Don Tonino Bello, parole e musica per raccontarne il volto

L'oratorio sacro di Nicola Petruzzella “Testimone dell’Amore” ripercorre il pensiero e la testimonianza del vescovo pugliese

sabato 17 ottobre 2026
A cura di Paolo Alberto Malerba
La parola che incontra la musica per restituire la profondità di una testimonianza ancora capace di parlare al presente. È questo il filo conduttore di "Testimone dell'Amore. Il volto di don Tonino Bello", l'oratorio sacro che sarà proposto a Terlizzi sabato 17 ottobre, nella chiesa di Santa Maria la Nova, di cui è parroco don Michele Amorosini. L'apertura delle porte è prevista alle ore 20, mentre l'inizio della serata è fissato alle 20.15.

L'appuntamento offrirà l'occasione di avvicinarsi alla figura del vescovo di Molfetta attraverso un percorso in cui la dimensione musicale si intreccia con le parole, gli insegnamenti e le sollecitazioni spirituali che hanno segnato il suo ministero. Non una rappresentazione teatrale, ma un'opera pensata per favorire l'ascolto e la meditazione, lasciando che siano la forza dei testi e il linguaggio della musica a guidare il pubblico.
A raccontare la genesi del progetto è il compositore Nicola Petruzzella, che ne firma le musiche e ne dirige l'esecuzione. «La genesi di questo oratorio sacro nasce da una precisa chiamata interiore, scaturita all'indomani del riconoscimento della venerabilità di don Tonino Bello nel novembre 2021. Di fronte ai suoi scritti, la vera sfida per un compositore è stata capire come tradurre in musica una vita intera offerta come "Testimone dell'Amore"».

La scelta dell'oratorio sacro, privo di apparati scenici o teatrali, risponde proprio alla volontà di essenzialità: «La scelta della forma dell'oratorio sacro – privo di apparati scenici o teatrali – risponde proprio alla volontà di spogliare l'opera da ogni elemento superfluo, creando uno spazio intimo di preghiera, ascolto e meditazione». Tra le sonorità dell'orchestra emerge la fisarmonica, strumento particolarmente caro a don Tonino, che diventa anche richiamo alle radici e all'identità della sua terra. Un progetto maturato nel dialogo con don Michele Amorosini e sostenuto fin dall'inizio da Elvira Zaccagnino.

L'architettura musicale si sviluppa in nove quadri, ciascuno legato a un aspetto significativo del pensiero e della spiritualità di don Tonino. Si parte dal motto episcopale "Ascoltino gli umili e si rallegrino", per attraversare l'immagine della "Chiesa del grembiule", attenta agli ultimi, ai disoccupati, agli sfrattati e a quanti vivono ai margini. Il percorso si apre poi alla figura di Maria, raccontata nella sua quotidianità, all'appello rivolto ai costruttori di pace, alla speranza affidata ai giovani e alla "convivialità delle differenze", uno dei temi più riconoscibili della riflessione del vescovo. La composizione converge infine sulla figura di Cristo, Sposo dell'umanità.

A dare voce a questo itinerario saranno tre voci recitanti, due solisti – soprano e baritono – e il coro, in dialogo con l'organico strumentale. Parola declamata e tessuto musicale si intrecciano così in una narrazione che non si limita a ripercorrere una vicenda biografica, ma prova a restituire l'attualità di un messaggio fondato sull'amore, sulla pace, sulla prossimità e sulla dignità di ogni persona.
La serata terlizzese si configura dunque come un'occasione per riscoprire, attraverso un linguaggio artistico e spirituale, l'eredità di don Tonino Bello: una testimonianza che continua a interrogare le coscienze e a richiamare ciascuno alla responsabilità verso gli altri.