Il cimitero di Terlizzi
Il cimitero di Terlizzi
Cronaca

L'arsenale e un'indagine all'inizio: fari accesi sul cimitero di Terlizzi

Gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche di Bari all'opera per fare luce sui misteri delle armi ritrovate venerdì

Le prime risposte sulle armi ritrovate nel cimitero di Terlizzi, laddove nessuno avrebbe mai pensato di trovarle, arriveranno, forse, dalle analisi degli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari.

Ci vorrà del tempo, ma solo i rilievi balistici e dattiloscopici potranno stabilire se quelle armi - quindici pezzi, oltre ad un ordigno di fattura artigianale - siano mai state utilizzate, eventualmente, in quali contesti e se, dunque, fossero custodite lontano da occhi indiscreti per conto di un gruppo criminale preciso. Per ora è soltanto un'ipotesi velata, che gli investigatori non trascurano, ma che forse non ritengono comunque l'unica.

La vicenda da cui scaturisce l'inchiesta - al momento ancora in una fase embrionale e a carico di ignoti -, aperta, come da prassi, dalla Procura della Repubblica di Trani e delegata ai Carabinieri della Compagnia di Molfetta, è ormai nota.

La scoperta è avvenuta prima della tumulazione di una salma, nella mattinata di venerdì scorso, intorno alle ore 12.00, in uno dei viali del camposanto: i militari della locale Tenenza ci sono arrivati davvero per caso, dopo la segnalazione di alcuni addetti al cimitero che hanno scoperto le armi nascoste in un colombario lungo il muro perimetrale prospiciente contrada Piscina la Corte.

La posizione geografica, infatti, richiama una viuzza rurale che sbocca lungo la strada provinciale 231, e dunque un territorio molto vasto fra l'area metropolitana di Bari e la sesta provincia. Non è certo, infatti, che quelle armi fossero destinate al territorio di Terlizzi. Anche queste, però, sono solo ipotesi investigative.

Ma torniamo al ritrovamento. Gli operai hanno immediatamente notato qualcosa di strano dietro la lastra di marmo rimovibile a mano a copertura di un sepolcro. Una volta spostata, in uno spazio ricavato all'interno, sono spuntate fuori le armi, custodite in alcuni cartoni.

L'immediato intervento dei Carabinieri è servito a repertare dodici pistole di vario calibro, due armi cosiddette lunghe e finanche una mitraglietta, tutte complete di munizionamento, oltre ad un ordigno di fattura artigianale. Erano tutte avvolte dal cellophane e chiuse con il nastro.

Il resto lo hanno fatto gli Artificieri, di stanza presso il Nucleo Investigativo di Bari, che hanno messo in sicurezza l'area e proceduto, nel pomeriggio di venerdì, dopo aver completamente interdetto il cimitero, a far brillare l'esplosivo in una cava della zona (preoccupante, perché fa pensare all'ipotesi di un attentato, nda). I militari, intanto, hanno passato al setaccio l'intero cimitero alla ricerca di ulteriori nascondigli dove potrebbe essere stato nascosto altro.

Se queste "bocche di fuoco" hanno sparato, e dunque se siano già state utilizzate in episodi criminali e successivamente occultate nel cimitero, dove evidentemente in passato, forse con il favore delle tenebre, qualcuno è entrato con troppa facilità, lo stabiliranno nel corso delle prossime settimane gli accertamenti balistici affidati agli specialisti dell'Arma i quali dovranno accertare, attraverso i rilievi dattiloscopici, anche chi le ha eventualmente utilizzate.

Eventuali impronte digitali rintracciate sul materiale sequestrato saranno infatti comparate con quelle catalogate nelle banche dati in uso alle forze dell'ordine e serviranno ad aprire nuovi filoni d'inchiesta o a chiudere alcune partite ancora aperte.

Le indagini sono appena all'inizio e non escludono alcuna pista: s'indaga a tutto spiano per risalire ai "gestori" dell'arsenale (la criminalità organizzata della zona?), peraltro pericoloso perché nascosto nel cimitero comunale. E allora, forse, davvero soltanto gli uomini della Sezione Investigazioni Scientifiche di Bari potranno fornire le risposte che gli inquirenti locali cercano.

Una cosa è certa: la storia riveste una sua curiosità (non è il primo caso, in Puglia: nel 2009 un arsenale fu scoperto nel cimitero di Andria, nel 2015 in quello di Bari. Furono trovate bombe, pistole, fucili e munizioni, nda), mentre la vicenda ha fatto scalpore nella comunità a nord di Bari.

«Il ritrovamento di armi e di esplosivo all'interno del cimitero è senza dubbio un fatto grave e inquietante. Terlizzi, però, ha le spalle forti e saprà affrontare con assoluta fermezza questa brutta vicenda di cronaca», ha dichiarato il sindaco, Ninni Gemmato, commentando il ritrovamento di un arsenale all'interno del camposanto.

«Appena avvenuta la segnalazione riguardante la presenza di armi ed esplosivo sono stato in costante contatto con i vertici dei Carabinieri, assicurando - ha rimarcato il primo cittadino - sia il massimo riserbo sui fatti così come mi era stato richiesto, sia la totale collaborazione da parte del Comune di Terlizzi per favorire le operazioni di messa in sicurezza del cimitero e il disinnesco dell'esplosivo».

«Ho la certezza che gli inquirenti e le forze dell'ordine - ha concluso Gemmato - sapranno fare chiarezza circa i contorni di questo ritrovamento».
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