Presentata a Terlizzi l’associazione “Le vie di San Michele”
Con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, culturale e religioso legato al culto
domenica 10 maggio 2026
Si è tenuto nella serata di giovedì 7 maggio nella Concattedrale di Terlizzi l'incontro di presentazione dell'associazione "Le vie di San Michele", una realtà nata con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, culturale e religioso legato al culto di San Michele Arcangelo e di promuovere percorsi di ricerca e studio attraverso itinerari condivisi, riconducibili ai cosiddetti "cammini di San Michele" presenti in Italia e in Europa. Il culto micaelico, infatti, conserva in città un valore che va oltre l'aspetto strettamente religioso, diventando espressione di memoria collettiva, appartenenza e tradizione.
A moderare l'incontro è stato Michele Ficco, coordinatore dell'associazione per Terlizzi, che ha guidato il confronto tra gli ospiti intervenuti: il sindaco Michelangelo De Chirico, l'assessora alla Cultura Daniela Zappatore, il vicepresidente dell'associazione "Le vie di San Michele" Domenico Viti, Laura Giovine, vice presidente della Pro Loco Unpli locale e il parroco della Concattedrale don Roberto De Bartolo.
Nel corso della serata è stato inoltre sottolineato il Patto d'Amicizia promosso dallo stesso Michele Ficco e siglato dall'associazione con il Comune di Terlizzi e con la Pro Loco Unpli, guidata dal presidente Franco Dello Russo, con l'intento di costruire iniziative condivise e coinvolgere la comunità nel riscoprire il valore storico e spirituale del Santo.
L'incontro è stato arricchito dalla partecipazione del coro cittadino Jubilæum, diretto dal Maestro Fabio D'Amato, e dalla voce del soprano Carola Ricciotti, che hanno impreziosito la serata con momenti musicali particolarmente apprezzato.
Per la comunità terlizzese, San Michele continua a essere non soltanto una figura religiosa, ma una presenza simbolica che accompagna la città nei momenti di gioia e nelle difficoltà, custodendo una memoria tramandata di generazione in generazione. Una devozione viva che, ancora oggi, continua a unire la comunità nel segno della fede e dell'identità condivisa.
Emblematico lo scatto che vi mostriamo in fondo a questo articolo, che ci ha fornito Nicolò Cagnetta; la foto, scattata nella città dei fiori, è testimonianza viva di un partecipatissimo pellegrinaggio risalente agli anni '50, quando si raggiungeva a piedi, in bicicletta o con i mezzi di quei tempi, il santuario di Monte Sant'Angelo, sul Gargano, meta di devozione da oltre 1500 anni.
A moderare l'incontro è stato Michele Ficco, coordinatore dell'associazione per Terlizzi, che ha guidato il confronto tra gli ospiti intervenuti: il sindaco Michelangelo De Chirico, l'assessora alla Cultura Daniela Zappatore, il vicepresidente dell'associazione "Le vie di San Michele" Domenico Viti, Laura Giovine, vice presidente della Pro Loco Unpli locale e il parroco della Concattedrale don Roberto De Bartolo.
Nel corso della serata è stato inoltre sottolineato il Patto d'Amicizia promosso dallo stesso Michele Ficco e siglato dall'associazione con il Comune di Terlizzi e con la Pro Loco Unpli, guidata dal presidente Franco Dello Russo, con l'intento di costruire iniziative condivise e coinvolgere la comunità nel riscoprire il valore storico e spirituale del Santo.
L'incontro è stato arricchito dalla partecipazione del coro cittadino Jubilæum, diretto dal Maestro Fabio D'Amato, e dalla voce del soprano Carola Ricciotti, che hanno impreziosito la serata con momenti musicali particolarmente apprezzato.
Per la comunità terlizzese, San Michele continua a essere non soltanto una figura religiosa, ma una presenza simbolica che accompagna la città nei momenti di gioia e nelle difficoltà, custodendo una memoria tramandata di generazione in generazione. Una devozione viva che, ancora oggi, continua a unire la comunità nel segno della fede e dell'identità condivisa.
Emblematico lo scatto che vi mostriamo in fondo a questo articolo, che ci ha fornito Nicolò Cagnetta; la foto, scattata nella città dei fiori, è testimonianza viva di un partecipatissimo pellegrinaggio risalente agli anni '50, quando si raggiungeva a piedi, in bicicletta o con i mezzi di quei tempi, il santuario di Monte Sant'Angelo, sul Gargano, meta di devozione da oltre 1500 anni.