Assalti ai portavalori, scacco matto alla banda: anche un 35enne di Terlizzi

Si tratta di Riccardo Magno. Sette gli arresti nell'inchiesta dell'Antimafia di Bari su un'organizzazione definita «paramilitare»

venerdì 10 luglio 2026 22.18
A cura di Nicola Miccione
C'è anche un uomo nato a Terlizzi, Riccardo Magno, 35 anni compiuti il 5 febbraio scorso, nell'organizzazione criminale strutturata come un vero e proprio gruppo «paramilitare», capace di pianificare assalti ai portavalori con kalashnikov, esplosivi e mezzi incendiati per bloccare le vie di fuga, sgominato oggi dai Carabinieri.

È il quadro ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dai militari del Comando Provinciale del capoluogo pugliese, che stamane hanno eseguito 7 misure cautelari nei confronti di altrettanti uomini con nomi altisonanti e già noti per reati analoghi - fra cui Magno, raggiunto da un'ordinanza in carcere - ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, delle ipotesi di associazione per delinquere aggravata, rapina aggravata dal metodo mafioso e altri reati contro il patrimonio.

L'inchiesta coinvolge complessivamente 16 persone: 7 sono finite in carcere, mentre altre 9 risultano indagate a piede libero. Secondo gli investigatori, il gruppo rappresentava una delle articolazioni più pericolose della criminalità organizzata cerignolana. Nell'ordinanza si parla di una organizzazione caratterizzata da una «ferocia spregiudicata», capace di reclutare un elevato numero di uomini, procurarsi armi da guerra, esplosivi e mezzi rubati per mettere a segno colpi pianificati.

Tra gli episodi contestati figura il violento assalto avvenuto il 6 novembre 2024 sulla strada statale 96, a Toritto. Quel giorno il commando entrò in azione contro un furgone portavalori che trasportava circa 1 milione di euro. Per fermare il mezzo furono esplosi decine di colpi di kalashnikov contro le guardie giurate e usati esplosivi per far saltare la cabina posteriore del blindato. Incendiate diverse automobili. I rapinatori riuscirono ad impossessarsi di parte del denaro trasportato.

L'organizzazione è ritenuta responsabile anche del furto di 4 autobus di linea, avvenuto il 15 aprile scorso a Ostuni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, quei veicoli sarebbero stati destinati alla preparazione di ulteriori assalti ai portavalori, secondo uno schema operativo già utilizzato in passato dalla criminalità cerignolana. Nel corso delle perquisizioni i militari dell'Arma hanno inoltre sequestrato 7 automobili rubate, recuperate all'interno di un autoparco di Trinitapoli.

Uno degli aspetti più delicati dell'inchiesta riguarda il presunto coinvolgimento di due operatori sanitari: uno avrebbe prestato le prime cure a uno dei ladri prima ancora che questi arrivasse in ospedale, mentre un ex ginecologo, Antonio Giannatempo, già sindaco di Cerignola, avrebbe favorito il gruppo durante il ricovero.