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I commercianti terlizzesi:«È controproducente iniziare i saldi di sabato»

La fidelizzazione con i clienti combatte la concorrenza outlet

È ancora troppo presto per tracciare un quadro sull'andamento dei saldi estivi, cominciati solo lo scorso 1° luglio. È emersa, però, una considerazione importante: la scelta del sabato come giorno di inizio per incentivare le vendite non è affatto proficua, dal momento che nel weekend gli avventori preferiscono trascorrere il loro tempo libero negli outlet o al mare.

Ce lo spiega Matteo Carbone, titolare di Portobello calzature, sito in corso Garibaldi: «Il viavai c'è, ma i clienti sono soliti girare prima tra i vari negozi per confrontare i prezzi». Per non parlare del fatto che il primo fine settimana lavorano maggiormente i centri commerciali che catalizzano su di sé l'attenzione iniziale degli acquisti. La piena stagione, però, si è mantenuta in linea con le vendite dello scorso anno, non registrando cali ma conservando un trend tutto sommato positivo. Matteo ci riferisce, inoltre, che il budget spesa si attesta intorno ai 100 euro, complice anche un certo grado di fidelizzazione con il cliente.

Gli outlet, dunque, pesano come una spada di Damocle sulla maggior parte dei commercianti. Mariella Tarantino, titolare di Agorà, esercizio di abbigliamento e accessori moda in via Viareggio, ribadisce come sia necessario «un rodaggio iniziale» che consenta alle persone di valutare gli sconti più convenienti per il loro portafoglio. Mariella vuole precisare, però, che i suoi articoli sono tutti nuovi e non avanzi di magazzino, «Gli acquirenti possono cogliere l'affare di comprare a prezzi scontati indumenti o accessori ritirati da poco». Infine, una riflessione sulle date di lancio dei saldi, «siamo in piena stagione estiva, il calendario andrebbe posticipato almeno a fine mese per consentirci di lavorare al meglio».

Francesco Gaustamacchia di Igua Moda in Corso Dante sostiene con fermezza che «nei saldi è importante la vendita iniziale. Dobbiamo essere bravi ad anticipare la concorrenza outlet». Francesco vende articoli più da cerimonia, destinati ai matrimoni alle comunioni, alle cresime: i suoi profitti si concentrano in maggior misura nel corso della stagione, dal momento che si tratta di acquisti che vengono effettuati con largo anticipo rispetto alla data della stessa cerimonia. «I saldi sono iniziati di sabato ed è controproducente per noi commercianti del paese, dal momento che i centri commerciali, aperti nel weekend, hanno lavorato a discapito nostro».

Note del tutto positive si attestano, invece, nel settore dello sport e in quello calzaturiero prettamente da bambini. Per Pasquale Rutigliani, arbitro di calcio e titolare del negozio OffSide Sport di corso Vittorio Emanuele, si è registrato un incremento sostanzioso rispetto allo scorso anno, dovuto pure al fatto che a un anno e mezzo dall'apertura dell'esercizio, il passaparola ha sortito gli effetti sperati. Inoltre, la scelta più accurata del magazzino e del prodotto espositivo, unito a una maggiore quantità dello stesso, ha attirato un numero considerevole di clienti, non solo ragazzi, ma anche adulti: la spesa media è di circa 70 euro. «Non avverto la concorrenza con gli outlet, anche perché i prezzi sono contenuti. Di merce stagionale ne è rimasta ben poca; anzi, in questo periodo di saldi c'è merce nuova non a saldo».

Dello stesso avviso anche Mariangela Piacenza, titolare di Bollicine, il negozio di calzature per bambini sito in via Piave, che ha registrato una continuità degli acquisti nel tempo:«Le vendite si sono concentrate durante la stagione della collezione; ad oggi molti articoli non sono più disponibili perché sono già terminati. Comunque la spesa media si aggira sui 40 euro». Il negozio di Mariangela è molto frequentato perché la vendita è «seguita e consigliata»: il rapporto di fiducia instaurato con l'esercente debella, quindi, il pericolo del centro commerciale.
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