Da Terlizzi a Lourdes: il racconto del parroco Don Nino Prisciandaro
La comunità di Santa Maria della Stella in pellegrinaggio alla grotta delle Apparizioni
mercoledì 11 febbraio 2026
In occasione della ricorrenza dell'Apparizione della Madonna a Lourdes e guidati dal parroco don Nino Prisciandaro, un gruppo di parrocchiani della chiesa di Santa Maria della Stella, sta vivendo in queste ore un intenso momento di preghiera, di fede e condivisione. La delegazione infatti si è recata in pellegrinaggio presso la grotta di Massabielle, luogo simbolo della spiritualità mariana.
I fedeli stanno partecipando alle celebrazioni e ai momenti di preghiera nel Santuario francese, affidando alla Madonna intenzioni personali, famigliari e comunitarie, nel segno della speranza.
A raccontare il pellegrinaggio in esclusiva alla nostra redazione, da Lourdes, il parroco don Nino, guida quotidiana per l'intera comunità e punto di riferimento che va oltre la mera celebrazione liturgica.
«Dalla Grotta di Lourdes, luogo di silenzio, di luce e di verità, il pensiero corre a chi è a casa, a chi attende, a chi porta nel cuore domande, ferite, attese. È il filo invisibile che ci unisce, lo stesso che ci ha accompagnati fin dalla partenza, al vespro di domenica 8 febbraio, quando un gruppo di circa quaranta persone ha messo in cammino il corpo e il cuore – è l'inizio del racconto del parroco- Il viaggio ci ha condotti, il 10 febbraio, fino a Lourdes, passando per Nîmes, la Roma della Francia. Prima ancora di raggiungere l'albergo, una visita guidata tra i suoi monumenti romani ci ha immersi nella storia e nella bellezza: pietre antiche che parlano di misura, di ordine, di una grandezza che attraversa i secoli senza alzare la voce. Un preludio silenzioso al pellegrinaggio, come a dire che anche la strada educa l'anima.
Qui tutto parla di semplicità e rispetto: la roccia povera, l'acqua che scorre, la preghiera che non fa rumore. Lourdes ricorda all'uomo che la vera grandezza non sta nell'alzare la voce, ma nel custodire la dignità, propria e altrui. Non nel ferire, ma nel guarire. Non nel sospetto, ma nella fiducia.
In un mondo che talvolta scivola facilmente verso il basso, dove è più semplice insinuare che comprendere, giudicare che accompagnare, Maria ci richiama a uno stile più alto: vivere nella verità, nella bellezza e nel rispetto. Anche quando costa. Anche quando si è fraintesi. Anche quando il bene sembra meno rumoroso del male».
È il racconto dell'esperienza di don Nino nel segno della meditazione, della speranza e della fraternità, confermando il valore del pellegrinaggio come occasione di crescita spirituale e umana. Infine nelle parole del parroco una preghiera per l'intera comunità: «dalla Grotta sale una preghiera per tutti: perché impariamo a non sporcare ciò che è sacro, a non usare le parole come pietre, a non perdere l'umanità nei passaggi difficili della vita. Qui si impara che la luce non risponde alle ombre imitandole, ma restando luce.
A chi è a casa arriva questo messaggio semplice e forte: non scendere dove non vale la pena stare. Resta in piedi. Resta vero. Resta umano.
La bellezza, alla fine, è sempre più forte».
I fedeli stanno partecipando alle celebrazioni e ai momenti di preghiera nel Santuario francese, affidando alla Madonna intenzioni personali, famigliari e comunitarie, nel segno della speranza.
A raccontare il pellegrinaggio in esclusiva alla nostra redazione, da Lourdes, il parroco don Nino, guida quotidiana per l'intera comunità e punto di riferimento che va oltre la mera celebrazione liturgica.
«Dalla Grotta di Lourdes, luogo di silenzio, di luce e di verità, il pensiero corre a chi è a casa, a chi attende, a chi porta nel cuore domande, ferite, attese. È il filo invisibile che ci unisce, lo stesso che ci ha accompagnati fin dalla partenza, al vespro di domenica 8 febbraio, quando un gruppo di circa quaranta persone ha messo in cammino il corpo e il cuore – è l'inizio del racconto del parroco- Il viaggio ci ha condotti, il 10 febbraio, fino a Lourdes, passando per Nîmes, la Roma della Francia. Prima ancora di raggiungere l'albergo, una visita guidata tra i suoi monumenti romani ci ha immersi nella storia e nella bellezza: pietre antiche che parlano di misura, di ordine, di una grandezza che attraversa i secoli senza alzare la voce. Un preludio silenzioso al pellegrinaggio, come a dire che anche la strada educa l'anima.
Qui tutto parla di semplicità e rispetto: la roccia povera, l'acqua che scorre, la preghiera che non fa rumore. Lourdes ricorda all'uomo che la vera grandezza non sta nell'alzare la voce, ma nel custodire la dignità, propria e altrui. Non nel ferire, ma nel guarire. Non nel sospetto, ma nella fiducia.
In un mondo che talvolta scivola facilmente verso il basso, dove è più semplice insinuare che comprendere, giudicare che accompagnare, Maria ci richiama a uno stile più alto: vivere nella verità, nella bellezza e nel rispetto. Anche quando costa. Anche quando si è fraintesi. Anche quando il bene sembra meno rumoroso del male».
È il racconto dell'esperienza di don Nino nel segno della meditazione, della speranza e della fraternità, confermando il valore del pellegrinaggio come occasione di crescita spirituale e umana. Infine nelle parole del parroco una preghiera per l'intera comunità: «dalla Grotta sale una preghiera per tutti: perché impariamo a non sporcare ciò che è sacro, a non usare le parole come pietre, a non perdere l'umanità nei passaggi difficili della vita. Qui si impara che la luce non risponde alle ombre imitandole, ma restando luce.
A chi è a casa arriva questo messaggio semplice e forte: non scendere dove non vale la pena stare. Resta in piedi. Resta vero. Resta umano.
La bellezza, alla fine, è sempre più forte».