Arresti per usura ed estorsione a Terlizzi, oggi gli interrogatori di garanzia
In carcere, tra gli altri, è finito il ragioniere Renato Berardi. Un sistema smascherato dalle Fiamme Gialle dopo la denuncia di una delle vittime
giovedì 22 ottobre 2026
13.49
Inizieranno quest'oggi, nel penitenziario di Trani, gli interrogatori di garanzia dei maggiori indagati nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza che, martedì, ha portato agli arresti quattro persone, accusate di aver prestato denaro a persone indebitate o piccoli imprenditori, applicando interessi oltre il mille per cento.
In carcere, con le accuse contestate a vario titolo di usura, estorsione, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e abusiva attività finanziaria, sono finiti Graziano Baldassarre, di 47 anni (assistito dall'avvocato Angelo Caputi), Paolo Ficco, di 47 anni (difeso dall'avvocato Cristian Di Giusto) e il ragioniere Renato Berardi, di 52 anni (difeso dagli avvocati Beppe Modesti e Giuseppe Mariani), mentre ai domiciliari Nicola Ficco, di 26 anni, figlio di Paolo, tutti di Terlizzi.
I principali indagati (Ficco senior, ritenuto dagli inquirenti un elemento di vertice del clan Dello Russo, è ricoverato presso l'ospedale don Tonino Bello di Molfetta) - ammesso non decidano di avvalersi della facoltà di non rispondere che è sempre concessa - avranno modo di respingere gli addebiti contenuti nell'ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura, in un'inchiesta coordinata dal pubblico ministro Ubaldo Leo.
L'indagine, partita dalla denuncia di una vittima, ha accertato «un'articolata rete di prestiti usurari praticati ricorrendo ad atti di intimidazione». A rendere gravoso il ricorso a questi finanziamenti erano gli interessi richiesti: secondo quanto ricostruito erano applicati «tassi di interesse variabili tra il 60% e il 1.260% annuo».
In carcere, con le accuse contestate a vario titolo di usura, estorsione, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e abusiva attività finanziaria, sono finiti Graziano Baldassarre, di 47 anni (assistito dall'avvocato Angelo Caputi), Paolo Ficco, di 47 anni (difeso dall'avvocato Cristian Di Giusto) e il ragioniere Renato Berardi, di 52 anni (difeso dagli avvocati Beppe Modesti e Giuseppe Mariani), mentre ai domiciliari Nicola Ficco, di 26 anni, figlio di Paolo, tutti di Terlizzi.
I principali indagati (Ficco senior, ritenuto dagli inquirenti un elemento di vertice del clan Dello Russo, è ricoverato presso l'ospedale don Tonino Bello di Molfetta) - ammesso non decidano di avvalersi della facoltà di non rispondere che è sempre concessa - avranno modo di respingere gli addebiti contenuti nell'ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura, in un'inchiesta coordinata dal pubblico ministro Ubaldo Leo.
L'indagine, partita dalla denuncia di una vittima, ha accertato «un'articolata rete di prestiti usurari praticati ricorrendo ad atti di intimidazione». A rendere gravoso il ricorso a questi finanziamenti erano gli interessi richiesti: secondo quanto ricostruito erano applicati «tassi di interesse variabili tra il 60% e il 1.260% annuo».