Il sindaco di Terlizzi in visita al Comune di Sanremo
Rinnovato il rapporto per la valorizzazione del settore florovivaistico
lunedì 2 marzo 2026
«Il Festival è giunto al termine. In questa straordinaria vetrina nazionale, anche Terlizzi con i suoi fiori ha avuto il riconoscimento che merita.
A Sanremo ho avuto un incontro istituzionale con il Sindaco Alessandro Mager, con il quale eravamo già in contatto. Insieme abbiamo condiviso un obiettivo chiaro: valorizzare al meglio le nostre identità e costruire nuove occasioni di collaborazione istituzionale».
Così il sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico, al termine della kermesse canora che ha visto vincere Sal Da Vinci. Nei giorni in cui il palco del Teatro Ariston diventava il centro del dibattito nazionale su usi, costumi, musica, moda e tendenze, il primo cittadino ha incontrato le istituzioni del comune ligure per condividere una prospettiva: attraverso la valorizzazione delle reciproche eccellenze, si possono creare circoli virtuosi per puntare ad implementare l'attrattività delle rispettive comunità per trecentosessantacinque giorni l'anno.
Una visione che De Chirico ha sempre portato avanti, convinto che, attraverso i grandi eventi (è stato così per il Giubileo, ad esempio) si possano tessere rapporti e puntare ad una strategia di marketing territoriale condivisa, mutuando di fatto un modello che per esempio nella vicina Giovinazzo è stata vincente.
«Donare un orcio in ceramica - ha spiegato il sindaco di Terlizzi - è stato un gesto semplice ma di prospettiva, un modo concreto per raccontare un'altra nostra eccellenza e continuare a promuovere il territorio con orgoglio.
Un grazie sentito alla Regione Puglia, al Distretto florovivaistico per aver allestito con eleganza e semplicità il balcone centralissimo del Vanityfair Italia dell'Hotel Riviera. C'è molto da lavorare nei prossimi anni - non lo nasconde De Chirico - ma siamo sicuri di avere le potenzialità e la determinazione per toglierci le soddisfazioni che Terlizzi merita. A cominciare dal Teatro Millico, una svolta epocale per la città», è la sua conclusione che sa di manifesto di intenti.
Senza un contenitore culturale adeguato, Terlizzi non può infatti ambire ad intercettare flussi turistici e culturali di un certo spessore.
A Sanremo ho avuto un incontro istituzionale con il Sindaco Alessandro Mager, con il quale eravamo già in contatto. Insieme abbiamo condiviso un obiettivo chiaro: valorizzare al meglio le nostre identità e costruire nuove occasioni di collaborazione istituzionale».
Così il sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico, al termine della kermesse canora che ha visto vincere Sal Da Vinci. Nei giorni in cui il palco del Teatro Ariston diventava il centro del dibattito nazionale su usi, costumi, musica, moda e tendenze, il primo cittadino ha incontrato le istituzioni del comune ligure per condividere una prospettiva: attraverso la valorizzazione delle reciproche eccellenze, si possono creare circoli virtuosi per puntare ad implementare l'attrattività delle rispettive comunità per trecentosessantacinque giorni l'anno.
Una visione che De Chirico ha sempre portato avanti, convinto che, attraverso i grandi eventi (è stato così per il Giubileo, ad esempio) si possano tessere rapporti e puntare ad una strategia di marketing territoriale condivisa, mutuando di fatto un modello che per esempio nella vicina Giovinazzo è stata vincente.
«Donare un orcio in ceramica - ha spiegato il sindaco di Terlizzi - è stato un gesto semplice ma di prospettiva, un modo concreto per raccontare un'altra nostra eccellenza e continuare a promuovere il territorio con orgoglio.
Un grazie sentito alla Regione Puglia, al Distretto florovivaistico per aver allestito con eleganza e semplicità il balcone centralissimo del Vanityfair Italia dell'Hotel Riviera. C'è molto da lavorare nei prossimi anni - non lo nasconde De Chirico - ma siamo sicuri di avere le potenzialità e la determinazione per toglierci le soddisfazioni che Terlizzi merita. A cominciare dal Teatro Millico, una svolta epocale per la città», è la sua conclusione che sa di manifesto di intenti.
Senza un contenitore culturale adeguato, Terlizzi non può infatti ambire ad intercettare flussi turistici e culturali di un certo spessore.