Scuola dell'infanzia Catalano-Rodari, il disappunto dell'UDC
L'appello del partito centrista all'amministrazione De Chirico
giovedì 5 novembre 2026
L'Unione di Centro (U.D.C.) di Terlizzi si fa portavoce dell'indignazione e del disagio delle famiglie, del personale scolastico e dell'intera comunità cittadina di fronte all'incredibile vicenda della Scuola dell'Infanzia "Catalano/Rodari". Un edificio scolastico fondamentale per il nostro territorio, chiuso ormai da tre anni e lasciato in uno stato di incertezza che non è più tollerabile.
Togliere alla popolazione scolastica la fruizione del plesso Catalano significa privare i nostri bambini più piccoli di spazi idonei, sicuri e a loro misura, costringendo famiglie e docenti a prolungati e ingiustificati trasferimenti presso altre sedi aggregate. La scuola dell'infanzia rappresenta il primo presidio educativo e sociale di una comunità: vederla chiusa per anni senza risposte chiare sulle tempistiche di riapertura è un segnale di grave disattenzione verso il mondo dell'istruzione e i diritti dell'infanzia.Non è più il tempo dei rinvii o delle giustificazioni burocratiche. Il diritto alla studio e alla qualità degli ambienti scolastici non può essere subordinato a ritardi amministrativi. Per queste ragioni, l'U.D.C. di Terlizzi si rivolge direttamente al Sindaco e all'Amministrazione Comunale, chiedendo con fermezza di:
1. rendere pubblico lo stato dei fatti, chiarendo quali siano gli interventi tecnici, i collaudi o le certificazioni ancora mancanti per l'agibilità dell'immobile;
2. definire e comunicare alla città una data precisa e vincolante per la riapertura della scuola e il ritorno delle sezioni dell'infanzia nella loro sede naturale;
3. prioritizzare le risorse necessarie nel piano delle opere pubbliche per completare in tempi rapidi tutti i lavori di ripristino e messa in sicurezza.
I bambini e le famiglie di Terlizzi meritano rispetto, efficienza e strutture adeguate. L'U.D.C. continuerà a far sentire la propria voce finché la Scuola dell'Infanzia "Catalano/Rodari" non sarà restituita alla città.