
Attualità
Olivicoltura in allarme, Coldiretti in piazza: «La Regione dichiari lo stato di crisi»
Migliaia di agricoltori a Bari contro il caro costi e le difficoltà del settore
Terlizzi - mercoledì 14 ottobre 2026
12.15
Migliaia di agricoltori in piazza, i trattori a fare da cornice a una protesta che chiama in causa il futuro dell'agricoltura pugliese. È in corso oggi, mercoledì 14 ottobre, a Bari, la mobilitazione promossa da Coldiretti Puglia per chiedere alla Regione la dichiarazione dello stato di crisi del settore e interventi urgenti a sostegno delle imprese. Una manifestazione che assume un significato particolare in queste settimane, mentre la campagna olivicola è ormai alle porte e per alcuni produttori la raccolta è già cominciata.
Il tempo per intervenire, insomma, è sempre meno: essere in gioco non sono soltanto i bilanci delle singole aziende, ma la tenuta di un comparto che attraversa l'intera città metropolitana di Bari e la provincia BAT, coinvolgendo migliaia di agricoltori e lavoratori lungo una filiera che rappresenta una componente fondamentale dell'economia e dell'identità produttiva del territorio. Per molte imprese, l'avvio della raccolta coincide con uno dei momenti più delicati dell'anno, tra costi di produzione crescenti e margini sempre più difficili da sostenere.
Il corteo, partito dal lungomare di Bari, nella zona di Pane e Pomodoro, ha raggiunto la sede dell'assessorato regionale all'Agricoltura. Al centro della mobilitazione il caro gasolio, i rincari dei fertilizzanti, le tariffe irrigue e le difficoltà di accesso al credito. Tra le richieste rivolte all'assessore regionale Francesco Paolicelli, un piano straordinario di sostegno alle filiere agricole, misure per garantire liquidità alle aziende e interventi capaci di rendere sostenibili i costi di produzione. E ancora di più, la tutela del made in Italy, che, soprattutto in una fase così delicata, non può essere soltanto un motivo di vanto, ma tradursi in una tutela effettiva delle produzioni nazionali, della loro qualità e del lavoro di chi le realizza. Con una classe politica che oggi è chiamata a dimostrare la propria efficacia.Alla protesta ha preso parte anche il sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico, presente a Bari per sostenere le richieste degli agricoltori. Una partecipazione che richiama direttamente le preoccupazioni di un territorio nel quale l'olivicoltura rappresenta una risorsa economica e occupazionale di primo piano. Le difficoltà del comparto, infatti, rischiano di ripercuotersi ben oltre i confini delle aziende agricole, interessando il lavoro, l'indotto e l'equilibrio economico di numerose comunità.
La mobilitazione riguarda anche la tutela dell'olio extravergine d'oliva, con lo slogan «L'olio pugliese non si tarocca» e la richiesta di rafforzare i controlli sull'origine, sulle etichette e sulle miscelazioni. Sul fronte della Xylella, Coldiretti sollecita inoltre lo sblocco delle risorse disponibili e la pubblicazione del bando da 30 milioni di euro previsto dal decreto ministeriale del maggio 2024 per la rigenerazione degli oliveti.
Tra le altre misure richieste figurano la sospensione delle rate dei mutui, nuove linee di credito e un tavolo regionale sulle tariffe irrigue. L'obiettivo dichiarato è scongiurare che l'aumento dei costi e la riduzione dei redditi compromettano la continuità produttiva delle imprese.
La protesta arriva dunque in una fase decisiva, con le olive da raccogliere e una nuova campagna da affrontare, le richieste degli agricoltori si misurano con una necessità immediata: garantire condizioni sostenibili a chi produce, tutela il territorio e assicura lavoro a migliaia di persone. Per il Barese e la BAT, la posta in gioco riguarda un'intera filiera, proprio nel momento in cui è chiamata a dare il meglio di sé.
Il tempo per intervenire, insomma, è sempre meno: essere in gioco non sono soltanto i bilanci delle singole aziende, ma la tenuta di un comparto che attraversa l'intera città metropolitana di Bari e la provincia BAT, coinvolgendo migliaia di agricoltori e lavoratori lungo una filiera che rappresenta una componente fondamentale dell'economia e dell'identità produttiva del territorio. Per molte imprese, l'avvio della raccolta coincide con uno dei momenti più delicati dell'anno, tra costi di produzione crescenti e margini sempre più difficili da sostenere.
Il corteo, partito dal lungomare di Bari, nella zona di Pane e Pomodoro, ha raggiunto la sede dell'assessorato regionale all'Agricoltura. Al centro della mobilitazione il caro gasolio, i rincari dei fertilizzanti, le tariffe irrigue e le difficoltà di accesso al credito. Tra le richieste rivolte all'assessore regionale Francesco Paolicelli, un piano straordinario di sostegno alle filiere agricole, misure per garantire liquidità alle aziende e interventi capaci di rendere sostenibili i costi di produzione. E ancora di più, la tutela del made in Italy, che, soprattutto in una fase così delicata, non può essere soltanto un motivo di vanto, ma tradursi in una tutela effettiva delle produzioni nazionali, della loro qualità e del lavoro di chi le realizza. Con una classe politica che oggi è chiamata a dimostrare la propria efficacia.Alla protesta ha preso parte anche il sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico, presente a Bari per sostenere le richieste degli agricoltori. Una partecipazione che richiama direttamente le preoccupazioni di un territorio nel quale l'olivicoltura rappresenta una risorsa economica e occupazionale di primo piano. Le difficoltà del comparto, infatti, rischiano di ripercuotersi ben oltre i confini delle aziende agricole, interessando il lavoro, l'indotto e l'equilibrio economico di numerose comunità.
La mobilitazione riguarda anche la tutela dell'olio extravergine d'oliva, con lo slogan «L'olio pugliese non si tarocca» e la richiesta di rafforzare i controlli sull'origine, sulle etichette e sulle miscelazioni. Sul fronte della Xylella, Coldiretti sollecita inoltre lo sblocco delle risorse disponibili e la pubblicazione del bando da 30 milioni di euro previsto dal decreto ministeriale del maggio 2024 per la rigenerazione degli oliveti.
Tra le altre misure richieste figurano la sospensione delle rate dei mutui, nuove linee di credito e un tavolo regionale sulle tariffe irrigue. L'obiettivo dichiarato è scongiurare che l'aumento dei costi e la riduzione dei redditi compromettano la continuità produttiva delle imprese.
La protesta arriva dunque in una fase decisiva, con le olive da raccogliere e una nuova campagna da affrontare, le richieste degli agricoltori si misurano con una necessità immediata: garantire condizioni sostenibili a chi produce, tutela il territorio e assicura lavoro a migliaia di persone. Per il Barese e la BAT, la posta in gioco riguarda un'intera filiera, proprio nel momento in cui è chiamata a dare il meglio di sé.





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