
Scuola
La “valigia dei perché” dei bambini di Terlizzi conquista Castel Ritaldi
Riconoscimento alla Scuola dell’Infanzia Catalano-Rodari per la fiaba dedicata ai quattro elementi
Terlizzi - sabato 26 settembre 2026
Dalla curiosità dei bambini nasce una storia capace di arrivare fino a Castel Ritaldi e conquistare l'attenzione della giuria del 27° Concorso Letterario "Mario Tabarrini – Paese delle Fiabe". È il riconoscimento ottenuto dalla sezione A della Scuola dell'Infanzia Catalano-Rodari dell'Istituto Comprensivo "Don Pappagallo-Gesmundo" di Terlizzi, protagonista con la fiaba "La valigia dei perché dei quattro elementi".
La manifestazione si è svolta a Castel Ritaldi dal 18 al 20 settembre e la fiaba realizzata dalla scuola terlizzese ha ricevuto una significativa segnalazione da parte della giuria, che ha riconosciuto nel lavoro un progetto creativo e pedagogico di particolare valore.
Al centro del racconto c'è proprio una valigia, diventata metafora della curiosità infantile e del desiderio di conoscere. Una "valigia dei perché" attraverso la quale i bambini hanno intrapreso un viaggio alla scoperta dei quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco.
Un percorso che non si è limitato alla scrittura della fiaba, ma ha coinvolto i piccoli alunni in una vera esperienza didattica.
I quattro elementi sono stati osservati, raccontati, drammatizzati, rappresentati graficamente e anche cantati. Una classe eterogenea ha così trasformato domande, scoperte ed emozioni in un racconto collettivo, mettendo in gioco fantasia e creatività.
E alla fine, ciò che è stato scoperto e imparato è stato raccolto davvero in un trolley, una speciale valigia destinata a diventare uno strumento di lavoro per i futuri alunni della scuola.
Un oggetto che custodisce, quindi, non soltanto materiali ed esperienze, ma anche un passaggio di testimone tra bambini: un dono lasciato dai piccoli autori a chi arriverà dopo di loro.A rappresentare la scuola alla cerimonia di premiazione è stata l'insegnante Giovanna Volpe, mentre le colleghe Angela Longo e Maria Sciortino hanno seguito l'evento in collegamento streaming. Nel corso del suo intervento, Volpe ha portato il saluto della dirigente scolastica, prof.ssa Lucia Tatulli, e delle colleghe, ricordando anche con orgoglio Terlizzi come città dei fiori.
Il riconoscimento di Castel Ritaldi rappresenta così il risultato di un percorso educativo costruito quotidianamente attraverso la partecipazione dei bambini e il lavoro delle insegnanti, con il sostegno della dirigente scolastica e delle famiglie.
Un'esperienza nella quale il vero valore non sta soltanto nel riconoscimento ricevuto, ma nel percorso compiuto: accompagnare i bambini a non avere paura delle domande, a coltivare la curiosità e a trasformare ogni "perché" in una possibilità di scoperta.
Un risultato che premia l'impegno delle insegnanti Giovanna Volpe, Angela Longo e Maria Sciortino e il sostegno della dirigente Lucia Tatulli e delle famiglie, ma che soprattutto mette al centro i piccoli protagonisti della sezione A.
Sono stati loro, con la spontaneità e la fantasia dell'infanzia, a riempire quella valigia di domande e scoperte. E proprio da quei «perché» è nata una storia che da Terlizzi è arrivata fino a Castel Ritaldi, portando con sé un messaggio semplice: quando la curiosità dei bambini trova spazio nella scuola, può trasformarsi in conoscenza, creatività e nuove storie.
La manifestazione si è svolta a Castel Ritaldi dal 18 al 20 settembre e la fiaba realizzata dalla scuola terlizzese ha ricevuto una significativa segnalazione da parte della giuria, che ha riconosciuto nel lavoro un progetto creativo e pedagogico di particolare valore.
Al centro del racconto c'è proprio una valigia, diventata metafora della curiosità infantile e del desiderio di conoscere. Una "valigia dei perché" attraverso la quale i bambini hanno intrapreso un viaggio alla scoperta dei quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco.
Un percorso che non si è limitato alla scrittura della fiaba, ma ha coinvolto i piccoli alunni in una vera esperienza didattica.
I quattro elementi sono stati osservati, raccontati, drammatizzati, rappresentati graficamente e anche cantati. Una classe eterogenea ha così trasformato domande, scoperte ed emozioni in un racconto collettivo, mettendo in gioco fantasia e creatività.
E alla fine, ciò che è stato scoperto e imparato è stato raccolto davvero in un trolley, una speciale valigia destinata a diventare uno strumento di lavoro per i futuri alunni della scuola.
Un oggetto che custodisce, quindi, non soltanto materiali ed esperienze, ma anche un passaggio di testimone tra bambini: un dono lasciato dai piccoli autori a chi arriverà dopo di loro.A rappresentare la scuola alla cerimonia di premiazione è stata l'insegnante Giovanna Volpe, mentre le colleghe Angela Longo e Maria Sciortino hanno seguito l'evento in collegamento streaming. Nel corso del suo intervento, Volpe ha portato il saluto della dirigente scolastica, prof.ssa Lucia Tatulli, e delle colleghe, ricordando anche con orgoglio Terlizzi come città dei fiori.
Il riconoscimento di Castel Ritaldi rappresenta così il risultato di un percorso educativo costruito quotidianamente attraverso la partecipazione dei bambini e il lavoro delle insegnanti, con il sostegno della dirigente scolastica e delle famiglie.
Un'esperienza nella quale il vero valore non sta soltanto nel riconoscimento ricevuto, ma nel percorso compiuto: accompagnare i bambini a non avere paura delle domande, a coltivare la curiosità e a trasformare ogni "perché" in una possibilità di scoperta.
Un risultato che premia l'impegno delle insegnanti Giovanna Volpe, Angela Longo e Maria Sciortino e il sostegno della dirigente Lucia Tatulli e delle famiglie, ma che soprattutto mette al centro i piccoli protagonisti della sezione A.
Sono stati loro, con la spontaneità e la fantasia dell'infanzia, a riempire quella valigia di domande e scoperte. E proprio da quei «perché» è nata una storia che da Terlizzi è arrivata fino a Castel Ritaldi, portando con sé un messaggio semplice: quando la curiosità dei bambini trova spazio nella scuola, può trasformarsi in conoscenza, creatività e nuove storie.




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