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Attualità
Terlizzi cementifica mentre perde abitanti, Legambiente: «Serve invertire la rotta»
All’attenzione i dati sul consumo di suolo: dal 2016 persi 37 ettari, mentre la popolazione è diminuita del 3,2%
Terlizzi - venerdì 9 ottobre 2026
7.11
Il territorio continua a trasformarsi mentre la popolazione diminuisce. È questo il dato di fondo evidenziato da Legambiente Terlizzi "Amici di Vito e Clara", che torna ad accendere i riflettori sul consumo di suolo nel territorio comunale, mettendo in relazione l'espansione delle superfici artificiali con l'andamento demografico degli ultimi anni.
Secondo i dati più recenti elaborati dall'associazione sulla base di fonti ufficiali ISPRA, SNPA e ISTAT, nel 2024 il 12,09% del territorio comunale risulta occupato da superfici artificiali. Un valore che colloca Terlizzi al 15° posto tra i 41 Comuni della provincia di Bari per quota di suolo antropizzato e che, secondo Legambiente, rende necessario interrogarsi sulle modalità di trasformazione del territorio.
A preoccupare è soprattutto la continuità del fenomeno: il consumo di suolo procede infatti a un ritmo di circa 4,4 ettari all'anno, mentre dal 2016 a oggi sono andati persi complessivamente 37 ettari di suolo naturale. Nello stesso periodo, però, i residenti sono diminuiti del 3,2%. Un andamento che, per l'associazione, pone una questione non soltanto ambientale, ma anche urbanistica e politica.
Di seguito le considerazioni dell'associazione
«Il quadro che emerge è preoccupante.
Nel 2024 il 12,09% del territorio comunale risulta ormai coperto da superfici artificiali: edifici, strade, piazzali, serre. È un dato superiore del 2,43% rispetto alla media provinciale, quasi il 4% in più rispetto alla media pugliese (8,1%) e molto più alto della media dei 23 Comuni pugliesi di dimensione simile a Terlizzi (9,6%). Terlizzi si colloca al 15° posto su 41 Comuni della provincia di Bari per quota di suolo antropizzato.
Il dato preoccupante è che il consumo prosegue a un ritmo di circa 4,4 ettari all'anno, l'equivalente di più di sei campi da calcio, oltre 120 metri quadrati ogni giorno.
Dal 2016 abbiamo perso 37 ettari di suolo naturale, più cemento ma meno cittadini.
Il dato più eloquente è questo: dal 2016 a oggi i residenti sono diminuiti del 3,2% mentre il suolo consumato, nello stesso periodo, è aumentato. È evidente che non stiamo costruendo per rispondere a una crescita della popolazione: ogni terlizzese «occupa» in media 321 metri quadrati di suolo antropizzato, una espansione che nessun bisogno demografico può giustificare.
Emerge anche che oltre il 50% del nuovo consumo di suolo è legato a serre e coperture agricole artificiali, segno che la pressione sul territorio agricolo, risorsa identitaria ed economica di Terlizzi, è reale.
Perché è un problema di tutti: il suolo non è uno spazio vuoto in attesa di essere utilizzato, ma una risorsa che, una volta coperta, non si rigenera in tempi brevi.
Il suolo impermeabilizzato non assorbe più la pioggia, aumentando il ruscellamento e il rischio di allagamenti, e impedisce la ricarica della falda acquifera; perde la capacità di filtrare gli inquinanti; aumenta il caldo estivo, perché asfalto e cemento accumulano e rilasciano calore; riduce il territorio agricolo e altera il paesaggio, patrimonio di tutti.
Terlizzi è tra i territori su cui è più urgente intervenire per recuperare suolo: 0,67 su una scala che arriva a 1, e risulta fuori traiettoria rispetto all'obiettivo europeo di consumo netto di suolo «zero» al 2050.
Cosa chiediamo all'amministrazione comunale attuale e a chi si candida ad amministrare dal 2027 la nostra città
1. Fermare il nuovo consumo di suolo non necessario, con priorità al recupero e al riuso del patrimonio edilizio esistente, degli immobili dismessi e delle aree già urbanizzate.
2. Un monitoraggio pubblico e trasparente del consumo di suolo, con dati aggiornati ogni anno e consultabili da tutti.
3. Il ripristino e la de-impermeabilizzazione di aree degradate, piazzali e parcheggi, con pavimentazioni drenanti e nuovo verde urbano.
4. La tutela delle aree agricole di pregio e del paesaggio, regole chiare sull'installazione di serre e coperture artificiali.
5. Un confronto con cittadini e associazioni prima di ogni nuova scelta che impatta sul suolo.
«Difendere il suolo dalla cementificazione significa difendere l'acqua, il clima, l'agricoltura, la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini – commenta Michelangelo Guastamacchia, presidente di Legambiente Terlizzi –. I dati non lasciano spazio a interpretazioni: stiamo consumando un bene limitato per una città che ormai non cresce. È necessario fermarsi e riflettere, rivedere le scelte politiche e urbanistiche e invertire la rotta, prima che sia davvero irreversibile».
Secondo i dati più recenti elaborati dall'associazione sulla base di fonti ufficiali ISPRA, SNPA e ISTAT, nel 2024 il 12,09% del territorio comunale risulta occupato da superfici artificiali. Un valore che colloca Terlizzi al 15° posto tra i 41 Comuni della provincia di Bari per quota di suolo antropizzato e che, secondo Legambiente, rende necessario interrogarsi sulle modalità di trasformazione del territorio.
A preoccupare è soprattutto la continuità del fenomeno: il consumo di suolo procede infatti a un ritmo di circa 4,4 ettari all'anno, mentre dal 2016 a oggi sono andati persi complessivamente 37 ettari di suolo naturale. Nello stesso periodo, però, i residenti sono diminuiti del 3,2%. Un andamento che, per l'associazione, pone una questione non soltanto ambientale, ma anche urbanistica e politica.
Di seguito le considerazioni dell'associazione
«Il quadro che emerge è preoccupante.
Nel 2024 il 12,09% del territorio comunale risulta ormai coperto da superfici artificiali: edifici, strade, piazzali, serre. È un dato superiore del 2,43% rispetto alla media provinciale, quasi il 4% in più rispetto alla media pugliese (8,1%) e molto più alto della media dei 23 Comuni pugliesi di dimensione simile a Terlizzi (9,6%). Terlizzi si colloca al 15° posto su 41 Comuni della provincia di Bari per quota di suolo antropizzato.
Il dato preoccupante è che il consumo prosegue a un ritmo di circa 4,4 ettari all'anno, l'equivalente di più di sei campi da calcio, oltre 120 metri quadrati ogni giorno.
Dal 2016 abbiamo perso 37 ettari di suolo naturale, più cemento ma meno cittadini.
Il dato più eloquente è questo: dal 2016 a oggi i residenti sono diminuiti del 3,2% mentre il suolo consumato, nello stesso periodo, è aumentato. È evidente che non stiamo costruendo per rispondere a una crescita della popolazione: ogni terlizzese «occupa» in media 321 metri quadrati di suolo antropizzato, una espansione che nessun bisogno demografico può giustificare.
Emerge anche che oltre il 50% del nuovo consumo di suolo è legato a serre e coperture agricole artificiali, segno che la pressione sul territorio agricolo, risorsa identitaria ed economica di Terlizzi, è reale.
Perché è un problema di tutti: il suolo non è uno spazio vuoto in attesa di essere utilizzato, ma una risorsa che, una volta coperta, non si rigenera in tempi brevi.
Il suolo impermeabilizzato non assorbe più la pioggia, aumentando il ruscellamento e il rischio di allagamenti, e impedisce la ricarica della falda acquifera; perde la capacità di filtrare gli inquinanti; aumenta il caldo estivo, perché asfalto e cemento accumulano e rilasciano calore; riduce il territorio agricolo e altera il paesaggio, patrimonio di tutti.
Terlizzi è tra i territori su cui è più urgente intervenire per recuperare suolo: 0,67 su una scala che arriva a 1, e risulta fuori traiettoria rispetto all'obiettivo europeo di consumo netto di suolo «zero» al 2050.
Cosa chiediamo all'amministrazione comunale attuale e a chi si candida ad amministrare dal 2027 la nostra città
1. Fermare il nuovo consumo di suolo non necessario, con priorità al recupero e al riuso del patrimonio edilizio esistente, degli immobili dismessi e delle aree già urbanizzate.
2. Un monitoraggio pubblico e trasparente del consumo di suolo, con dati aggiornati ogni anno e consultabili da tutti.
3. Il ripristino e la de-impermeabilizzazione di aree degradate, piazzali e parcheggi, con pavimentazioni drenanti e nuovo verde urbano.
4. La tutela delle aree agricole di pregio e del paesaggio, regole chiare sull'installazione di serre e coperture artificiali.
5. Un confronto con cittadini e associazioni prima di ogni nuova scelta che impatta sul suolo.
«Difendere il suolo dalla cementificazione significa difendere l'acqua, il clima, l'agricoltura, la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini – commenta Michelangelo Guastamacchia, presidente di Legambiente Terlizzi –. I dati non lasciano spazio a interpretazioni: stiamo consumando un bene limitato per una città che ormai non cresce. È necessario fermarsi e riflettere, rivedere le scelte politiche e urbanistiche e invertire la rotta, prima che sia davvero irreversibile».



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