Terlizzi, stop del TAR al biogas a Monte Serino
Area di valore archeologico, accolto il ricorso del Comune
lunedì 27 aprile 2026
Si chiude, almeno per ora, una delle vicende più discusse degli ultimi anni in città: il Tribunale amministrativo regionale della Puglia ha annullato l'autorizzazione unica regionale per la realizzazione dell'impianto di digestione anaerobica previsto in contrada Monte Serino.
Una decisione che accoglie il ricorso presentato dal Comune di Terlizzi, sostenuto da associazioni del territorio e liberi cittadini, e che arriva al termine di un lungo percorso segnato da mobilitazione civica e confronto pubblico.
Alla base della sentenza, il riconoscimento del valore dell'area interessata: i giudici amministrativi hanno infatti ritenuto prevalenti le esigenze di tutela di un sito definito di «indiscusso potenziale archeologico», strettamente legato al tracciato della via Appia Traiana. Un contesto ricco di testimonianze storiche, tra antichi tratturi, cisterne e resti di necropoli, la cui integrità sarebbe stata compromessa dalla realizzazione dell'impianto.
Il progetto prevedeva un insediamento di circa quattro ettari, con vasche di grandi dimensioni, in una zona agricola ritenuta di particolare pregio storico e paesaggistico. Tra gli elementi critici evidenziati nel procedimento anche i ripetuti pareri negativi della Soprintendenza e la mancata autorizzazione all'espianto di centinaia di ulivi.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Michelangelo De Chirico: «Il TAR di Bari ha annullato l'autorizzazione per un impianto previsto in uno dei luoghi più preziosi del nostro territorio», ha dichiarato, sottolineando come si tratti di «una stratificazione millenaria di storia e identità che abbiamo il dovere di consegnare intatta alle generazioni future».
Il primo cittadino ha quindi ringraziato il legale del Comune, le associazioni costituitesi in giudizio e tutti coloro che, anche fuori dal procedimento formale; «Grazie all'avvocato del Comune, Beppe Macchione, che ha guidato con competenza e determinazione ogni passaggio di questa battaglia legale.
Grazie al Circolo Legambiente "Amici di Vito e Clara" e all'Associazione Via Francigena Appia Traiana (rappresentate dalle avvocatesse Giovanna De Leo, Enrica Morgese e Rossella Chieffi), che si sono costituite in giudizio al nostro fianco.
E grazie anche all'ex assessore Arch. Antonio Vendola, all'assessore Avv. Michele Berardi e all'associazione Puliamo Terlizzi che, pur non essendosi costituita formalmente nel ricorso, non ha mai smesso di esserci.
È la conferma che una comunità unita, quando sa cosa vale e cosa vuole difendere, può incidere sui cambiamenti».
Fin dall'inizio, la realizzazione dell'impianto è stata al centro di un acceso dibattito pubblico, diventando una questione particolarmente sentita dalla comunità terlizzese, sospesa tra esigenze di sviluppo e tutela del patrimonio storico e ambientale.
La sentenza non esclude in via generale la possibilità di impianti di questo tipo, ma stabilisce l'incompatibilità del progetto con il sito individuato, lasciando aperta la strada a eventuali soluzioni alternative più coerenti con le caratteristiche del territorio.
Una decisione che accoglie il ricorso presentato dal Comune di Terlizzi, sostenuto da associazioni del territorio e liberi cittadini, e che arriva al termine di un lungo percorso segnato da mobilitazione civica e confronto pubblico.
Alla base della sentenza, il riconoscimento del valore dell'area interessata: i giudici amministrativi hanno infatti ritenuto prevalenti le esigenze di tutela di un sito definito di «indiscusso potenziale archeologico», strettamente legato al tracciato della via Appia Traiana. Un contesto ricco di testimonianze storiche, tra antichi tratturi, cisterne e resti di necropoli, la cui integrità sarebbe stata compromessa dalla realizzazione dell'impianto.
Il progetto prevedeva un insediamento di circa quattro ettari, con vasche di grandi dimensioni, in una zona agricola ritenuta di particolare pregio storico e paesaggistico. Tra gli elementi critici evidenziati nel procedimento anche i ripetuti pareri negativi della Soprintendenza e la mancata autorizzazione all'espianto di centinaia di ulivi.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Michelangelo De Chirico: «Il TAR di Bari ha annullato l'autorizzazione per un impianto previsto in uno dei luoghi più preziosi del nostro territorio», ha dichiarato, sottolineando come si tratti di «una stratificazione millenaria di storia e identità che abbiamo il dovere di consegnare intatta alle generazioni future».
Il primo cittadino ha quindi ringraziato il legale del Comune, le associazioni costituitesi in giudizio e tutti coloro che, anche fuori dal procedimento formale; «Grazie all'avvocato del Comune, Beppe Macchione, che ha guidato con competenza e determinazione ogni passaggio di questa battaglia legale.
Grazie al Circolo Legambiente "Amici di Vito e Clara" e all'Associazione Via Francigena Appia Traiana (rappresentate dalle avvocatesse Giovanna De Leo, Enrica Morgese e Rossella Chieffi), che si sono costituite in giudizio al nostro fianco.
E grazie anche all'ex assessore Arch. Antonio Vendola, all'assessore Avv. Michele Berardi e all'associazione Puliamo Terlizzi che, pur non essendosi costituita formalmente nel ricorso, non ha mai smesso di esserci.
È la conferma che una comunità unita, quando sa cosa vale e cosa vuole difendere, può incidere sui cambiamenti».
Fin dall'inizio, la realizzazione dell'impianto è stata al centro di un acceso dibattito pubblico, diventando una questione particolarmente sentita dalla comunità terlizzese, sospesa tra esigenze di sviluppo e tutela del patrimonio storico e ambientale.
La sentenza non esclude in via generale la possibilità di impianti di questo tipo, ma stabilisce l'incompatibilità del progetto con il sito individuato, lasciando aperta la strada a eventuali soluzioni alternative più coerenti con le caratteristiche del territorio.