Emergenza Emilia Romagna. <span>Foto Cosma Cacciapaglia</span>
Emergenza Emilia Romagna. Foto Cosma Cacciapaglia
Attualità

Alluvione Emilia Romagna, la testimonianza del terlizzese Andrea Camporeale

Un racconto che fotografa il dramma di una terra abitata da gente orgogliosa

La storia che vi raccontiamo è quella del terlizzese Andrea Camporeale, militare di carriera che presta servizio nella Brigata Marina San Marco. Lui ed altri commilitoni sono stati grandi protagonisti nei soccorsi alle popolazioni alluvionate dell'Emilia Romagna, in particolare a Sant'Agata sul Santerno, paesino di poco più di 2mila abitanti della bassa ravennate travolto letteralmente dalle acque dei canali e del fiume Santerno.

Lo abbiamo intercettato in giornate convulse e questo è il racconto che ci ha fatto di quanto accaduto tra il 17 ed il 19 maggio scorsi.

«Il 17 maggio, alle 22.00 circa, mi chiamano dicendo che alle 06.30 del mattino dopo sarei dovuto partire per fornire assistenza in Emilia-Romagna. Il giorno 18 maggio, alle 23.00 siamo arrivati a San'tAgata sul Santerno, uno dei posti più colpiti.
In pochissimo tempo
- ha quindi spiegato il militare terlizzese - ci siamo cambiati e abbiamo messo i gommoni in acqua. Personalmente ho fatto il primo salvataggio, arrampicandomi senza sistemi di sicurezza su un balcone per poter aprire e far entrare il mio team all'interno della casa, fornendo assistenza a due persone anziane e alla loro figlia».

Paesaggi spettrali, acqua fino alla vita, niente luce, nessuna possibilità di vedere cosa c'era sotto il livello dell'acqua. Solo il grande addestramento di quelli che sono diventati, insieme ai volontari, gli "angeli" dell'Emilia Romagna.

«Il lavoro - ha continuato Andrea Camporeale - è andato avanti per almeno 24 ore, senza sosta, in un posto veramente devastato. Tutto distrutto, strade e case totalmente allagate, automobili capovolte. Noi stessi avevamo difficoltà a muoverci con i gommoni per via delle forti correnti. Le persone erano sconvolte e incredule, avevano paura. Piangevano per tutto ciò che avevano perso, la loro casa e la loro intera vita, ma ci ringraziavano di averli salvati. Ad oggi il lavoro continua - ci ha precisato qualche giorno fa - ricostruendo pian piano il paese e fornendo assistenza alle persone».

Brigata Marina San Marco continua il suo lavoro là dove è richiesto. Silenzioso, infaticabile lavoro. Orgoglio della nostra nazione. E Andrea, figlio della nostra terra, è un tassello importantissimo di questo straordinario puzzle fatto di solidarietà e amore per la gente in difficoltà.
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