
Attualità
Oltre quarant’anni tra i banchi del mercato, Massimo Da Pisa va in pensione
Dal lavoro iniziato da ragazzo alla lunga storia familiare nel posteggio di via Carelli
Terlizzi - venerdì 9 ottobre 2026
7.10
Per oltre quarant'anni il suo lavoro ha avuto un orario preciso, quando la città era ancora immersa nel sonno e al Mercato ortofrutticolo iniziava già una nuova giornata. A brevissimo questa consuetudine si interromperà: Massimo Da Pisa, classe 1968, andrà in pensione e lascerà il posteggio numero 6 di via Carelli, chiudendo una storia professionale che ha accompagnato una parte importante della sua vita.
Una storia che, in realtà, era cominciata molto prima del 1981. Da ragazzo, dopo la scuola, Massimo aveva già iniziato a frequentare il mercato insieme al papà Francesco e al fratello Luigi. Era il primo contatto con un mestiere fatto di levatacce, fatica e rapporto diretto con la terra e con chi ogni giorno ne porta i frutti sul mercato.
Dopo il diploma da ragioniere, arrivò la scelta di dedicarsi definitivamente a quell'attività. Da quel momento, per Massimo, le giornate sono iniziate quando per molti dovevano ancora cominciare: sveglia alle quattro del mattino, arrivo al mercato, apertura del posteggio alle cinque e poi il lavoro con i prodotti conferiti dai produttori agricoli locali. Scaricare, sistemare, conoscere la merce, incontrare clienti e operatori: una quotidianità costruita sulla presenza e sulla continuità.
Tra i momenti più caratteristici dell'attività c'erano poi le aste della campagna delle ciliegie e dei fioroni. Al posteggio numero 6, in quei periodi, il mercato assumeva un ritmo ancora diverso: i prodotti migliori venivano contesi a colpi di offerte, in un appuntamento commerciale nel quale la conoscenza della qualità e delle produzioni locali aveva un peso fondamentale.
Sono stati anni scanditi da sacrifici e orari difficili da conciliare con la vita di tutti i giorni, ma anche da un mestiere che Massimo ha imparato prima in famiglia e poi fatto proprio, portandolo avanti per più di quattro decenni.
Con il suo pensionamento si chiude dunque una lunga storia professionale, ma anche un piccolo capitolo della memoria del Mercato ortofrutticolo di via Carelli. Una storia cominciata tra un padre, un fratello e un ragazzo che, dopo la scuola, iniziava a conoscere quel mondo e che oggi, dopo oltre quarant'anni, può finalmente lasciare la saracinesca del suo posteggio.
Una storia che, in realtà, era cominciata molto prima del 1981. Da ragazzo, dopo la scuola, Massimo aveva già iniziato a frequentare il mercato insieme al papà Francesco e al fratello Luigi. Era il primo contatto con un mestiere fatto di levatacce, fatica e rapporto diretto con la terra e con chi ogni giorno ne porta i frutti sul mercato.
Dopo il diploma da ragioniere, arrivò la scelta di dedicarsi definitivamente a quell'attività. Da quel momento, per Massimo, le giornate sono iniziate quando per molti dovevano ancora cominciare: sveglia alle quattro del mattino, arrivo al mercato, apertura del posteggio alle cinque e poi il lavoro con i prodotti conferiti dai produttori agricoli locali. Scaricare, sistemare, conoscere la merce, incontrare clienti e operatori: una quotidianità costruita sulla presenza e sulla continuità.
Tra i momenti più caratteristici dell'attività c'erano poi le aste della campagna delle ciliegie e dei fioroni. Al posteggio numero 6, in quei periodi, il mercato assumeva un ritmo ancora diverso: i prodotti migliori venivano contesi a colpi di offerte, in un appuntamento commerciale nel quale la conoscenza della qualità e delle produzioni locali aveva un peso fondamentale.
Sono stati anni scanditi da sacrifici e orari difficili da conciliare con la vita di tutti i giorni, ma anche da un mestiere che Massimo ha imparato prima in famiglia e poi fatto proprio, portandolo avanti per più di quattro decenni.
Con il suo pensionamento si chiude dunque una lunga storia professionale, ma anche un piccolo capitolo della memoria del Mercato ortofrutticolo di via Carelli. Una storia cominciata tra un padre, un fratello e un ragazzo che, dopo la scuola, iniziava a conoscere quel mondo e che oggi, dopo oltre quarant'anni, può finalmente lasciare la saracinesca del suo posteggio.




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