica. I partiti del centrosinistra hanno la forza di costruire un programma di governo che segni una discontinuità e crei le condizioni per una nuova stagione che metta al centro i diritti e i problemi: la crisi demografica che è un incubo per la Puglia; la crisi idrica; il problema dell'agricoltura nell'epoca dei dazi».
Tra i concetti chiave di Vendola risalta, quindi, quello delle «discontinuità da creare» rispetto agli ultimi anni in cui è stato dietro le quinte, riscoprendosi come risorsa per l'intera comunità del Tacco d'Italia.
«Credo che il centrosinistra debba essere luogo di trasparenza, servizio al bene comune, che non accetti mai le dinamiche opache del trasformismo. Io voglio dare una mano a quello che farà il futuro Governatore della Regione Puglia e a un centrosinistra che non deve vivere come centro di potere dopo vent'anni, ma deve vivere come speranza per le nuove generazioni, visto che ci confrontiamo col fatto che i giovani del Sud e in particolare della Puglia sono tornati a emigrare».
La proiezione di Vendola appare chiara, facendo un salto alla Puglia del 2050: «Dovrebbe essere il vero tema su cui discutere con tanti pugliesi».
Ai microfoni del Viva Network e delle altre testate, nel corso della presentazione del suo "Sacro Queer" durante la rassegna biscegliese "Libri nel Borgo Antico" di ieri, giovedì 28 agosto, Nichi Vendola rimarca nettamente la sua posizione. «Difficile che ci sia un passo indietro. Si tratta di un veto immotivato. Però, non lo considero un veto, ma una discussione che impropriamente tira in ballo me. Riguarda i problemi interni al Partito Democratico: che ne discuta e sciolga i nodi».
Vendola si dice abituato a «fare passi in avanti» e proprio per questo si mette a disposizione per un «progetto politico di rinnovamento e di "rifondazione"» di un centrosinistra all'altezza dei problemi drammatici di questa epoca. Poi la dichiarazione di favore che spiazza e che lascia intendere a delle aperture, contrariamente a quanto proferito dall'ex primo cittadino di Bari: «Credo che il candidato ideale per esperienza e per ragioni anagrafiche sia Antonio Decaro. Non abbiamo mai smesso di parlarci».
Sembrerebbe che ad aver fomentato un potenziale scompiglio sia stato, dunque, lo stesso Decaro, inficiando le trattative per la creazione del campo largo. La nuova scesa in campo di Vendola, ben sostenuta da AVS, apre scenari che dovranno essere attentamente valutati. «Ringrazio chi mi ha rimesso al centro della scena» chiosa Vendola con senso di gratitudine.
«Come si esce dall'impasse? I problemi politici si risolvono con una buona politica. I partiti del centrosinistra hanno la forza di costruire un programma di governo che segni una discontinuità e crei le condizioni per una nuova stagione che metta al centro i diritti e i problemi: la crisi demografica che è un incubo per la Puglia; la crisi idrica; il problema dell'agricoltura nell'epoca dei dazi».
Tra i concetti chiave di Vendola risalta, quindi, quello delle «discontinuità da creare» rispetto agli ultimi anni in cui è stato dietro le quinte, riscoprendosi come risorsa per l'intera comunità del Tacco d'Italia.
«Credo che il centrosinistra debba essere luogo di trasparenza, servizio al bene comune, che non accetti mai le dinamiche opache del trasformismo. Io voglio dare una mano a quello che farà il futuro Governatore della Regione Puglia e a un centrosinistra che non deve vivere come centro di potere dopo vent'anni, ma deve vivere come speranza per le nuove generazioni, visto che ci confrontiamo col fatto che i giovani del Sud e in particolare della Puglia sono tornati a emigrare».
La proiezione di Vendola appare chiara, facendo un salto alla Puglia del 2050: «Dovrebbe essere il vero tema su cui discutere con tanti pugliesi».