Domenico De Santis
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Politica

Domenico De Santis:«Più posti letto all'ospedale Sarcone e dopo il Coronavirus maggiori servizi ospedalieri»

Reperiti da Emiliano 107 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale del nord barese

A partire dalle ore 8 di questa mattina, lunedì 16 marzo, inizia una nuova fase per l'ospedale "Michele Sarcone" di Terlizzi. Come, infatti, stabilito nei giorni scorsi dal governatore pugliese Michele Emiliano, il nostro nosocomio sarà dedicato alla lungodegenza e alla riabilitazione post-acuzie dei pazienti affetti da Coronavirus. Tasto dolente, reso ancora più scottante dalla chiusura del Pronto Soccorso.

Sin da subito, si sono infervorati gli animi di moltissimi cittadini, primo tra tutti quello del sindaco Ninni Gemmato che ha proceduto con la stesura di una lettera inviata al Prefetto e di una diffida rivolta al Direttore Generale ASL.

TerlizziViva si è interfacciata, per ulteriori delucidazioni, con Domenico De Santis, consigliere del presidente Emiliano per i rapporti con il Parlamento, gli enti locali e le OO.SS. De Santis spiega le ragioni sottese al modus operandi della Direzione Strategica ASL di Bari e tenta di placare l'allarmismo diffusosi nel paese.

Non solo l'ospedale Sarcone non chiude i battenti, ma viene ampliato il numero di posti letto che da 25 passano a 50. Rassicura, inoltre, che una volta superata l'emergenza da Coronavirus, il nosocomio vedrà un ulteriore rafforzamento attraverso l'incremento di servizi ambulatoriali e specialistici. Infine, annuncia che il governatore Emiliano è riuscito a reperire fondi pari a 107 milioni di euro per la futura costruzione del nuovo ospedale del nord barese.

Di seguito, le domande poste a Domenico De Santis dalla redazione di TerlizziViva.

A seguito della decisione della Direzione Strategica ASL di Bari che ha individuato l'ospedale terlizzese "Michele Sarcone" quale punto di riferimento di post-acuzie, ritiene che il nosocomio possa assolvere la sua funzione di supporto in questo periodo di forte emergenza da Coronavirus in cui si assiste giorno dopo giorno all'innalzamento del numero di contagi?
«L'ospedale di Terlizzi non chiude. Il Dipartimento Regionale insieme alla ASL lo sta potenziando secondo quanto stabilito anni fa all'interno della rete integrata di servizi sanitari, trasformandolo in un moderno presidio post acuzie. In prima linea, per la riabilitazione pneumologica e cardiologica.
L'ospedale a luglio contava 25 posti letto, mentre tra pochi giorni ne avrà 50 a regime. Al di là delle polemiche politiche, questi sono fatti.
Finita questa emergenza, sarà rafforzato e i servizi ambulatoriali e specialistici aumenteranno per i cittadini di Terlizzi e dei paesi vicini.
Durante l'emergenza a Terlizzi arriveranno gli ex malati di Coronavirus per la riabilitazione. La riabilitazione di pneumologia, già attiva, è una eccellenza che ha legami stretti con il Policlinico di Bari e sperimenterà ricerche avanzate.
Invece, qualcuno vorrebbe far arrivare i malati, facendo rischiare molto agli operatori dell'ospedale e ai cittadini terlizzesi».


A partire da oggi, 16 marzo, il Pronto Soccorso del "Sarcone" di Terlizzi è ufficialmente chiuso. È una soluzione che deriva da motivi consolidati già nel passato o in questo periodo di grandi criticità ha subito un'accelerazione?
«Prima di tutto, vorrei chiarire ai terlizzesi che la chiusura del pronto soccorso è nota a tutte le istituzioni da anni, per via del Decreto Ministeriale n. 70/2015.
I tecnici sanno bene che il pronto soccorso non è sicuro sia per gli operatori sia per i pazienti, perché mancano tutti i reparti complessi per le acuzie.
Chi oggi contesta questa chiusura, non ha mai presentato un ricorso al TAR per contestarne la scelta ai sensi delle norme vigenti, ma oggi affigge striscioni per provare a speculare politicamente. Chi si comporta così, si dovrebbe vergognare. Specialmente in un momento del genere.
Gli scienziati e i medici oggi dicono che tenere aperto il pronto soccorso di Terlizzi farebbe rischiare la vita agli operatori e ai cittadini. Se un paziente affetto da Coronavirus si dovesse presentare al Sarcone, si rischierebbe un focolaio, perché la struttura non è attrezzata, non ha un reparto di malattie infettive, non ha un percorso autonomo per i malati.
Non bastano un ipotetico reparto di pneumologia e due ventilatori; servono un reparto di malattie infettive, di cardiologia e di altre unità operative complesse».


Il Pronto Soccorso del "Sarcone" sarà sostituito dalle c.d. "ambulanze medicalizzate". Quante ne saranno messe a disposizione e che territorio dovranno coprire?
«Per i terlizzesi non cambierà nulla, perché ci saranno un'ambulanza INDIA e un'auto medica. Gli stessi servizi di ieri ci saranno anche da oggi. Anzi, se dovesse servire, attraverso il 118, l'auto medica arriverà direttamente a casa per la visita e l'intervento sanitario».

È previsto a Terlizzi l'allestimento di tende pre-triage fuori dall'ospedale per i casi sospetti da Coronavirus?
«No, perché i malati di Coronavirus non devono andare a Terlizzi. Lo ripeto, scienziati e medici ritengono pericoloso portare malati di Covid-19 a Terlizzi. Si rischierebbe un focolaio di operatori e cittadini.
La scelta di Emiliano è stata quella di salvaguardare la salute dei Terlizzesi e degli operatori. Per i malati di Coronavirus si sono scelti ospedali che hanno tutti i reparti e che possiedono percorsi autonomi per il pronto soccorso.
Tra l'altro, vorrei dire che le valutazioni di questi giorni si iscrivono nel rafforzamento della sanità nel nord barese. Emiliano con questa scelta rispetta la Carta di Ruvo; nonostante l'egoismo isolato di alcuni amministratori, la maggioranza dei sindaci si è espressa favorevolmente al piano presentato in Regione.
Emiliano ha pure trovato 107 milioni di euro per costruire il nuovo Ospedale del Nord Barese. E questa dovrebbe essere la cosa più importante di tutte e di cui essere felici. Adesso tutti insieme dovremmo impegnarci per fare in fretta sia per la sua progettazione che per sua la realizzazione, perché questo territorio merita un'offerta sanitaria di altissima qualità».
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