Quarto incontro Festival per la legalit giugno
Quarto incontro Festival per la legalit giugno
Attualità

Chiusura del "Festival per la legalità" con l'impegno civico di Giuseppe Antoci e Paolo Borrometi

Don Ciro Miele: «La Chiesa chieda perdono per i suoi peccati di omertà»

«Bisogna attivare la scelta, nel senso di scegliere da che parte stare» è la frase chiave del quarto incontro della dodicesima edizione del "Festival per la legalità" che lo scorso mercoledì, 28 giugno, ha visto interfacciarsi col pubblico due testimoni di legalità, di origine siciliana, fra i più scortati d'Italia: Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi in Sicilia, e il giornalista d'inchiesta Paolo Borrometi. Ogni giorno fanno i conti col mettere a rischio la propria vita pur di contrastare a voce alta la mafia: nonostante gli attentati dai quali sono miracolosamente usciti indenni, affermano in maniera assertiva che «Noi non rallentiamo i nostri movimenti. Continuiamo a girare. Raccontiamo chi sono loro e chi siamo noi, non lasciandoci terrorizzare dal fare nomi e cognomi».

La missione di Antoci e Borrometi è quella di gettare semi di speranza, affinché possano crescere radici in un terreno di valori. «La mafia si batte con i valori e non soltanto con le manette». Centrale il sentimento di paura che appare quale altra faccia della medaglia del coraggio: Antoci e Borrometi condividono telefonate notturne in cui piangono, poiché si sentono reciprocamente accolti e capiti quando le intimidazioni si fanno feroci.

Borrometi spiega che ci sono tre modi per annientare l'esistenza di un uomo: attraverso le minacce, isolandolo con le diffamazioni e uccidendolo fisicamente. Se la morte fisica, però, avviene soltanto una volta, al contrario quella del proprio "io interiore" accompagna in ogni istante. «Un altro modo per morire è guardarsi allo specchio e sentirsi sporco. Il perno ruota intorno al "cosa vuoi fare di te stesso"», chiosa Antoci che con decisione asserisce che «Chi fa l'amministratore lo deve fare con la schiena dritta».

Per quanto siano importanti per il loro denso valore simbolico, le commemorazioni vanno supportate da azioni concrete grazie a valide normative. Il "Protocollo di legalità Antoci" ha valenza nazionale, poiché è stato inserito nel Codice Antimafia: la stesura del testo legislativo è costata cara ad Antoci, che ha visto sottoporre pure le sue figlie a importanti misure di sicurezza a tutela della loro integrità.

«La vera rivoluzione sta nel metterci la faccia, persino nell'estremo sacrificio», osserva Borrometi che, tuttavia, retoricamente chiede, «In questo Paese per fare il proprio dovere, bisogna per forza correre il rischio di venire ammazzati?». Si rende necessario, dunque, addestrarsi a «una coscienza che lotta». Le vittime dei morti di mafia sono assetate di verità e non di vendetta: vogliono comprendere gli oscuri meccanismi che hanno depistato dal giungere a risposte certe e incontrovertibili.

La vivace e combattiva verve di Antoci e Borrometi ha catalizzato l'attenzione del pubblico: è dirimente godere di «credibilità», cosicché anche l'uditorio possa maturare dentro di sé la consapevolezza di dover contribuire allo smascheramento dei sistemi anti-Stato e al miglioramento della società. «Se perdiamo pezzi di Paese, li regaliamo a loro. Facciamo parte di una grande squadra che è lo Stato».

Il dialogo è stato ulteriormente arricchito dall'intervento di Don Ciro Miele, teologo e giornalista, che si definisce un «prete volutamente fuori dalle righe». La sua dissertazione, effettivamente, è stata connotata da tratti innovativi: obiettività e spirito critico hanno colto aspetti delle condotte del clero non sempre in sintonia con i principi sbandierati.

«Occorre chiedere perdono per i peccati di omertà commessi dalla Chiesa. Talvolta il potere religioso ha utilizzato la paura per indurre alla sottomissione», evidenzia senza timore Don Ciro che annovera anche un'esperienza accademica come docente di teologia fondamentale ed ecumenismo.

Per Don Ciro diventa una prerogativa «riscoprire la bellezza dell'uomo e innamorarsi dell'umanità nella normalità della vita». Egli, peraltro, si sente «meno mosca bianca» grazie all'unica figura che, ad oggi, parrebbe essere quella più rivoluzionaria, Papa Francesco.
con Sindaco De ChiricoFoto di gruppo giugnopubblico
  • Festival per la Legalità
  • Paolo Borrometi
  • È fatto giorno
Altri contenuti a tema
Festival per la legalità: questa sera a Terlizzi Giovanni Moro Festival per la legalità: questa sera a Terlizzi Giovanni Moro Appuntamento al Chiostro delle Clarisse
Annullato l'incontro di questa sera con Luca Trapanese Annullato l'incontro di questa sera con Luca Trapanese Assessore al Comune di Napoli, è alle prese con i sismi campani
A Terlizzi Luca Trapanese, omossessuale single che ha adottato una bambina con sindrome di Down A Terlizzi Luca Trapanese, omossessuale single che ha adottato una bambina con sindrome di Down Giovedì 23 maggio terzo appuntamento del "Festival per la legalità"
"Festival per la legalità", Laura Sgrò a Terlizzi ripercorre la vicenda di Emanuela Orlandi "Festival per la legalità", Laura Sgrò a Terlizzi ripercorre la vicenda di Emanuela Orlandi La serata è stata dedicata al giornalista Andrea Purgatori
Caso Emanuela Orlandi: a Terlizzi Laura Sgrò, l'avvocato della famiglia Caso Emanuela Orlandi: a Terlizzi Laura Sgrò, l'avvocato della famiglia Appuntamento sabato 18 maggio nel Chiostro delle Clarisse
Ottima la prima per il "Festival per la legalità" con Nando dalla Chiesa Ottima la prima per il "Festival per la legalità" con Nando dalla Chiesa Pienone nel Chiostro delle Clarisse
Nando dalla Chiesa a Terlizzi: presenterà il suo libro "La legalità è un sentimento" Nando dalla Chiesa a Terlizzi: presenterà il suo libro "La legalità è un sentimento" È il primo incontro della tredicesima edizione del "Festival per la legalità"
Il “Festival per la legalità” di Terlizzi giunge alla sua tredicesima edizione Il “Festival per la legalità” di Terlizzi giunge alla sua tredicesima edizione Un viaggio attraverso storie, diritti e cittadinanza
© 2001-2024 TerlizziViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
TerlizziViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.