Don Ferdinando Fiore torna alla luce: a Terlizzi una serata tra memoria e identità
A restituirne il profilo e il valore sarà Francesco Vino, docente e scrittore
lunedì 20 aprile 2026
Questa sera, lunedì 20 aprile, alle ore 19.00, a Terlizzi, nella Sala Consiliare (Corso Vittorio Emanuele), nell'ambito delle iniziative "Terlizzi e le glorie cittadine", tornerà alla luce una figura troppo a lungo dimenticata: Don Ferdinando Fiore.
Sacerdote, insegnante, patriota, Fiore rappresenta una delle personalità più significative dell'Ottocento terlizzese, capace di lasciare un segno profondo non solo nella vita religiosa, ma anche in quella civile e culturale della comunità.
A restituirne il profilo e il valore sarà Francesco Vino, docente e scrittore, che guiderà il pubblico in un racconto fatto di storia, idee e sorprendente attualità.
Ad aprire la serata saranno i saluti istituzionali del sindaco Michelangelo De Chirico e dell'assessore alla cultura Daniela Zappatore, a testimonianza dell'importanza che l'iniziativa riveste per la città, inserendosi in un percorso più ampio di riscoperta e valorizzazione delle proprie radici.
Nel corso dell'incontro, Vino proverà a restituire voce e dignità a una figura per lungo tempo rimasta ai margini della memoria collettiva.
«Un uomo dell'Ottocento capace di immaginare un'educazione nuova, libera, profondamente umana e per tutti. Un pensiero così avanti da anticipare, per certi aspetti, modelli che oggi definiremmo moderni. E un coraggio raro, quello di restare fedele alle proprie idee anche quando significava andare contro il potere ecclesiastico», sottolinea lo stesso relatore.
Una visione forte e controcorrente che, probabilmente, contribuì a consegnare Don Ferdinando Fiore all'oblio.
Ed è proprio contro questo silenzio che si muove l'iniziativa, con l'obiettivo di riannodare i fili della memoria e restituire alla comunità una figura che merita di essere conosciuta e compresa.
La serata si preannuncia così come un momento di riflessione condivisa, capace di intrecciare passato e presente, offrendo spunti utili anche per leggere il nostro tempo.
Non solo una rievocazione storica, dunque, ma un invito a interrogarsi sul valore dell'educazione, della libertà di pensiero e del coraggio delle idee.
«Proverò a raccontare la sua storia, il suo messaggio e la sua sorprendente attualità… ti aspetto», conclude Francesco Vino, rilanciando un invito che è anche un richiamo alla partecipazione e alla riscoperta dell'identità culturale terlizzese.
Sacerdote, insegnante, patriota, Fiore rappresenta una delle personalità più significative dell'Ottocento terlizzese, capace di lasciare un segno profondo non solo nella vita religiosa, ma anche in quella civile e culturale della comunità.
A restituirne il profilo e il valore sarà Francesco Vino, docente e scrittore, che guiderà il pubblico in un racconto fatto di storia, idee e sorprendente attualità.
Ad aprire la serata saranno i saluti istituzionali del sindaco Michelangelo De Chirico e dell'assessore alla cultura Daniela Zappatore, a testimonianza dell'importanza che l'iniziativa riveste per la città, inserendosi in un percorso più ampio di riscoperta e valorizzazione delle proprie radici.
Nel corso dell'incontro, Vino proverà a restituire voce e dignità a una figura per lungo tempo rimasta ai margini della memoria collettiva.
«Un uomo dell'Ottocento capace di immaginare un'educazione nuova, libera, profondamente umana e per tutti. Un pensiero così avanti da anticipare, per certi aspetti, modelli che oggi definiremmo moderni. E un coraggio raro, quello di restare fedele alle proprie idee anche quando significava andare contro il potere ecclesiastico», sottolinea lo stesso relatore.
Una visione forte e controcorrente che, probabilmente, contribuì a consegnare Don Ferdinando Fiore all'oblio.
Ed è proprio contro questo silenzio che si muove l'iniziativa, con l'obiettivo di riannodare i fili della memoria e restituire alla comunità una figura che merita di essere conosciuta e compresa.
La serata si preannuncia così come un momento di riflessione condivisa, capace di intrecciare passato e presente, offrendo spunti utili anche per leggere il nostro tempo.
Non solo una rievocazione storica, dunque, ma un invito a interrogarsi sul valore dell'educazione, della libertà di pensiero e del coraggio delle idee.
«Proverò a raccontare la sua storia, il suo messaggio e la sua sorprendente attualità… ti aspetto», conclude Francesco Vino, rilanciando un invito che è anche un richiamo alla partecipazione e alla riscoperta dell'identità culturale terlizzese.