Scontri di Torino: la ferma condanna dell’onorevole Marcello Gemmato
Tutta la vicinanza all’agente di Polizia espressa dal Sottosegretario di Stato alla Salute
martedì 3 febbraio 2026
È stata la foto ed il video-ricostruzione simbolo di queste giornate sui social, trasmissioni televisive di approfondimento e ovunque: ritrae il poliziotto, colpito a calci, pugni, colpi di martello a Torino, da un gruppo di violenti, sul concludersi della manifestazione organizzata contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna; l'accaduto nella serata di sabato 31 gennaio 2026.
Alessandro Calista, il nome del poliziotto, dopo il ricovero al pronto soccorso chirurgico dell'ospedale Molinette di Torino, adesso sta bene. A salvarlo come si è ampiamente visto in video, sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo.
In queste giornate sono stati tanti i messaggi di solidarietà e vicinanza all'agente di polizia arrivati dal mondo politico e esponenti di diversi schieramenti. Tra questi, menzioniamo quello del terlizzese On. Marcello Gemmato Sottosegretario di Stato alla Salute, «Quanto accaduto a Torino è inaccettabile. Gli scontri e le violenze non sono protesta, ma aggressione allo Stato.
Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell'ordine feriti, che ogni giorno garantiscono sicurezza e legalità. I responsabili rispondano delle loro azioni» sono state le sue parole.
Aggiungiamo contestualmente, che, di fronte a immagini simili ogni tentativo di relativizzare, giustificare o ideologizzare, perde di senso e credibilità. Non possono esistere "ma", non esistono attenuanti politiche o sociali che possano rendere comprensibile un'aggressione di questo tipo. A maggior ragione quando si è costretti, quotidianamente ad operare in contesti sempre più complessi e tesi. La violenza resta violenza, sempre!
Contestualmente nella giornata di lunedì 2 febbraio 2026, l'onorevole terlizzese ha fatto visita al Questore della Polizia di Stato di Bari, dott. Annino Gargano, «a seguito dei fatti violenti e inaccettabili avvenuti a Torino ai danni delle donne e degli uomini in divisa.
A loro va la mia solidarietà più sincera e il mio sostegno convinto: chi serve lo Stato con dedizione non può e non deve essere lasciato solo», sono state le sue parole gratitudine.
Una società matura deve saper affermare con chiarezza che la violenza non è mai uno strumento legittimo, né di lotta, né di protesta, né di rivendicazione. Su questo punto non possono esserci ambiguità, silenzi o giustificazioni di comodo. La condanna deve essere ferma, unanime e senza ideologia.
Alessandro Calista, il nome del poliziotto, dopo il ricovero al pronto soccorso chirurgico dell'ospedale Molinette di Torino, adesso sta bene. A salvarlo come si è ampiamente visto in video, sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo.
In queste giornate sono stati tanti i messaggi di solidarietà e vicinanza all'agente di polizia arrivati dal mondo politico e esponenti di diversi schieramenti. Tra questi, menzioniamo quello del terlizzese On. Marcello Gemmato Sottosegretario di Stato alla Salute, «Quanto accaduto a Torino è inaccettabile. Gli scontri e le violenze non sono protesta, ma aggressione allo Stato.
Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell'ordine feriti, che ogni giorno garantiscono sicurezza e legalità. I responsabili rispondano delle loro azioni» sono state le sue parole.
Aggiungiamo contestualmente, che, di fronte a immagini simili ogni tentativo di relativizzare, giustificare o ideologizzare, perde di senso e credibilità. Non possono esistere "ma", non esistono attenuanti politiche o sociali che possano rendere comprensibile un'aggressione di questo tipo. A maggior ragione quando si è costretti, quotidianamente ad operare in contesti sempre più complessi e tesi. La violenza resta violenza, sempre!
Contestualmente nella giornata di lunedì 2 febbraio 2026, l'onorevole terlizzese ha fatto visita al Questore della Polizia di Stato di Bari, dott. Annino Gargano, «a seguito dei fatti violenti e inaccettabili avvenuti a Torino ai danni delle donne e degli uomini in divisa.
A loro va la mia solidarietà più sincera e il mio sostegno convinto: chi serve lo Stato con dedizione non può e non deve essere lasciato solo», sono state le sue parole gratitudine.
Una società matura deve saper affermare con chiarezza che la violenza non è mai uno strumento legittimo, né di lotta, né di protesta, né di rivendicazione. Su questo punto non possono esserci ambiguità, silenzi o giustificazioni di comodo. La condanna deve essere ferma, unanime e senza ideologia.