Fidapa. <span>Foto Paolo Alberto Malerba</span>
Fidapa. Foto Paolo Alberto Malerba
Eventi e cultura

Maternità come scelta, se ne è parlato in un convegno a Terlizzi

L'incontro al fine di raggiungere una consapevolezza di scelta ed una genitorialità responsabile

Si è tenuta martedì 5 Febbraio alle ore 18.00 presso l'auditorium "I.C Don Pappagallo-Gesmundo" un importante convegno circa un tema centrale nella vita di una donna: la maternità come scelta. La consapevolezza di una scelta, ai fini di una genitorialità responsabile che scaturisce dalla conoscenza approfondita delle diverse problematiche che possono investire una coppia non solo sul piano ostetrico, ma anche sul piano normativo e psicologico.

In un Auditorium attento e partecipe, la discussione è stata sostenuta da chiari interventi dei relatori, dr. Ignazio Floriano, presidente dell'Associazione Granello di Senape, Annalisa Tempesta, socia Fidapa e Dirigente medico presso l'Unità Operativa di Medicina Fetale del Di Venere-Bari e Sarcone Terlizzi, la dott.ssa Vittoria del Vecchio Dirigente Medico, nell'ambito del servizio di Pianificazione Familiare e IVG San Paolo Bari.
«La maternità come scelta consapevole, ma anche la scelta della cura. Maternità e cura un binomio inscidibile se si vuole garantire un percorso positivo per la donna o la coppia che sceglie di avere un figlio» dichiara l'assessora Daniela Zappatore nel porgere i saluti istituzionali.

Nel suo intervento il dr. Ignazio Floriano sottolinea che «l'associazione Cav Granello di Senape di fatto offre aiuto e supporto concreto a donne o coppie che si ritrovano ad affrontare gravidanze difficili o indesiderate, donne che sono molto spesso sole e pertanto necessitano di ascolto ed accoglienza». Il Cav dialoga con specialisti e realtà ospedaliere del territorio allo scopo di costituire una rete virtuosa capace di rispondere a qualsiasi esigenza, anche di carattere economico che una donna o una famiglia deve affrontare dal concepimento alla gestione di una nuova vita dopo la nascita.
Toccante ed incisiva la testimonianza della dott.ssa Annalisa Tempesta, obiettrice di coscienza, che sottolinea la fatica a generare nella gestante consapevolezza di una scelta sull'opportunità o meno di interrompere volontariamente la gravidanza a fronte di una diagnosi che rivela una malformazione del feto.
La dott.ssa Vittoria Del Vecchio, precisa che, nell'ambito della Pianificazione familiare del San Paolo, un servizio che nasce per dare attuazione alla legge 194/'78, «è presente un Ambulatorio Ginecologico Inclusivo per Donne con Fragilità», ovvero donne con disabilità fisiche e psicologiche-psichiatriche, donne con disagio sociale ed economico alle quali si garantiscono prestazioni ginecologiche, ostetriche e psicologiche. Evidenzia quanto variegate siano le motivazioni che inducono una donna ad interrompere la gravidanza e quanto sia impegno precipuo dell'equipe multidisciplinare sostenere, accompagnare ed informare la richiedente, affinché la scelta sia libera e consapevolmente responsabile. Ripercorrendo gli articoli della legge 194/'78, informa che potrebbe anche portare avanti una gravidanza secondo la formula del "parto in anonimato". È consentito, infatti, alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell'ospedale in cui è nato affinché sia assicurata l'assistenza e la tutela giuridica.

«La legge 194/'78 va ripensata e migliorata- afferma l'assessore alle Pari Opportunità, Michelangelo De Palma- in quanto non parla di interruzione volontaria di gravidanza quale libera scelta della persona, ovvero come un diritto alla scelta e all'autodeterminazione delle donne».
La Consigliera Comunale Donatella Azzolini, rispetto ai limiti della legge, aggiunge, «non tiene conto di diagnosi tardive, ovvero oltre i termini prescritti, circa lo stato di salute del feto e della donna stessa. L'obiezione di coscienza, poi, rappresenta un ostacolo al diritto a un aborto garantito e accessibile».

Insomma, un dibattito aperto e lucido che restituisce chiarezza sul tema affrontato. Dunque è fondamentale essere informati sul piano normativo, conoscere i servizi dedicati presenti sul territorio, promuovere a beneficio soprattutto dei giovani, formazioni specifiche di educazione alle emozioni e alla sessualità.
Tutti i convenuti hanno la sala con una consapevolezza maggiore, sicuramente arricchiti sul piano in-formativo ed umano.
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