Il diritto di essere raccontate: concluso in bellezza il laboratorio "Le donne di giù all'arco"

Identità e vissuti di donne terlizzesi nell'esibizione tenutasi presso la libreria "Un panda sulla luna"

sabato 3 gennaio 2026
A cura di Serena De Musso
Non solo storie ma identità, vissuti e ricordi di vita quelli raccontati dalla voce di Annabella Tedone accompagnata con maestria da Bruno Ricchiuti durante il reading tenutosi nella serata di martedì 30 dicembre presso la libreria "Un panda sulla luna". L'iniziativa nasce dalla volontà di condividere e rendere collettiva l'esperienza vissuta durante il laboratorio "Le donne di giù all'arco" promossa dall'associazione Agápe aps insieme a La GARRA, MAT laboratorio urbano, Kuziba Teatro e con il supporto metodologico della Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari. A sostenere l'iniziativa anche il contributo dell'Avviso Pubblico 'La Puglia per la parità' del Consiglio regionale della Regione Puglia.

«Abbiamo intervistato delle donne della via Paù, cercando poi di rendere al meglio da un punto di vista letterario quello che ci hanno raccontato - ha commentato Diana Tricarico, raccoglitrice di storie durante il corso (clicca qui per il video) -. Mi ha colpito molto ascoltare le parole della donna che ho intervistato che io non conoscevo e che è riuscita a trasmettere i suoi pensieri e le sue opinioni in un modo estremamente interessante. Mi è piaciuto molto ascoltare la sua voce e rapportarmi proprio con una persona che ho conosciuto in quell'occasione in una maniera diretta e improntata ad una visione curiosa del mondo e della sua storia» .

«Prima di raccogliere le storie di queste persone ci sono stati degli incontri più improntati su tecniche di scrittura utili per le interviste, come ad esempio evocare ricordi o pensieri in modo tale da non essere semplicemente qualcuno che va e prende una storia. Il nostro intento era quello di creare un rapporto, una intimità con le intervistate. Mi è piaciuto molto ascoltare la storia della signora che ho poi raccontato, così come ascoltare il racconto del suo passato e delle tradizioni della sua famiglia che in parte coincidono con la storia della città. Si è trattato indubbiamente di un momento di grande crescita anche personale» ha aggiunto Arianna de Nicolo, anche lei partecipante al progetto.

«L'obiettivo del laboratorio era innescare un processo di reciprocità con le intervistate, quasi come se la storia dell'altro mi dovesse restare appiccicata, e questo è stato il senso ultimo del progetto. Un grazie va certamente alle ragazze che si sono messe in gioco per frequentare il corso ma soprattutto a chi ha scelto di raccontarsi, perché non sempre è facile raccontare la propria vita - ha dichiarato Donatella Azzollini, curatrice dell'iniziativa -. Si tratta di un progetto che non tralascia la sua vena femminista ed infatti abbiamo volutamente deciso di intervistare solo donne, persone che spesso vedono la loro storia svalutata o ignorata. Abbiamo cercato di far passare il messaggio che ogni storia ha un valore e che la propria storia ha il diritto di essere raccontata e ricordata».

Proprio tramite la narrazione di queste microstorie quotidiane, quelle che non occupano la scena generale ma non per questo meno importanti, ecco riaffiorare la storia di Marietta Dello Russo, simbolo di resistenza e autodeterminazione, più volte omaggiata durante la serata: «Marietta delle pezze vecchie, è stata una donna che ha abitato il quartiere sotto l'arco, una donna antifascista, una donna che ha instancabilmente organizzato, e i terlizzesi se lo ricorderanno benissimo, la festa del Primo Maggio e che invece di stare a casa sceglieva di stare in strada. Quindi anche all'ombra del ricordo e della memoria di Marietta abbiamo avviato questa serata», ha poi concluso Azzollini.