Sparatoria a Terlizzi, la Cassazione annulla ancora la condanna di Dello Russo
Gli ermellini hanno dichiarato prescritti i reati di lesioni, disponendo un nuovo giudizio per il reato relativo all'arma da fuoco
domenica 1 novembre 2026
10.01
Per la seconda volta la Corte di Cassazione ha annullato la condanna di Roberto Dello Russo, uno degli assoluti protagonisti di una serie interminabile di botta e risposta tra due famiglie malavitose di Terlizzi da sempre contrapposte, nel processo sulla sparatoria avvenuta il 30 giugno 2015 in centro, in viale dei Garofani.
La quinta sezione penale della Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza per i due delitti di lesioni contestati all'uomo, disponendo un nuovo giudizio davanti ad una diversa sezione della Corte d'Appello di Bari con le accuse di detenzione e di porto in luogo pubblico di un'arma da fuoco. A riferirlo in una nota è la difesa, rappresentata dagli avvocati cassazionisti Dario Vannetiello e Ada Rosito. L'ordinanza è giunta nonostante il parere contrario del procuratore generale.
Il procedimento nasce dallo scontro armato che, in quegli anni, aveva contrapposto Dello Russo a Gioacchino Baldassarre, figlio di Giuseppe e fratello di Michele, e ai suoi tre fratelli, all'epoca appartenenti a due gruppi rivali nelle attività criminali. A Dello Russo erano stati contestati, oltre ai reati in materia di armi, le lesioni riportate da Michele Baldassarre e da una ignara passante, Angela Altamura. Le accuse comprendevano pure la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale.
Il Tribunale di Trani aveva condannato Dello Russo a 13 anni di carcere, anche per tentato omicidio. In appello era arrivata l'assoluzione da quest'ultima accusa, con la riduzione a 3 anni e 4 mesi per i restanti reati. I giudici d'appello avevano infatti accolto la tesi sostenuta dalle avvocate Ada Rosito e Giusida Sanseverino, che avevano assistito Dello Russo in quel grado, sulla assenza di una volontà omicida: l'imputato avrebbe agito per difendersi dall'aggressione dei Baldassarre.
Un primo annullamento era stato pronunciato il 13 marzo 2025 dalla prima sezione penale della Cassazione. Dopo il nuovo passaggio davanti ai giudici baresi e la sentenza del 9 gennaio scorso, la difesa ha presentato un altro ricorso, ottenendo la seconda decisione favorevole. L'annullamento senza rinvio ha riguardato questa volta entrambe le contestazioni di lesioni volontarie aggravate, dichiarate estinte per prescrizione agli effetti penali, rigettando il ricorso agli effetti civili.
Per i reati di detenzione e porto dell'arma dovrà, invece, pronunciarsi nuovamente la Corte d'Appello di Bari, riunita in una diversa composizione. Su quest'ultimo fronte, secondo quanto evidenziato dalla difesa, si profila anche la questione della prescrizione, che potrebbe incidere ulteriormente sull'esito del procedimento.
La quinta sezione penale della Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza per i due delitti di lesioni contestati all'uomo, disponendo un nuovo giudizio davanti ad una diversa sezione della Corte d'Appello di Bari con le accuse di detenzione e di porto in luogo pubblico di un'arma da fuoco. A riferirlo in una nota è la difesa, rappresentata dagli avvocati cassazionisti Dario Vannetiello e Ada Rosito. L'ordinanza è giunta nonostante il parere contrario del procuratore generale.
Il procedimento nasce dallo scontro armato che, in quegli anni, aveva contrapposto Dello Russo a Gioacchino Baldassarre, figlio di Giuseppe e fratello di Michele, e ai suoi tre fratelli, all'epoca appartenenti a due gruppi rivali nelle attività criminali. A Dello Russo erano stati contestati, oltre ai reati in materia di armi, le lesioni riportate da Michele Baldassarre e da una ignara passante, Angela Altamura. Le accuse comprendevano pure la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale.
Il Tribunale di Trani aveva condannato Dello Russo a 13 anni di carcere, anche per tentato omicidio. In appello era arrivata l'assoluzione da quest'ultima accusa, con la riduzione a 3 anni e 4 mesi per i restanti reati. I giudici d'appello avevano infatti accolto la tesi sostenuta dalle avvocate Ada Rosito e Giusida Sanseverino, che avevano assistito Dello Russo in quel grado, sulla assenza di una volontà omicida: l'imputato avrebbe agito per difendersi dall'aggressione dei Baldassarre.
Un primo annullamento era stato pronunciato il 13 marzo 2025 dalla prima sezione penale della Cassazione. Dopo il nuovo passaggio davanti ai giudici baresi e la sentenza del 9 gennaio scorso, la difesa ha presentato un altro ricorso, ottenendo la seconda decisione favorevole. L'annullamento senza rinvio ha riguardato questa volta entrambe le contestazioni di lesioni volontarie aggravate, dichiarate estinte per prescrizione agli effetti penali, rigettando il ricorso agli effetti civili.
Per i reati di detenzione e porto dell'arma dovrà, invece, pronunciarsi nuovamente la Corte d'Appello di Bari, riunita in una diversa composizione. Su quest'ultimo fronte, secondo quanto evidenziato dalla difesa, si profila anche la questione della prescrizione, che potrebbe incidere ulteriormente sull'esito del procedimento.