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Coldiretti attacca duro la Regione sulla gestione dell'emergenza Xylella

«L'assessore Di Gioia sbaglia tempi e metodi»

"L'Assessore Di Gioia sbaglia tempi e modi e si conferma del tutto inadeguato ad affrontare l'emergenza Xylella". E' il commento del presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, per gli esiti del primo tavolo istituzionale convocato in Assessorato regionale all'Agricoltura, dove l'Assessore Di Gioia ha deciso di fare la comparsa per pochi minuti.

Troppo tardi interviene per riempire un decreto vuoto privo dei contenuti necessari al Salento – dice Muraglia - al quale lui stesso si è vantato di aver collaborato. Ormai il decreto per le emergenze dovrà seguire l'iter parlamentare, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli emendamenti ora vanno discussi con i parlamentari, a cui già stiamo sottoponendo e illustrando le modifiche indispensabili".

Muraglia sottolinea le responsabilità della Regione sul problema della Xylella, come il «mistero dei 110 milioni di euro regionali, le domande di espianto bloccate da anni per i vincoli regionali, la gestione della legna, la movimentazione delle piante all'interno dell'area infetta e il silenzio sulla richiesta di stato di calamità 2018 per la Xylella e tanto altro ancora».

"Si infittisce il mistero dei milioni di euro che prima appaiono e poi scompaiono - ironizza il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis, a capo della delegazione presente all'incontro - perché i 110 milioni di euro della Regione Puglia promessi la settimana scorsa non sarebbero disponibili, così ci dice il Direttore dell'Assessorato Nardone, perché avanzo del POR. Devono tornare al Fondo di Coesione per poter essere successivamente riassegnati. Quindi, le uniche risorse disponibili allo stato attuale sono i 30 milioni stanziati dal Ministro Lezzi che vanno dati, abbiamo ribadito, esclusivamente agli agricoltori. Nessuna notizia circa la richiesta di stato di calamità naturale per la Xylella per il 2018.".

"Neppure con il PSR l'Assessore regionale Di Gioia – aggiunge De Miccolis - è riuscito ad aiutare gli olivicoltori dell'area infetta, con 536 aziende finanziabili con il bando per la ricostituzione del patrimonio olivicolo che, dopo tre mesi di istruttoria, non hanno ricevuto la necessaria autorizzazione all'espianto degli alberi infetti, nonostante sia passato in Consiglio regionale il 21 dicembre scorso, su sollecitazione di Coldiretti, la norma di semplificazione che permette di derogare ai vincoli ambientali, forestali e idrogeologici di carattere regionale. Sono 16 milioni di euro bloccati a cui si aggiungono 32 milioni di euro di un altro bando del PSR per gli investimenti delle imprese olivicole dell'area infetta, il cui avviso pubblico è stato approvato l'8 marzo ed è ancora al palo anche il bando del PSR per strutture di trasformazione, frantoi cooperativi, aziendali e industriali, altri 50 milioni di euro tuttora inutilizzati". Senza uscita regionale la questione legna per cui "il pericolo 'sputacchina' annidata fantascientificamente su pezzi di legna non infetta - conclude De Miccolis - ha fatto arenare l'ennesimo provvedimento per il Salento".
  • Coldiretti Puglia
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