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Eventi e cultura
"Due sassi nello stagno", anteprima nazionale a Terlizzi per il libro di Giuseppe Volpe
Sarà ospite di Un Panda sulla Luna. Dialogherà con lui Pasquale Vitagliano
Terlizzi - sabato 11 aprile 2026
Comunicato Stampa
Due giovani ragazze vengono ritrovate uccise I'8 marzo, giornata internazionale della donna, nella medesima strada e quasi alla stessa ora, in una tranquilla cittadina sul lago dove un omicidio non si verificava dal 1946. Nonostante la sciatteria della gestione iniziale ad opera del procuratore, la diligenza e l'accuratezza delle indagini svolte dal protagonista, un giovane giudice istruttore, consentiranno di risolvere i due casi, con un finale a sorpresa.
Un legal thriller dal titolo "Due sassi nello stagno" - ERF edizioni, ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, segna il debutto come romanziere di Giuseppe Volpe, già procuratore capo della Repubblica di Bari. L'autore lo presenterà in anteprima nazionale, con il patrocinio del Comune di Terlizzi, mercoledì 15 Aprile alle ore 19 nella Sala Consiliare in Corso Vittorio Emanuele II, 26. In dialogo con il poeta e giornalista Pasquale Vitagliano.
"Giudici ragazzini". Tale l'espressione dispregiativa con la quale Cossiga definì negli anni 90 una generazione di giudici nati a cavallo del 1950. Salvo in seguito correggere il tiro, precisando di aver voluto censurare il CSM, che mandava allo sbaraglio, anche nella lotta alla mafia, giovani giudici privi di esperienza. Ed intanto era stato ucciso dalla Stidda Rosario Livatino. Questo racconto si ispira a quei giovanissimi magistrati. A quanti finirono nelle cronache dei media, per aver nella professione incrociato mafia e criminalità organizzata o terrorismo. Ma anche a chi operò in ruolo più defilato trovandosi a fronteggiare situazioni difficili malgrado la preparazione non specifica.
GIUSEPPE VOLPE (Terlizzi, 1950) Magistrato ordinario dal 1976 al 2020 come giudice di tribunale, pretore e successivamente pubblico ministero. Sostituto della Procura Generale presso la Corte di Cassazione e Capo delle Procure della Repubblica di Tempio Pausania (SS) e Bari. Autore nel 2017 di ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (Procuratore di Bari contro Presidente del Consiglio dei Ministri) che conseguiva dalla Corte costituzionale la declaratoria d'incostituzionaIità e l'annullamento della norma introdotta l'anno precedente per la quale la polizia giudiziaria aveva l'obbligo di riferire alla gerarchia le informative indirizzate alla magistratura.
Un legal thriller dal titolo "Due sassi nello stagno" - ERF edizioni, ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, segna il debutto come romanziere di Giuseppe Volpe, già procuratore capo della Repubblica di Bari. L'autore lo presenterà in anteprima nazionale, con il patrocinio del Comune di Terlizzi, mercoledì 15 Aprile alle ore 19 nella Sala Consiliare in Corso Vittorio Emanuele II, 26. In dialogo con il poeta e giornalista Pasquale Vitagliano.
"Giudici ragazzini". Tale l'espressione dispregiativa con la quale Cossiga definì negli anni 90 una generazione di giudici nati a cavallo del 1950. Salvo in seguito correggere il tiro, precisando di aver voluto censurare il CSM, che mandava allo sbaraglio, anche nella lotta alla mafia, giovani giudici privi di esperienza. Ed intanto era stato ucciso dalla Stidda Rosario Livatino. Questo racconto si ispira a quei giovanissimi magistrati. A quanti finirono nelle cronache dei media, per aver nella professione incrociato mafia e criminalità organizzata o terrorismo. Ma anche a chi operò in ruolo più defilato trovandosi a fronteggiare situazioni difficili malgrado la preparazione non specifica.
GIUSEPPE VOLPE (Terlizzi, 1950) Magistrato ordinario dal 1976 al 2020 come giudice di tribunale, pretore e successivamente pubblico ministero. Sostituto della Procura Generale presso la Corte di Cassazione e Capo delle Procure della Repubblica di Tempio Pausania (SS) e Bari. Autore nel 2017 di ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (Procuratore di Bari contro Presidente del Consiglio dei Ministri) che conseguiva dalla Corte costituzionale la declaratoria d'incostituzionaIità e l'annullamento della norma introdotta l'anno precedente per la quale la polizia giudiziaria aveva l'obbligo di riferire alla gerarchia le informative indirizzate alla magistratura.


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