La Megaton targata
La Megaton targata
Volley

7 maggio 2006 ore 19.52: al'PalaGarofani' fu festa. Era B1! (VIDEO)

Terlizzi festeggia i quattordici anni della storica promozione del volley nella terza serie nazionale

Il 7 maggio 2006 alle ore 19.52 Terlizzi ha vissuto l'apoteosi per la pallavolo. La Megaton del presidente Antonio Scarangella e di mister Gino Spaccavento, in un 'PalaGarofani' gremitissimo in ogni ordine di posti, batteva la corazzata e favorita del campionato Pallavolo Chieti con il punteggio di 3-1 (25-23, 23-25, 25-16, 25-21) e approdava in B1.
Il destino non solo volle che quella squadra, di cui andiamo a rivivere i fasti grazie al suo presidente Antonio Scarangella, agli atleti Francesco Del Vecchio, Jonathan Toma, Giovanni La Gioia e Giacinto Martielli ed al portavoce della mitica Gioventù Trelicio Luigi De Nicolo, entrasse di diritto nella storia lieta della comunità della città dei fiori. Noi, nell'edizione odierna del nostro giornale, grazie al ricordo di Libera vi ricordiamo ben altro infausto ricordo legato alla medesima data del 1993.
Di seguito le testimonianze di chi fu protagonista di quella promozione.

ANTONIO SCARANGELLA

Il presidente di quella mitica squadra, Antonio Scarangella, commosso quasi come allora, racconta: «In quella circostanza ho vissuto una delle emozioni più grandi della mia vita. Quella fantastica squadra mi fece vivere la metafora di Davide che battuto Golia. Il Chieti partiva con tutti i favori del pronostico, anche i più scettici la consideravano una corazzata che nulla aveva a che spartire con la categoria in questione, la B2, e molti dei suoi atleti avevano vestito maglie di squadre di B1 e di A2. Sembrava un campionato segnato in partenza, che solo noi folli, coadiuvati da un mix di competenza e spregiudicatezza, avremmo potuto sovvertire. Durante la gara d'andata giocatasi al 'PalaCus' del capoluogo abruzzese, andò in scena uno degli spot più entusiasmanti che il volley poteva offrire: cornice di pubblico da brividi, supporter terlizzesi che invasero Chieti con i loro stendardi e con quei fumogeni che colorarono il cielo di rossoblù. Il palazzetto era gremito, la gara regalò emozioni uniche, con noi mai domi che in rimonta riuscimmo ad imporci per 2-3 (21-25; 25-20; 25-19; 22-25; 11-15), nonostante il blasone del Chieti che scese in campo da capolista e nonostante gli infortuni nel corso della stessa del laterale Francesco Del Vecchio e del centrale Michele Ripa. Dopo il colpaccio in terra teatina la mia squadra acquisì consapevolezza nei propri mezzi e dopo un girone di ritorno avvincente si presentò all'ultima partita con due punti di vantaggio sul team abruzzese. La gara di ritorno avrebbe deciso un'intera stagione. Il 7 maggio 2006, in un 'PalaGarofani' gremito, si verificò l'imponderabile replica del Davide batte Golia. I miei ragazzi sospinti da un palazzetto pieno in ogni ordine di posto, batterono la corazzata Chieti, aggiudicandosi una storica promozione. Le sensazioni non si possono raccontare, vanno vissute. Da Presidente posso solo dirvi che lo stesso Davide negli anni successivi non solo si ripetette distruggendo il mostro sacro Gioia del Colle in B1, ma non si è mai fermato rimanendo per sempre impresso nei nostri cuori rossoblù».

FRANCESCO DEL VECCHIO

Di poche ma toccanti parole il 'Golden Boy' del volley terlizzese di quell'epoca, Francesco Del Vecchio, che ci ha detto: «È indescrivibile vincere un campionato con la squadra del proprio paese, è difficile dimenticare i festeggiamenti post partita sia nel palazzetto che in giro per la città. Tanti bei ricordi riaffiorano ad anni di distanza, spero che un domani la pallavolo terlizzese ritorni a "festeggiare" mille di quelle promozioni».

JONATHAN TOMA

L'opposto Jonathan Toma, soprannominato "il cobra" da speaker e pubblico terlizzese, ci narra: «La forza della nostra squadra era l'unione. Ci si aiutava a vicenda ed eravamo oltre che compagni, direi amici. La svolta di quella magnifica stagione, secondo me, è stata la vittoria in quel di Chieti, vincendo al tie-break in rimonta là, abbiamo capito che avremmo potuto giocarci il primato. Sicuramente la mia emozione principale è che la vivevo con i nostri tifosi, sensazioni uniche, il boato e i vari cori li porto ancora stampati in mente. La Gioventù Trelicio e tutto il pubblico terlizzese era il settimo uomo in campo. Nei loro volti, dopo quell'ultimo pallone messo a terra, rimase l'istantanea in cui è tutt'oggi racchiusa tanta gioia. Ripeto, emozioni uniche. Essendo perfezionista, l'unica cosa che non manderò mai giù, saranno le due sconfitte con quel Marcianise che vinse sia all'andata, sia al ritorno. Eravamo più forti ma non siamo riusciti a batterli; poco conta perché i cavalli di razza si vedono alla fine, abbiamo perso due battaglie, ma alla fine la guerra l'abbiamo vinta noi».

GIOVANNI LA GIOIA

"Il radar" della difesa, il libero Gianni La Gioia, cresciuto a pane e Libertas in quel di Santo Spirito, giocatore eclettico si è aperto con noi: «È stata una stagione fantastica che ricordo con grande emozione perché eravamo una bella squadra, ma sicuramente non la favorita per la vittoria del campionato. Tuttavia partita dopo partita cresceva in noi la consapevolezza della nostra forza e che si poteva raggiungere un gran traguardo. Anche se ci sono stati problemi, inevitabili nel corso di una stagione agonistica, poi quando si scendeva in campo ognuno faceva il meglio per il bene della squadra e per poter raggiungere l'obiettivo. In tutta la stagione ha avuto una grande importanza il gran lavoro del Mister Gino Spaccavento e della società, oltre all'appoggio della splendida tifoseria, capeggiata dalla Gioventù Trelicio. I nostri tifosi rendevano il palazzetto di casa sempre pieno ed erano sempre presenti in trasferta sobbarcandosi viaggi non indifferenti: ecco direi anche io che erano il settimo uomo in campo.
Penso che una partita importante in quel campionato sia stata la vittoria per 3-2 a Chieti ma tra le partite che ricorderò per sempre sarà la vittoria che ci diede la promozione in B1 sempre contro il Chieti: mi è rimasta impressa la visita dei tifosi a fine allenamento, il giorno prima di quella gara. In quella visita inaspettata ci donarono le loro magliette da indossare nel riscaldamento prepartita e il giorno del match ricordo che non riuscii a riposare il pomeriggio e arrivai con largo anticipo al palazzetto da Bari, per vivere a pieno ogni momento. Il mio puzzle si va ricomponendo con altre scene bene impresse: l'arrivo dei compagni di squadra, il riscaldamento, poi l'ingresso in campo scandito dallo speaker che oggi raccoglie i nostri ricordi ed infine la partita. Una gara peraltro nient'affatto in discesa, per via anche dell'infortunio di Francesco Del Vecchio, sostituito alla grande da Gianluca Bisci. E poi l'ultimo agognato punto e il delirio, una felicità immensa, gli abbracci, i cori e, lo ammetto, anche qualche lacrima...
A distanza di 14 anni vi dico ancora "grazie a tutti"».


GIACINTO MARTIELLI

Dal canto suo lo schiacciatore, "lo Zar" del pubblico rossoblù, genio e sregolatezza Giacinto Martielli, con una lacrimuccia ammette: «È sempre una grande emozione ricordare momenti simili, del vissuto in quel di Terlizzi, una Città bellissima e passionale, con un seguito di tifosi a dir poco strepitosi. Per quel che concerne il valore aggiunto della squadra, esso stava probabilmente nella follia dei singoli, che inspiegabilmente, messi insieme, creavano qualcosa di molto forte, un'alchimia particolare. Nonostante non avessimo dalla nostra i favori dei pronostici, eravamo giovani, spregiudicati, avevamo tanta voglia di vincere, di dimostrare a tutti di essere i più forti...e così è stato!! La festa in città, con i nostri tifosi non la dimenticherò mai. E non dimenticherò mai la mia Licia, che ancora oggi sento e vedo. Bella Terlizzi, bella gente».

LUIGI DE NICOLO

Ed un tassello importante di quella festa fu il gruppo ultras Gioventù Trelicio, con Luigi De Nicolo, membro e fondatore del gruppo portante della tifoseria del volley rossoblù, che commosso racconta: «Che dire Francesco, adrenalina a mille, un campionato fantastico. Quanto a quel Terlizzi-Chieti 3-1, posso solo raccontare che noi tifosi abbiamo preparato quella partita anche di notte, canti e coreografia comprese, come forse non era accaduto mai. Ricordo che ci guardavamo in faccia e ci dicevamo: "sarà la nostra vittoria"!
La Gioventù Trelicio quella giornata la ricorderà per sempre, ogni terlizzese presente quel giorno la ricorderà per sempre! Un fragoroso ed immenso urlo di gioia che ruppe il silenzio del 7 maggio, opposto a quel triste boato di quel 7 maggio del 1993 legato all'autobomba».
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