
Attualità
Rifiorisce il sagrato di Santa Maria della Stella
Dopo le fioriere rovesciate, la comunità religiosa le ha riposizionate
Terlizzi - martedì 8 settembre 2026
Alla fine, a parlare più forte sono state le fioriere tornate al loro posto, e soprattutto i fiori che oggi tornano a impreziosire il sagrato di Santa Maria della Stella. La risposta a un gesto di inciviltà è arrivata attraverso la cura, la partecipazione e la bellezza: una comunità si è ritrovata insieme per rimettere ordine, pregare e trasformare un episodio spiacevole in un'occasione di educazione al bene comune.
Nei giorni scorsi, qualcuno, incivilmente, aveva infatti rovesciato e danneggiato le fioriere sistemate davanti alla chiesa, spargendo piante e terriccio sul sagrato. Un episodio denunciato dal parroco don Nino Prisciandaro, che aveva scelto di richiamare la comunità al senso di responsabilità senza cedere alla rabbia. «Davanti a ciò che viene rovinato possiamo scegliere di ricostruire; davanti all'incuria possiamo scegliere la cura; davanti alla bruttezza possiamo continuare ostinatamente a seminare bellezza», è il messaggio che oggi accompagna la risposta della parrocchia.
E così è stato. Il sagrato è tornato a essere luogo di incontro, preghiera, educazione e comunità, con una bella rappresentanza della comunità, dai bambini agli adulti, impegnata nel riposizionamento delle fioriere e in un momento di preghiera e benedizione.
Accanto a don Nino Prisciandaro c'erano l'Azione Cattolica, catechisti, educatori e animatori della fede, l'associazione Puliamo Terlizzi e il sindaco Michelangelo De Chirico, che ha condiviso il momento insieme alla comunità.
Un gesto collettivo che ha assunto un significato che va ben oltre la semplice sistemazione di alcuni vasi. Dopo un atto che aveva deturpato uno spazio comune, la scelta è stata quella di non fermarsi alla recriminazione, ma di rimettere mano concretamente a quel luogo e renderlo ancora più bello.
A contribuire alla nuova veste floreale del sagrato è stata Desideri Fioriti, che ha offerto a devozione le nuove dipladenie. Un ringraziamento è stato rivolto anche a Mario De Palma e Giuseppe De Palma e a Ibraham per la manodopera, la disponibilità e il coordinamento dei ragazzi durante i lavori.
Ma il vero significato dell'iniziativa, nelle parole di don Nino, è soprattutto educativo. «Ciò che appartiene a tutti merita le mani di ciascuno», è il principio che la comunità ha voluto trasmettere in particolare ai più piccoli. Perché il bene comune non è qualcosa di astratto: passa anche dalla cura di un sagrato, di una strada, di un'aiuola, di ogni spazio che appartiene alla collettività.
«La bellezza non è soltanto qualcosa da ammirare: è qualcosa di cui prendersi cura», ricorda il parroco. Ed è proprio questa la direzione scelta dalla comunità di Santa Maria della Stella: rispondere alla bruttezza senza alimentare altra bruttezza, ma attraverso un gesto concreto di cura condivisa.
Il messaggio, dunque, è semplice e insieme molto forte. Un gesto di inciviltà non deve avere l'ultima parola. Può diventare, invece, l'occasione per ribadire che una comunità è più forte quando sceglie di prendersi cura dei propri luoghi e di educare le nuove generazioni al rispetto.
Nei giorni scorsi, qualcuno, incivilmente, aveva infatti rovesciato e danneggiato le fioriere sistemate davanti alla chiesa, spargendo piante e terriccio sul sagrato. Un episodio denunciato dal parroco don Nino Prisciandaro, che aveva scelto di richiamare la comunità al senso di responsabilità senza cedere alla rabbia. «Davanti a ciò che viene rovinato possiamo scegliere di ricostruire; davanti all'incuria possiamo scegliere la cura; davanti alla bruttezza possiamo continuare ostinatamente a seminare bellezza», è il messaggio che oggi accompagna la risposta della parrocchia.
E così è stato. Il sagrato è tornato a essere luogo di incontro, preghiera, educazione e comunità, con una bella rappresentanza della comunità, dai bambini agli adulti, impegnata nel riposizionamento delle fioriere e in un momento di preghiera e benedizione.
Accanto a don Nino Prisciandaro c'erano l'Azione Cattolica, catechisti, educatori e animatori della fede, l'associazione Puliamo Terlizzi e il sindaco Michelangelo De Chirico, che ha condiviso il momento insieme alla comunità.
Un gesto collettivo che ha assunto un significato che va ben oltre la semplice sistemazione di alcuni vasi. Dopo un atto che aveva deturpato uno spazio comune, la scelta è stata quella di non fermarsi alla recriminazione, ma di rimettere mano concretamente a quel luogo e renderlo ancora più bello.
A contribuire alla nuova veste floreale del sagrato è stata Desideri Fioriti, che ha offerto a devozione le nuove dipladenie. Un ringraziamento è stato rivolto anche a Mario De Palma e Giuseppe De Palma e a Ibraham per la manodopera, la disponibilità e il coordinamento dei ragazzi durante i lavori.
Ma il vero significato dell'iniziativa, nelle parole di don Nino, è soprattutto educativo. «Ciò che appartiene a tutti merita le mani di ciascuno», è il principio che la comunità ha voluto trasmettere in particolare ai più piccoli. Perché il bene comune non è qualcosa di astratto: passa anche dalla cura di un sagrato, di una strada, di un'aiuola, di ogni spazio che appartiene alla collettività.
«La bellezza non è soltanto qualcosa da ammirare: è qualcosa di cui prendersi cura», ricorda il parroco. Ed è proprio questa la direzione scelta dalla comunità di Santa Maria della Stella: rispondere alla bruttezza senza alimentare altra bruttezza, ma attraverso un gesto concreto di cura condivisa.
Il messaggio, dunque, è semplice e insieme molto forte. Un gesto di inciviltà non deve avere l'ultima parola. Può diventare, invece, l'occasione per ribadire che una comunità è più forte quando sceglie di prendersi cura dei propri luoghi e di educare le nuove generazioni al rispetto.

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