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Terlizzi ha salutato con affetto mons. Cornacchia - FOTO
Una chiesa gremita di affetto e riconoscenza nel giorno che richiama il battesimo di Gesù
Terlizzi - lunedì 12 gennaio 2026
Sguardi carichi di emozione in una Cattedrale gremita di fedeli e addobbata a festa, è così Terlizzi ha affettuosamente accolto l'ultima Celebrazione Eucaristica da vescovo in carica della diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, mons. Domenico Cornacchia.
Una mattinata, quella di domenica 11 gennaio, iniziata con i ringraziamenti del parroco don Roberto De Bartolo nei confronti di sua Eccellenza, durante la Santa Messa alle ore 10.30, in cui la comunità si è stretta attorno al suo pastore per accompagnarlo con gratitudine nel tratto conclusivo del suo ministero episcopale, dopo 10 anni vissuti da vescovo della nostra diocesi, dal 15 gennaio 2016.
La Celebrazione Eucaristica, animata dalle splendide voci dei Pueri Cantores Terlicium insieme al coro Jubilaeum degli adulti, guidati dal maestro Fabio D'Amato ha assunto un significato ancora più profondo, perché vissuta nel giorno della Solennità del battesimo di Gesù; un richiamo potente alle origini della fede e una chiamata a ciascun credente a viverla quotidianamente mettendola in pratica.
Gli sguardi, le preghiere e le parole pronunciate durante l'omelia hanno raccontato anni di cammino condiviso, fianco a fianco, segnati da ascolto, discrezione e vicinanza alle persone. A don Mimmo la comunità terlizzese è davvero molto legata e lo è in modo trasversale, a partire dai più piccoli e fino ai più adulti.
Durante la sua omelia Cornacchia con umiltà, per descrivere il suo momento, ha utilizzato la metafora del macchinista che guida il treno e che «una volta giunto a fine turno esce di scena. Ma il treno deve continuare a camminare.. e voi a seguirlo. Lo seguirò anch'io nella preghiera, con discrezione e senza pestare i piedi a nessuno - è stata la sua introduzione, ed ancora nel sottolineare l'importanza del battesimo di Gesù così come quello di ognuno di noi, lo ha definito come - la chiave di casa, la chiave di ingresso nella vita cristiana; è un dono esattamente come gli altri Sacramenti. Il battesimo è il seme della fede e i genitori non possono rimandare al bambino la scelta se battezzarsi o meno a quando egli stesso crescerà e sarà autonomo. I genitori da buone guide, questa responsabilità devono prendersela tutta!»
Le parole di sua eccellenza, hanno avuto ancora maggior rilievo ed emozione per via della coincidente chiusura del Giubileo, tempo di misericordia e rinnovamento, che ha accompagnato simbolicamente la conclusione del suo servizio episcopale, in un percorso che si chiude lasciando spazio alla gratitudine e alla speranza.
«Siamo all'inizio del nuovo anno, partiamo tutti col piede giusto» è stato il messaggio che il monsignore ha voluto lasciare alla comunità, ringraziandola per 10 anni vissuti intensamente.
Don Mimmo, che ha voluto concludere la Santa Messa con una preghiera forte e commossa per tutti i ragazzi deceduti nella strage di Crans Montana, per le loro famiglie e per i sopravvissuti, siamo certi, tornerà ancora a Terlizzi; portando con sé l'affetto di una comunità che continuerà a riconoscersi nel solco di un cammino spirituale condiviso. I saluti, gli applausi scroscianti e nostalgici della Concattedrale di San Michele Arcangelo, sono diventati parte di una storia destinata a proseguire; anche con l'imprescindibile contributo del nuovo pastore della diocesi, l'andriese don Domenico Basile.
Una mattinata, quella di domenica 11 gennaio, iniziata con i ringraziamenti del parroco don Roberto De Bartolo nei confronti di sua Eccellenza, durante la Santa Messa alle ore 10.30, in cui la comunità si è stretta attorno al suo pastore per accompagnarlo con gratitudine nel tratto conclusivo del suo ministero episcopale, dopo 10 anni vissuti da vescovo della nostra diocesi, dal 15 gennaio 2016.
La Celebrazione Eucaristica, animata dalle splendide voci dei Pueri Cantores Terlicium insieme al coro Jubilaeum degli adulti, guidati dal maestro Fabio D'Amato ha assunto un significato ancora più profondo, perché vissuta nel giorno della Solennità del battesimo di Gesù; un richiamo potente alle origini della fede e una chiamata a ciascun credente a viverla quotidianamente mettendola in pratica.
Gli sguardi, le preghiere e le parole pronunciate durante l'omelia hanno raccontato anni di cammino condiviso, fianco a fianco, segnati da ascolto, discrezione e vicinanza alle persone. A don Mimmo la comunità terlizzese è davvero molto legata e lo è in modo trasversale, a partire dai più piccoli e fino ai più adulti.
Durante la sua omelia Cornacchia con umiltà, per descrivere il suo momento, ha utilizzato la metafora del macchinista che guida il treno e che «una volta giunto a fine turno esce di scena. Ma il treno deve continuare a camminare.. e voi a seguirlo. Lo seguirò anch'io nella preghiera, con discrezione e senza pestare i piedi a nessuno - è stata la sua introduzione, ed ancora nel sottolineare l'importanza del battesimo di Gesù così come quello di ognuno di noi, lo ha definito come - la chiave di casa, la chiave di ingresso nella vita cristiana; è un dono esattamente come gli altri Sacramenti. Il battesimo è il seme della fede e i genitori non possono rimandare al bambino la scelta se battezzarsi o meno a quando egli stesso crescerà e sarà autonomo. I genitori da buone guide, questa responsabilità devono prendersela tutta!»
Le parole di sua eccellenza, hanno avuto ancora maggior rilievo ed emozione per via della coincidente chiusura del Giubileo, tempo di misericordia e rinnovamento, che ha accompagnato simbolicamente la conclusione del suo servizio episcopale, in un percorso che si chiude lasciando spazio alla gratitudine e alla speranza.
«Siamo all'inizio del nuovo anno, partiamo tutti col piede giusto» è stato il messaggio che il monsignore ha voluto lasciare alla comunità, ringraziandola per 10 anni vissuti intensamente.
Don Mimmo, che ha voluto concludere la Santa Messa con una preghiera forte e commossa per tutti i ragazzi deceduti nella strage di Crans Montana, per le loro famiglie e per i sopravvissuti, siamo certi, tornerà ancora a Terlizzi; portando con sé l'affetto di una comunità che continuerà a riconoscersi nel solco di un cammino spirituale condiviso. I saluti, gli applausi scroscianti e nostalgici della Concattedrale di San Michele Arcangelo, sono diventati parte di una storia destinata a proseguire; anche con l'imprescindibile contributo del nuovo pastore della diocesi, l'andriese don Domenico Basile.

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