A Terlizzi il cinema dei ragazzi riempie la sala: emozioni e confronto al “Garzia”
“Binario 1” e “Gioco di prospettiva” i cortometraggi proposti
martedì 28 aprile 2026
Una sala piena, silenziosa al momento giusto e viva quando le luci si riaccendono. Volti giovani, attenzione e curiosità; al Piccolo Osservatorio Garzia di Terlizzi, la serata del 20 aprile scorso, ha avuto il sapore delle cose costruite con passione, passo dopo passo.
I cortometraggi "Binario 1" e "Gioco di prospettiva" sono stati il risultato di un percorso condiviso, nato dall'iniziativa di ragazzi che hanno scelto di mettersi in gioco fino in fondo: ideare, realizzare e perfino affittare una sala per offrire alla propria comunità un modo diverso di vivere una sera.
Un'alternativa concreta, fatta di creatività e impegno, capace di riempire ogni posto disponibile e di restituire al cinema il suo valore più semplice e autentico: quello dell'incontro.
Dietro Binario 1 c'è la regia e il montaggio di Nicolò Tempesta, affiancato da Michele Caprioli come aiuto regia. In scena Vito Leonessa ed Elettra Gambardella, con il contributo di Martina Fracchiolla al trucco, Alessia De Gaetano come segretaria di edizione, Andrea Angione e Arianna D'Aniello ai fonici e Francesca Tempesta per gli oggetti di scena.
Per Gioco di prospettiva, ancora la regia di Nicolò Tempesta, con Luca Vallarelli attore, sceneggiatore e parte del montaggio insieme a Lorenzo De Donato alla sceneggiatura. Nel team anche Arianna D'Aniello come fonico, Paolo Tesoro – attore, montaggio e sound design – e Davide Botta attore e montaggio.
Due lavori diversi, ma attraversati dalla stessa esigenza di raccontare e raccontarsi. «In generale nei cortometraggi che giro cerco di mettere un po' di me e delle cose in cui credo», spiega Tempesta, sottolineando il desiderio di arrivare a chi guarda non solo attraverso la storia, ma anche attraverso le sensazioni.
In Binario 1 emergono la solitudine e la memoria, in un dialogo intimo con il passato: «Le sensazioni che ho preferito mettere in risalto sono la desolazione e la solitudine… il messaggio è che non è sbagliato rifugiarsi nei ricordi laddove il presente non offre più possibilità».
Con Gioco di prospettiva, invece, il racconto passa anche dallo sguardo e dalla forma: «Ho cercato di tradurre in immagini la sceneggiatura con inquadrature differenti tra prima persona in bianco e nero e terza persona a colori», con l'intento di «creare un senso di alienazione ma allo stesso tempo empatia verso il protagonista».
E poi, il momento forse più prezioso: quello del dialogo. Al termine delle proiezioni, il pubblico è rimasto, ha chiesto, ha ascoltato.
Gli autori e gli attori hanno risposto, raccontando il lavoro dietro le immagini, trasformando la serata in un confronto diretto, senza filtri.
Una sala piena può dire molte cose. In questo caso racconta di ragazzi che scelgono di creare, di mettersi in gioco e di condividere. E racconta anche di un pubblico che ha voglia di esserci.
I cortometraggi "Binario 1" e "Gioco di prospettiva" sono stati il risultato di un percorso condiviso, nato dall'iniziativa di ragazzi che hanno scelto di mettersi in gioco fino in fondo: ideare, realizzare e perfino affittare una sala per offrire alla propria comunità un modo diverso di vivere una sera.
Un'alternativa concreta, fatta di creatività e impegno, capace di riempire ogni posto disponibile e di restituire al cinema il suo valore più semplice e autentico: quello dell'incontro.
Dietro Binario 1 c'è la regia e il montaggio di Nicolò Tempesta, affiancato da Michele Caprioli come aiuto regia. In scena Vito Leonessa ed Elettra Gambardella, con il contributo di Martina Fracchiolla al trucco, Alessia De Gaetano come segretaria di edizione, Andrea Angione e Arianna D'Aniello ai fonici e Francesca Tempesta per gli oggetti di scena.
Per Gioco di prospettiva, ancora la regia di Nicolò Tempesta, con Luca Vallarelli attore, sceneggiatore e parte del montaggio insieme a Lorenzo De Donato alla sceneggiatura. Nel team anche Arianna D'Aniello come fonico, Paolo Tesoro – attore, montaggio e sound design – e Davide Botta attore e montaggio.
Due lavori diversi, ma attraversati dalla stessa esigenza di raccontare e raccontarsi. «In generale nei cortometraggi che giro cerco di mettere un po' di me e delle cose in cui credo», spiega Tempesta, sottolineando il desiderio di arrivare a chi guarda non solo attraverso la storia, ma anche attraverso le sensazioni.
In Binario 1 emergono la solitudine e la memoria, in un dialogo intimo con il passato: «Le sensazioni che ho preferito mettere in risalto sono la desolazione e la solitudine… il messaggio è che non è sbagliato rifugiarsi nei ricordi laddove il presente non offre più possibilità».
Con Gioco di prospettiva, invece, il racconto passa anche dallo sguardo e dalla forma: «Ho cercato di tradurre in immagini la sceneggiatura con inquadrature differenti tra prima persona in bianco e nero e terza persona a colori», con l'intento di «creare un senso di alienazione ma allo stesso tempo empatia verso il protagonista».
E poi, il momento forse più prezioso: quello del dialogo. Al termine delle proiezioni, il pubblico è rimasto, ha chiesto, ha ascoltato.
Gli autori e gli attori hanno risposto, raccontando il lavoro dietro le immagini, trasformando la serata in un confronto diretto, senza filtri.
Una sala piena può dire molte cose. In questo caso racconta di ragazzi che scelgono di creare, di mettersi in gioco e di condividere. E racconta anche di un pubblico che ha voglia di esserci.