
De Chirico tra gli olivicoltori in protesta per invasione olio di scarsa qualità dal Nord Africa
Il sindaco di Terlizzi: «Dietro quei 300 agricoltori ci sono le famiglie»
Il primo cittadino terlizzese ha voluto significare vicinanza agli olivicoltori del comparto del Nord Barese, in lotta per l'invasione di olio dal Nord Africa sulle tavole degli italiani, sul caro carburanti per lavorare in campagna e sulla cattiva gestione dell'esportazioni verso altri mercati del prodotto locale. C'è da chiedersi dove sono attualmente il governo nazionale e quello regionale su questi temi e c'è da chiedersi perché molti parlamentari, anche di gruppi politici vicini ai primi cittadini, abbiano lasciato che l'Unione Europea consentisse, col voto di parlamentari di area, l'ingresso di olio tunisino negli anni scorsi, una vera e propria invasione denunciata da tante sigle di settore.
Queste le parole di De Chirico a margine dell'incontro:
Oggi, davanti a me, c'erano centinaia di persone. Ma dietro quei 300 agricoltori ci sono centinaia di famiglie. Ho guardato i loro volti, ascoltato le loro parole e visto la rabbia di chi lavora tutto l'anno e rischia di non riuscire più a far quadrare i conti.
Questa mattina sono stato al loro fianco a Bitonto, dove una protesta forte ha portato anche al blocco dello svincolo sulla Provinciale 231.
Ma il vero blocco è un altro.
È quello di un sistema in cui il prezzo dell'olio è sceso da circa 9 a 4 euro al chilo, mentre concimi, sementi e gasolio continuano a costare sempre di più. E gli agricoltori indicano anche altre questioni che, a loro avviso, stanno contribuendo a mettere in difficoltà il comparto. Da una parte, l'ingresso di olio tunisino attraverso il porto di Bari, considerato da molti una delle cause della forte pressione sui prezzi. Dall'altra, la vendita delle olive agli oleifici del Nord, che sottrae valore alla nostra filiera e al nostro territorio.
Sono questioni che meritano risposte e, soprattutto, chiarezza.
Perché dietro una bottiglia di olio non c'è soltanto un prodotto.
C'è il lavoro nei campi.
Ci sono i frantoi.
Ci sono famiglie che, da generazioni, vivono di agricoltura.
È anche per questo che ho scelto di esserci. Per ascoltare chi ogni giorno lavora la terra e per chiedere che le sue ragioni arrivino ai tavoli dove si prendono le decisioni. Teniamo alta l'attenzione su questa emergenza. Difendere l'olivicoltura significa difendere il lavoro, la nostra economia e una parte essenziale dell'identità di questo territorio.



Ricevi aggiornamenti e contenuti da Terlizzi 



.jpg)


