Daniel Giannelli Tommaso Parisi Adriana Catarin
Daniel Giannelli Tommaso Parisi Adriana Catarin
Vita di città

Daniel e Agostina Giannelli: due argentini di origini terlizzesi che hanno ottenuto la cittadinanza italiana

Si tratta dei primi due casi di extracomunitari che ottengono la cittadinanza a Terlizzi

Di nascita argentina ma di sangue terlizzese, Daniel Nicolás Giannelli, settant'anni il prossimo novembre, e sua figlia Agostina María Giannelli, trent'anni, sono i primi extracomunitari che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, rispettivamente a luglio 2019 e ad agosto 2020, attraverso un procedimento intrapreso proprio a Terlizzi.

La redazione di TerlizziViva li ha contattati per raccontare la loro storia personale e l'amore che nutrono per lo Stivale, in particolar modo per il nostro paese. Entrambi sono persone qualificate e nonostante le scelte dei loro avi li abbiano condotti all'estero, è stato sempre forte il desiderio di riconoscersi ufficialmente come italiani.

Attualmente in pensione, Daniel è un ingegnere civile e possiede un'azienda a conduzione familiare in Argentina specializzata nella distribuzione di libri in lingua straniera. Agostina, invece, ha in tasca un master in Marketing e Comunicazione e lavora in Spagna nel settore del marketing-e-commerce.

La competenza a effettuare il riconoscimento della cittadinanza italiana è del Sindaco del Comune dove l'interessato ha stabilito la residenza, meglio se nello stesso Comune di origine dei propri avi per velocizzare i tempi del procedimento. Una volta iscritto all'anagrafe del Comune di Terlizzi, Daniel Giannelli ha potuto dare avvio alla procedura presentando i documenti necessari.

La cittadinanza italiana si trasmette, in generale, per sangue e cioè genitore italiano genera figli italiani, indipendentemente da dove essi nascano. La richiesta di riconoscimento del possesso della cittadinanza italiana "jure sanguinis" riguarda i discendenti di cittadini italiani, nati in uno Stato che invece prevede la cittadinanza "jus soli" (cioè chi nasce in quello Stato, ne è cittadino). Ciò avviene negli Stati Americani, come l'Argentina nel nostro caso.

Si rammenta che per ottenere la cittadinanza secondo il principio dello "jus sanguinis" occorrono due requisiti basilari: innanzitutto, la discendenza da soggetto italiano, ovvero il dante causa (l'avo emigrato); in secondo luogo, l'assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza: vale a dire la mancata naturalizzazione straniera non solo dell'avo italiano, ma anche dei suoi discendenti in linea retta, fino ad arrivare al richiedente medesimo.

A rispondere alle nostre domande è stato Daniel Giannelli che ha ripercorso in maniera puntuale le sue origini, ha dato spazio alle sue emozioni sull'Italia e ha descritto la procedura per conseguire la cittadinanza.

Daniel, cominciamo dal principio, ti andrebbe di narrarci la storia della tua famiglia?
«Le mie origini italiane provengono dai genitori di mio padre: Nicola Doménico Giannelli e Ángela Pischetola, entrambi nati a Terlizzi.
Subito dopo la fine della prima guerra mondiale mio nonno emigrò da solo in Argentina in cerca di un lavoro con l'obiettivo di portare con sé la sua famiglia il prima possibile. Questo non è successo prima degli anni '20, quando mia nonna e i suoi due bambini piccoli si sono recati in America.
A quei tempi i viaggi degli immigrati erano molto difficili e scomodi. La nave che ha portato mia nonna da Genova in America era estremamente affollata. Ha dovuto sopportare le tempeste sul ponte della nave insieme ai suoi due bambini piccoli, il più grande di soli cinque anni.
Gli altri suoi due figli, mio ​​padre e sua sorella, sono nati quando la famiglia era già stabilita in Argentina.
Come tutte le famiglie di immigrati, la mia ha sempre ricordato il tempo in cui viveva in Italia. I miei nonni hanno lasciato la loro terra per necessità, ma non hanno mai smesso di sognare di tornare. Purtroppo non è stato possibile, ma hanno lasciato nei figli il forte desiderio di conoscere il paese dei genitori.
Dopo la morte dei miei nonni (anni '80), i miei genitori hanno potuto visitare Terlizzi e godere del calore umano della famiglia Parisi, i loro cugini. Dopo il loro ritorno a casa, mia madre scrisse un diario in cui annotava i nomi e la parentela di ogni membro della famiglia e alcuni aneddoti del viaggio.
Sono cresciuto lontano da mia nonna, ma andavamo a trovarla spesso e ho potuto gustare i piatti italiani che preparava. Ricordo in particolare la sua preparazione dei mitici "strascinati" che tutti mangiavamo con devozione. Tuttavia, il mio bisogno di conoscere il paese dei miei nonni è emerso molto più tardi.
Nel 2015 mi sono recato ad Ancona per lavoro e ho deciso di andare a Terlizzi. Con le poche informazioni che avevo, trovai Giovanni Parisi, figlio di Tommaso Parisi, cugino di mio padre. Avevo già 65 anni e rimpiango ancora di non aver iniziato questa ricerca molto prima nella mia vita. La mia vita a Terlizzi, dove ho conosciuto anche Marta e Lina, le sorelle di Giovanni, è stata proprio come mia madre l'ha descritta nel suo diario: piena di gioia e calore.
Dopo la mia prima visita a Terlizzi nel 2015, sono tornato altre 3 volte. Con me sono venute anche mia moglie Adriana e mia figlia Agostina».


Daniel, cosa pensi dell'Italia e di Terlizzi in particolare?
«L'Italia è un Paese così bello!
I suoi paesaggi sono da sogno. Ho avuto più di un'opportunità per godermi l'Italia dal Veneto alla Sicilia. La sua vecchia storia copre la maggior parte della storia umana, essendo una parte importante di essa. La sua cultura non è seconda a nessuno, origine ed esempio per il mondo intero.
Quello che preferisco di più dell'Italia è la sua gente. Dopo aver visitato diversi Paesi, posso dire che solo in Italia mi sento a casa. La ragione di ciò è che molte persone in Argentina hanno sangue italiano: migliaia di italiani sono emigrati in Argentina portando la loro cultura e tramandandola di generazione in generazione. Quando incontriamo la nostra famiglia in Italia, ritroviamo magicamente le nostre tradizioni familiari.
Terlizzi è un mix di sensazioni e sentimenti profondi. La sua architettura medievale è bellissima, tanto quanto i costumi e le abitudini della sua gente. Camminare per le strade di Terlizzi e ascoltare le voci forti che parlano il dialetto per me significa musica: la voce di mia nonna».


Daniel, qual è stata la procedura seguita per ottenere la cittadinanza italiana?
«Nel 2019 ho ottenuto la cittadinanza italiana, ora sono argentino e italiano, così come mia figlia Agostina. Abbiamo avuto per tutte le procedure il prezioso aiuto di Tommaso Parisi, figlio di mio cugino Giovanni, che guarda caso si occupa di consulenza legale per persone straniere.
In entrambi i casi il responsabile del Comune è stata la Dott.ssa Tiziana Barile. Lei e il suo team sono stati molto gentili e professionali, e li ringrazio profondamente per il loro lavoro.
Prima io e poi mia figlia Agostina abbiamo dovuto presentare tutta la documentazione relativa ai nostri ascendenti (atti di nascita, atti di matrimonio ecc) tutti tradotti e legalizzati.
Il documento più importante è l'atto di non naturalizzazione dell'avo italiano, che attesta che quest'ultimo non ha mai rinunciato alla cittadinanza italiana.
Sono stati, inoltre, gli uffici demografici-stato civile del Comune di Terlizzi ad aver chiesto, ai rispettivi Consolati Italiani in Argentina competenti per i luoghi di residenza dei richiedenti, che nessuno dei nostri ascendenti abbia mai rinunciato alla cittadinanza italiana».
Agostina Giannelli
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